Terlizzi nel gioco aereo (SiciliaToday)

Calcio, Genoa-Catania: il commento del match

Finalmente!
La migliore gara esterna di tutto il campionato rossazzurro. Sicuramente a molti tifosi del Liotru rimarrà il rammarico di non aver portato a casa il risultato pieno, sfatando un tabù ormai troppo “antico” (il Catania non vince una trasferta di serie A dal 29 aprile 2007, quando si impose 1-0 in casa dell'Udinese; nei 31 seguenti confronti disputati, lo score è di 11 pareggi e 20 sconfitte), ma è necessario analizzare serenamente e obiettivamente il match del “Ferraris”, in modo da rinvenire più di un elemento di conforto in proiezione futura. Ebbene, contro una gran bella squadra, quarta in classifica e nobilitata dai servigi tecnici di un fuoriclasse assoluto, il “Principe” argentino Diego Milito, il Catania ha disputato una “signora” partita, alla fine addirittura meritando qualcosina in più di un avversario pur penalizzato dall’aver dovuto giocare 34 minuti in inferiorità numerica, così come successo agli etnei domenica scorsa contro i fortunatissimi felsinei di Mihajlovic.

Il risultato finale di pareggio può starci, considerato che, a bilanciare il complessivo predominio territoriale del Catania, sostanziato da numerose azioni potenzialmente pericolose e da tre ottime occasioni (a parte la rete di Martinez), i padroni di casa hanno colto una traversa con Bocchetti nel finale del primo tempo, è stata loro annullata un’azione pericolosissima (segnalato un fuorigioco inesistente a Jankovic, ma il successivo assist del serbo per il goal di Milito vede l’argentino in off-side), nonché nel finale di gara hanno avuto con lo splendido Milito anche l’occasione per beffare l’undici di Zenga, calato d’intensità dal punta di vista atletico. Ciò che conta è aver, finalmente, visto il Catania da trasferta che da tempo attendevamo: ben messo in campo, disposto al pressing alto, attento sì in difesa, ma mai rinunciatario; anzi, sempre disposto a ribaltare l’azione e “offendere”.

Un Catania propositivo, un Catania che si gioca la partita, insomma. È questo il dato finale che deve maggiormente essere messo in risalto, al di là del risultato comunque buono. I rossazzurri hanno giocato bene, ed è una novità, in tutti i reparti, concedendo poco e creando gioco con una certa continuità. Non dimentichiamo, infatti, che l'ultimo gol segnato in trasferte ufficiali dal Catania risaliva al 25 ottobre scorso quando il rigore di Topolinik Mascara garantì il soffertissimo pareggio di Siena. Non solo, nelle tre precedenti “fortunate” trasferte (Torino, Reggio Calabria e Siena), i rossazzurri avevano giocato o in maniera discontinua (contro la Juve) o veramente male (Reggina e Siena), mentre oggi hanno convinto per tutta la partita. Di contro, si deve ancora una volta registrare una rete incassata più o meno nello stesso modo: cross dalla fascia, “pasticcio” al centro e facile realizzazione avversaria. Pasticcio, peraltro, che risulta poco comprensibile, considerata la buona prestazione dei due centrali difensivi Stovini e Terlizzi, bravi per tutto il match a limitare Jankovic, Sculli e, soprattutto, Milito. Sono questi cali di concentrazione, come più volte ripetuto da Zenga, i limiti su cui più tenacemente e duramente lavorare in settimana durante gli allenamenti. Non per niente, l’ultima gara senza subire reti risale al derby del 19 ottobre scorso (2-0 contro il Palermo); nelle successive 14 gare disputate (compresa quella odierna), l’undici etneo ha complessivamente incassato 23 reti. Non una caterva di goal, ma occorre certamente lavorarci su con lena e attenzione.

Due esterni di categoria
Un buon inizio di “guarigione” può essere considerato il fatto di aver potuto schierare due laterali di categoria, adottando il modulo preferito dal tecnico milanese, a lungo provato durante il ritiro estivo di Assisi: 4 in difesa, 3 “robusti” in mezzo, 2 trequartisti e 1 punta centrale. Abbiamo più volte ripetuto come le reti incassate dal Catania provengano per di più da clamorosi “buchi” sulle fasce; defainces che, in aggiunta, costringono i centrali ad affannose chiusure, spesso malriuscite. Ebbene, oggi, contro una squadra che fa del gioco sulle corsie laterali (Mesto, Rossi, Criscito, Modesto e Sculli hanno fatto “ballare” più di una difesa) il proprio punto di forza, gli esterni rossazzurri hanno retto con sufficiente disinvoltura. Solo una volta il Genoa è riuscito ad andare al cross pericolosamente dalla sinistra con Rossi (e, purtroppo, ne è nato il goal di Milito), mai sulla destra, dove Silvestre ha confermato di essere l’ottimo giocatore che è. Magari il giovane argentino poteva essere “insediato” stabilmente qualche secolo fa in quella posizione, dove il Catania presenta una vistosa voragine tecnica... Avere, in ogni caso, un altro esterno destro “umano” non sarebbe malissimo, visto che, per esempio, la squalifica di Terlizzi costringerà sicuramente Zenga, mercoledì sera contro l’Inter, a riportare Silvestre al centro della difesa, inserendo Silvestri o Sardo a destra. Capuano, nuovo acquisto, sulla fascia sinistra ha fatto il suo compito con diligenza, mostrando doti tecniche commisurate alla Serie A. Insomma, ha giocato “normalmente”, cioè “straordinariamente” rispetto agli standard normali dei precedenti interpreti (parliamo di laterali “bassi” da difesa a 4, ovviamente, non certo di Giacomo Tedesco, bravo a interpretare il ruolo nell’ambito del 3-5-2). Se avesse fatto goal (e lo poteva, qualora Martinez non gli avesse letteralmente tolto la palla dalla testa a due passi da Rubinho nel finale del primo tempo) si sarebbe giunti alla sua “beatificazione”. È chiaro come non si possa giudicare un giocatore che ha fatto 20 presenze negli ultimi tre anni dopo una sola gara, ma l’incipit appare incoraggiante. Per di più, anche se (toccando ferro) non dovesse confermare le attese, ci sentiamo di poter affermare categoricamente che Ciro Capuano non potrà far comunque peggio dei predecessori...

Carboni e Baiocco, “anime” rossazzurre
Mostruose le prestazioni individuali dei due mediani rossazzurri. Sontuoso il Vichingo Carboni a soffocare Milanetto e Motta (ma non dimentichiamo che a al bravo Gasperini mancava l’uomo forse migliore in mediana, lo squalificato croato Juric), eccezionale la Streghetta Baiocco a tamponare e ripartire sulla corsia destra. Peccato che l’argentino ex Salisburgo debba saltare la sfida contro l’Inter di Mourinho, un’assenza grave. Baiocco da una parte e Biagianti (fin quando rimasto in campo, poi Tedesco) dall’altro hanno messo in gran difficoltà l’assetto del Genoa, costringendo i due laterali ad affannose rincorse, nonché i tre centrali a chiusure non sempre appropriate. Addirittura, i rossazzurri hanno giocato meglio in 11 contro 11 che in superiorità numerica, a dimostrazione del fatto che il “blocco” più che di natura tecnica risulta essere di sostanza mentale. Peccato, un vero peccato che il Catania abbia, ancora una volta, peccato di concretezza in avanti, altrimenti la prima vittoria in trasferta del campionato non sarebbe certamente sfuggita (quella etnea è, insieme al Torino, l’unica squadra dell’attuale massimo torneo italiano a non aver mai vinto in trasferta).

Malaka, testa a posto
Il Catania segna poco. Anche a Genova ha mostrato questo limite, al culmine di una prestazione maiuscola che, se confortata da una maggiore cattiveria in zona-goal, avrebbe condotto alla vittoria. Tante le azioni di gioco proposte dalle ricordate incursioni di Baiocco e Biagianti e dal movimento del sempre bravo Topolinik (protagonista pure di una splendida punizione dai 20 metri di poco alta sopra la traversa), ma Paolucci, pur positivo e mobile, non ha inciso in fase di tiro, mentre Martinez, sulla via della “guarigione”, ha confermato ancora una volta di essere più un giocatore da ultimi metri, che trequartista in grado di creare occasioni pericolose. È fortissimo di testa e le due realizzazioni stagionali lo dimostrano. In ogni caso, psicologicamente questa rete potrebbe rivelarsi decisiva nel recupero di un giocatore così importante per le sorti del Catania. Probabilmente, avremmo inserito Morimoto, in gran forma, un po’ prima, ma noi non siamo tecnici e Zenga, dalla tribuna, avrà valutato meglio di noi...

Festa all’Inter
Il pareggio odierno dovrà costituire prezioso stimolo in vista del gran match di mercoledì sera contro la capolista nerazzurra. In realtà, non si tratterà di una festa. Sarebbe da provinciali interpretare così la sfida! Sarà una partita importante contro una formazione di altra categoria. Punto. Ci auguriamo, invece, che possa trasformarsi, alla fine, in una festa... all’Inter. Il Catania ha dimostrato di potersela giocare con chiunque, pertanto non sarà una passeggiata per i “Mou boys”, a patto che Topolinik e compagni giochino con la stessa intensità mostrata oggi. Così facendo, probabilmente, il "santone" portoghese potrà evitare di indossare i guantoni e schierarsi in porta al posto di Julio Cesar...

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