Calcio: Juventus-Catania (coppa Italia 3-0): le pagelle
BIZZARRI 5: Ha sulla coscienza il primo gol, regala altre opportunità con le sue parate in due tempi. Alterna belle intuizioni e abili parate a topiche incredibili per questa categoria. Sarà colpa del freddo torinese…
SARDO 4: Disastroso sulla fascia destra in difesa dove a turno si inseriscono De Ceglie e Giovinco, imbarazzante in fase propositiva. Emblematico della sua caratura un goffo tentativo di cross praticamente marcato dal… vento! In sede di commento televisivo, Collovati asserisce che il forte del numero 2 catanese sarebbe il cross dal fondo… se lo dice un campione del mondo…
SILVESTRE 4,5: Una delle sue peggiori prestazioni in rossazzurro. Si incaponisce a cercare uscite eleganti contro avversari che disputano elegantemente la Champions. Un bagno d’umiltà, magari, sarebbe necessario per un elemento che, finora, si è rivelato fra i più positivi in assoluto.
STOVINI 6: L’unico del reparto arretrato che tiene testa ai tre avanti juventini. Anticipa bene in qualche occasione e si propone anche in attacco nel primo tempo cercando un triangolo con un compagno. Fa quel che può in difesa.
SILVESTRI 4: Primo tempo accettabile, così come tutti i compagni. Nel secondo naufraga completamente e non oppone la minima resistenza alle folate avversarie. Sulla sinistra si rivela non all’altezza contro avversari di caratura elevata come quelli bianconeri.
BIAGIANTI 5: Continuo a dire che, se il buon Marco vuole diventare qualcuno in serie A, deve necessariamente ampliare il proprio repertorio. Un centrocampista completo dovrebbe azzeccare una volta ogni tanto lo specchio della porta o offrire un assist con qualche verticalizzazione. Stasera qualche tentativo di lotta contro i mastini di centrocampo bianconero e nulla più.
LEDESMA 5: Ha gran voglia di mostrare a Zenga di valere il posto da titolare, ma si esprime sufficientemente solo nella seconda parte del primo tempo quando lo si vede anche fare un tunnel sulla trequarti avversa ai danni di De Ceglie. Randella come lui sa fare, ma non riesce a dare alla causa quello che il Ledesma ante-infortunio sapeva fornire.
TEDESCO 5,5: Inizia bene, con la solita disinvoltura, per poi perdersi come gli altri. Anche nella sua non migliore prestazione, è l’unico a cercare di mettere qualcosa che assomigli ad un pallone in mezzo all’area di rigore.
DICA 4: Si vede che sa toccar bene il pallone, ma anche mio cognato che si è ritirato dalle scene agonistiche da dieci anni circa lo sa fare. Nel calcio, se non corri non puoi starci a certi livelli. Quando ancora il fiato lo accompagna (circa a metà del primo tempo) cerca di imbastire qualche trama per i due avanti, ma nel lasso di tempo in cui pensa di stoppare il pallone, il suo avversario si è già involato con quello stesso pallone verso l’area…
MARTINEZ 4: Se non avessi visto coi miei occhi l’anno scorso quello che era un gran giocatore, giurerei di trovarmi di fronte a “Messera 2 la vendetta”. Non azzecca un dribbling, non ne prende una di testa, non corre, non pressa… La domanda sorge spontanea: che cosa ci sta a fare in campo?
PLASMATI 4,5: Mezzo voto in più solamente perché almeno tenta di lavorare qualche pallone. A sua discolpa la considerazione che nessuno riesce a dargli uno straccio di palla giocabile in area… come l’anno scorso il Gabbiano, anche lui rimane vittima di un modulo che non lo esalta.
*PAOLUCCI sv: Non giudicabile, ma almeno dà la parvenza di correre…
*IZCO 20: Corre di più lui in un quarto d’ora che tutta la squadra in 90’…
*SABATO sv: Ingiudicabile.
ALL ZENGA 3: Il voto assai negativo è per l’assetto tattico messo in campo (sarà pur di qualcuno la colpa se questa squadra non riesce a segnare in trasferta da tempo immemore e se si tira col contagocce), ma soprattutto per le esternazioni proposte a fine gara. Non si capisce perché tenga fuori Baiocco (domenica sarà fuori per squalifica) e sbaglia la disposizione sul campo. A destra l’asse proposto invita a nozze la Juve fin dalle prime battute.
ARBITRO BANTI 5,5: Avrebbe meritato la sufficienza piena se non avesse sorvolato su una reazione da rosso diretto di Del Piero su Silvestre, alla faccia di chi afferma che la sudditanza psicologica nel calcio non esiste. Si trova a pochi metri in occasione del rigore reclamato dai bianconeri nel secondo tempo e, a quanto pare, vede giusto nel non decretare il tiro dagli undici metri.
