Calcio, derby Palermo-Catania: la presentazione del match
Altalena rosanero
La formazione rosanero nelle prime otto giornate del 2009 ha avuto un andamento decisamente altalenante con quattro vittorie (tre in casa: Atalanta, Udinese e Napoli; una fuori: Sampdoria) tre sconfitte (due in trasferta: Roma e Genoa; una in casa: Juventus) e un pareggio ( a Reggio Calabria). Un rendimento discontinuo che ha permesso al Palermo di collocarsi in una posizione di classifica ibrida ed attendista: lontano dalla zona retrocessione ( +14 sul Lecce terzultimo) e relativamente vicino alla “Zona Europa” ( -7 dalla Roma sesta). La sconfitta interna contro la Juventus rimediata nell’ultimo turno di campionato ha impedito all’Aquila rosanero di spiccare definitivamente il volo verso i quartieri alti della classifica e di conseguenza di assumere in pieno il ruolo di “mina vagante” del torneo. Il derby siciliano per eccellenza arriva, dunque, al momento giusto: con i rosanero di Davide Ballardini in salute, nonostante la sconfitta contro i bianconeri, ed apparentemente senza “vitali” obiettivi di classifica, e con in rossazzurri relativamente tranquilli dopo la fondamentale vittoria sulla Reggina. Sfida a viso aperto, senza quel velato esasperante tatticismo tipico degli scontri diretti o dei soliti derby che intorpidisce la mente, accentuando la paura di non sbagliare. Questo problema domenica, si spera, che non ci sia: perché, come già detto in precedenza, la classifica concede una gara da giocare al meglio delle proprie possibilità, con tutti gli organici al completo e senza particolari vincoli almeno per novanta minuti. Un derby atipico, dunque, ma pur sempre un derby. E che Derby, quello di Sicilia!
Quattro gare per la verità: terzo atto
La vittoria che rasserenasse ambiente, classifica e che interrompesse il lungo digiuno di vittorie, iniziato dopo la gara contro la Roma del 21 dicembre, è finalmente giunta: 2 a 0 alla Reggina, +8 sul terzultimo posto e una settimana pre derby tranquilla, dopo l’agitamento degli ultimi tempi. Inoltre, dopo diciassette gare la formazione di Walter Zenga è riuscita a mantenere la propria porta inviolata, come non accadeva dal derby col Palermo del 19 ottobre 2008. Infatti, nelle successive diciassette gare di campionato il Catania ha sempre subito almeno una rete a partita, per un totale di ventisei reti. Detto questo, i quattro punti rimediati negli scontri diretti per la salvezza contro clivensi e calabresi, sono la miglior medicina per un Catania che sembrava stesse reinterpretando lo stesso amaro copione delle precedenti due stagioni di serie A: con un girone di ritorno da infarto, intriso da una sofferenza senza fine. La vittoria sulla Reggina, bella solo per la valenza dei tre punti e non per il gioco espresso, tutt’altro che scintillante, è un ottimo viatico per affrontare con una certa serenità la madre di tutte le partite: l’unico e vero Derby di Sicilia col Palermo. Una gara che, calendario alla mano, interrompe gli scontri diretti per la salvezza che hanno scandito e scandiranno il cammino degli etnei; infatti, dopo il Palermo, Mascara e compagni saranno impegnati contro il Siena nell’ultimo faccia a faccia del mini tour di quattro gare. Ma prima, però, c’è il Derby: da giocare al massimo delle forze, con la convinzione e la voglia di espugnare quel “Renzo Barbera” interamente affollato da tifosi rosanero ( visto e considerato il veto alla presenza dei supporter etnei a Palermo, come già accade da qualche anno) dopo sedici anni dall’ultima volta. Da quel 2 a 0 firmato Cipriani e Palmisano che come una fotografia sbiadita ha voglia di essere sostituita da un’altra più recente. Magari, da un gol su punizione di Mascara, o da un’incornata di Spinesi. Troppo tempo è passato, troppo. Per non parlare, poi, del solito tabù trasferta giunto a 33 gare di astinenza. – 10 all’Alba, una vittoria per colorare di rossazzurro l’A19 con un ipotetico corteo festante d’altri tempi. Sognare si può.
Rendimento in casa dell’U.S. Città di Palermo 1987
La formazione di Davide Ballardini al “Renzo Barbera” non conosce mezze misure: o vince o perde. In dodici gare disputate nell’impianto palermitano, i rosanero non hanno mai diviso la posta in palio con nessuna squadra. Nove le vittorie: 1 a 0 alla Reggina, 2 a 0 al Siena, 2 a 1 al Genoa e al Napoli, 3 a 0 al Chievo Verona, 3 a 1 alla Roma e al Milan, 3 a 2 all’Atalanta e all’Udinese. Tre le sconfitte: 3 a 1 dalla Fiorentina, 2 a 0 dall’Inter e dalla Juventus. Ventitre i gol realizzati, quindici quelli subiti. L’ultimo pareggio interno del Palermo risale al 27 aprile 2008 contro l’Atalanta (0 a 0)
Rendimento in trasferta del Calcio Catania 1946
La formazione di Walter Zenga, insieme al Torino, è l’unica squadra che in tutta la serie A non ha ancora vinto una gara in trasferta. Inoltre, vanta anche il penultimo peggior attacco ( sempre in gare giocate in trasferta) del massimo torneo con sei reti all’attivo, dietro solo alla Reggina che di reti ne ha siglate appena quattro, ma che a dispetto degli etnei una gara fuori casa l’ha vinta ( 1 a 0 ad Udine). I rossazzurri in dodici trasferte hanno raccolto solo cinque pareggi e tutti per 1 a 1: contro Juventus, Reggina, Siena, Genoa e Chievo Verona. Sette le sconfitte: a Milano contro l’Inter per 2 a 1 e contro il Milan 1 a 0, allo stadio “Olimpico” di Roma contro la Lazio per 1 a 0, 3 a 0 rimediato a Genova contro la Sampdoria, 2 a 0 contro la Fiorentina e 1 a 0 contro il Napoli e l’Atalanta. Reti realizzate 6, reti subite 16. La vittoria in trasferta manca da 33 gare.
I precedenti in serie A
Il Derby di Sicilia che si disputerà domenica pomeriggio allo stadio “Renzo Barbera” sarà il numero cinque giocato in casa dei rosanero. Il bilancio in serie A, dei quattro precedenti, sorride ai rosanero: due pareggi per 0 a 0 nella stagione 61/62 1 a 1 nel 62/63; due le vittorie dei palermitani rispettivamente nella stagione 2006/2007 per 5 a 3 e nella scorsa stagione per 1 a 0. L’ultimo precedente tra rosanero e rossazzurri risale al 13 aprile 2008 e vide la vittoria del Palermo di Stefano Colantuono sul Catania di Walter Zenga per uno a zero, in virtù del diabolico calcio di punizione trasformato dal “Romario del Salento” Fabrizio Miccoli. L’ultima vittoria assoluta del Catania in casa dei “cugini occidentali” risale, invece, al 21 febbraio 1993 in serie C1. Nell’allora “La Favorita” un bolide di Cipriani e un preciso contropiede finalizzato da Palmisano ammutolirono la platea rosanero, regalando una gioia immensa ai cinquecento tifosi rossazzurri al seguito della squadra allenata da Salvo Bianchetti.
Il tabellino di quel Palermo–Catania 0-2
Palermo 21 febbraio 1993 stadio “La Favorita”.
Palermo: Vinti, De Sensi, Incarbona, Valentini, Serra (Olivari dal 75’), Biffi, Spigarelli, Favo, Bucciarelli (Assennato dal 65’), Cecconi, Battaglia. A disposizione: Cecere, Campofranco, Fragliasso. Allenatore: Orazi
Catania: Tontini, Bertolone, Susi (Marini dal 9’), Di Stefano, Dondoni, Grossi, Pittana, Marcuz, Cipriani (Palmisano dal 46’), Greco, Pelosi. A disposizione: Rizzo, Cacciola, La Torre. Allenatore: Bianchetti.
Arbitro: Lana di Torino.
Marcatori: Cipriani al 22’, Palmisano al 66’.
Note: spettatori sui trentamila, con cinquecento catanesi al seguito. Ammoniti: Pittana, Di Stefano e Valentini. Espulso: Incarbona al 61’ per una gomitata a Pittana
Due dubbi per Davide Ballardini
Rosanero quasi al gran completo per il sentitissimo Derby di Sicilia contro i “cugini orientali” del Catania. L’ex tecnico del Cagliari, Davide Ballardini, dovrà fare a meno soltanto degli attaccanti Budan, Mchedlidze e del neoacquisto uruguayano Hernandez. In compenso, recupera l’ex atalantino Moris Carrozzieri pronto ad affiancare Cesare Bovo al centro della difesa, anche se il “baby danese” Simon Kjaer, rivelazione della stagione in casa rosanero, potrebbe essere il terzo incomodo. Altro ballottaggio, ma stavolta a tre, quello che riguarda Nocerino, Migliaccio e Giovanni Tedesco, con l’ex juventino apparentemente in vantaggio sugli altri due, anche se il numero 4 rosanero, palermitano doc, potrebbe partire a sorpresa titolare. Come di consueto, Davide Ballardini dovrebbe affidarsi, dunque, al canonico 4-3-1-2: con Amelia in porta; difesa a quattro con Cassani e Balazeretti sulle fasce, e due tra Bovo, Carrozzieri e Kjaer a comporre la coppia centrale; mediana a rombo con Liverani playmaker, Bresciano sul centrosinistra, Nocerino sul centrodestra e Fabio Simplicio trequartista; in avanti la coppia formata dal salentino Miccoli, match winner del derby della scorsa stagione, e dal sudamericano Cavani. In panchina l’ex ravennate Succi.
Questa volta un attacco vero
A differenza dell’ultima esibizione in trasferta, quella di Verona, si spera che la formazione etnea sfoderi una prestazione fatta di personalità e coraggio e che, soprattutto, non snaturi le proprie caratteristiche. Tre punte vere perché la miglior difesa è l’attacco; un attacco vero che riesca a cancellare la visione desolante do “Picciriddu” Morimoto parso sperduto nelle desolanti praterie del “Bentegodi”. Tre cecchini pronti a fare il bello e il cattivo tempo sul green del “Barbera”. Certo, non è solo un discorso numerico, ci mancherebbe. Si possono schierare anche dieci attaccanti e non tirare mai in porta, o schierarne solo uno e creare una ventina di occasioni da rete. Il punto è un altro e si chiama mentalità. Una mentalità che non si riduca alla mera gestione del pareggio o di un risicato vantaggio come avvenuto a Verona. Rivogliamo vedere la squadra coriacea che a Genova ha dominato l’avversario con una prestazione gagliarda e convincente. Detto questo, il 4-3-3 o 4-3-1-2 che Walter One dovrebbe schierare dal primo minuto potrebbe essere questo: Bizzarri tra i pali; linea difensiva a quattro con Potenza a destra, Silvestre e Stovini centrali, Capuano ( ex col dente avvelenato) sulla sinistra; mediana a tre con Baiocco e Biagianti in ballottaggio per una maglia, il ritrovato Ledesma e l’altro ex ( e palermitano doc) Giacomo Tedesco; Mascara (altro ex) trequartista dietro alle due punte Morimoto e uno tra Paolucci e Martinez, con il sudamericano in vantaggio sull’ex udinese. Ma occhio alle possibili ed immancabili sorprese: Spinesi, Llama e Dica, parso in gran forma nella partitella di metà settimana contro la primavera etnea, carte che al “Renzo Barbera” potrebbero essere giocate e non solo a partita in corso.. Probabile tribuna per l’altro ex rosanero Christian Terlizzi.
Probabili formazioni
PALERMO (4-3-1-2): Amelia; Cassani, Carrozzieri (Kjaer) Bovo, Balzaretti; Nocerino (Migliaccio) Liverani, Bresciano; Simplicio; Miccoli, Cavani. A disp.: 1 Ujkani, 25 Savini, 24 Kjaer, 14 Guana, 8 Migliaccio, 4 Giovanni Tedesco, 19 Succi. All. Ballardini.
CATANIA (4-3-1-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano; Baiocco (Biagianti), Ledesma, Giacomo Tedesco; Mascara, Morimoto, Paolucci (Martinez). A disp.: 12 Kosicky, 21 Silvestri, 11 Llama, 5 Carboni, 27 Biagianti, 25 Martinez, 24 Spinesi (10 Dica). All. Zenga.
ARBITRO: Rosetti di Torino (Calcagno-Griselli/De Marco)
SQUALIFICATI: -
INDISPONIBILI Budan, Mchedlidze, Hernandez.
DIFFIDATI: Carrozzieri, Miccoli, Migliaccio; Bizzarri, Paolucci, Ledesma, Martinez, Mascara, Morimoto.
Analogia torinese
Come già accaduto nella sfida del 21 febbraio 1993 ad arbitrare Palermo – Catania toccherà ancora ad un arbitro della sezione di Torino. Sedici anni dopo la direzione di Lana, ecco Rosetti di Torino ad arbitrare il vero Derby di Sicilia. Che finisca con lo stesso risultato?
Chi ci aspetta: occhio ai diffidati
Il prossimo avversario della formazione etnea sarà il Siena di Marco Giampaolo, impegnato nella ventiseiesima giornata al “Franchi” contro il Genoa . Da seguire con attenzione le prestazioni del difensore Portanova, del centrocampista Galloppa e dell'attaccante Amaruso, tutti diffidati e di conseguenza a rischio squalifica.
