Calcio, Udinese-Catania: presentazione del match
Da un bianconero all’altro
Interrotto violentemente l’effetto magico post Palermo dalle tre sberle senesi che, senza anestesia, hanno risvegliato bruscamente la sognatrice formazione rossazzurra catapultandola nella realtà; si spera che, in casa di un’altra bianconera, la lezione toscana sia servita da insegnamento. Avversario di turno l’Udinese dell’amato ex Pasquale Marino, unica squadra italiana rimasta ancora in corsa in una competizione europea. Cullarsi sulle fatiche di coppa dei friulani, reduci dalla vittoria di giovedì contro lo Zenit, sarebbe, però, un errore madornale perché certe vittorie ricaricano le batterie del morale e di conseguenza anche quelle fisiche, moltiplicando le energie. Nessun dorma, come l’omonima aria pucciniana che, guarda caso, si concludeva con i profetici versi “All’alba vincerò”. Quell’alba che, in casa Catania, dista ancora sette lunghezze ed è ancora tutta da conquistare. I mezzi tecnici e mentali ci sono. Una battuta a vuoto, come quella contro il Siena, ci può stare: una si, due no. Nessun dorma. La scorpacciata palermitana è ormai un ricordo, bisogna svegliarsi dal dolce sonno(gno). Svegliati Catania!
La luce dopo il tunnel
Superato brillantemente il black out invernale ( tre punti in undici gare) che ha fatto scivolare la formazione di Pasquale Marino dal primo (alla nona giornata) al quattordicesimo posto ( alla ventesima giornata) l’Udinese grazie alla rigenerante vittoria del 28 gennaio sulla Juventus ha ripreso, lentamente, la marcia d’inizio stagione con dodici punti nelle ultime sette gare di campionato. La macchina perfetta friulana che si era inceppata tra novembre e gennaio è, dunque, ripartita: meno spettacolare ( nove reti realizzate nelle ultime sette gare) ma più concreta ( sei reti subite nelle ultime sette gare). Il prezioso pareggio colto allo stadio “Olimpico” contro la Roma, nel turno pre europeo, e la successiva vittoria nell’andata degli ottavi di coppa Uefa contro i detentori del trofeo dello Zenit di San Pietroburgo confermano questa tesi: l’Udinese di Marino è tornata. Un ritorno che passa, soprattutto, dal recupero di alcuni giocatori chiave: come il regista palermitano D’Agostino, gli ex lungodegenti Felipe e Zapata e i due bomber Quagliarella e Di Natale nuovamente decisivi. L’obiettivo dei bianconeri è conquistare la quarta vittoria consecutiva in casa dopo quelle ottenute contro Juve (2 a 1), Bologna ( 1 a 0) e Torino (2 a 0). Una vittoria per rientrare nella parte sinistra della classifica e per chiudere, semmai si fosse mai aperto, il discorso salvezza.
Umiltà, umiltà, umiltà
Ci vuole coerenza. Come detto in settimana anche da Marco Biagianti: gli etnei non sono da buttare dopo la sconfitta col Siena, come non erano campioni del Mondo dopo la travolgente vittoria del Barbera. Non è il caso di fare eccessivi allarmismi, ma, è altrettanto vero che certe figuracce, come quelle rimediate contro la squadra di Giampaolo, non sono e saranno più ammesse: perché si può perdere, ma senza giocare e senza lottare NO! È giusto che la tifoseria etnea manifesti sia la propria gioia dopo l’impresa nel derby che il proprio dissenso dopo la debacle contro il Siena. Tutto questo, però, fatto con le dovute proporzioni: senza eccessi, né in un senso né nell’altro. La maturità di una squadra e di una tifoseria sta nel trovare l’equilibrio sottile che separa l’esaltazione dalla depressione. Rimanendo, però, sempre umili. Perché l’umiltà non è un difetto, ma è la virtù dei forti. Metabolizzato il “cappotto senese” i rossazzurri di Walter One sono attesi dall’insidiosissima trasferta di Udine, in quello stadio “Friuli” teatro della penultima vittoria esterna degli etnei nel massimo torneo. Già, la penultima. Sfatato il tabù trasferta con la sontuosa vittoria del Barbera; il Catania ha l’obbligo morale di riscattare il pesantissimo 0 a 3 subìto sette giorni fa dal Siena con una prestazione simile a quella sfoderata nel derby e, soprattutto, con l’imperativo di portare a casa altri punti pesanti per la salvezza. Numeri alla mano, nelle dieci gare di campionato sinora giocate nel 2009 il Catania ha ottenuto otto punti, cinque dei quali in trasferta! Paradossalmente, il “fattore Massimino” ( quattro sconfitte nelle ultime cinque gare) si è capovolto: non più fonte inesauribile di punti per gli etnei, ma terra conquista per qualsiasi avversario. Incredibile, ma vero. – 7 all’Alba: ripartire con la massima Umiltà, perché la salvezza è ancora tutta da conquistare!
Rendimento in casa dell’Udinese
Nelle tredici gare sinora disputate allo stadio “Friuli” i bianconeri di Pasquale Marino hanno raccolto 25 punti sui 39 a disposizione. Sette le vittorie: 1 a 0 al Bologna, 2 a 0 al Torino e al Lecce, 2 a 1 al Siena e alla Juventus, 3 a 1 al Palermo e alla Roma. Quattro i pareggi: 0 a 0 col Napoli, 1 a 1 con la Sampdoria, 2 a 2 col Genoa, 3 a 3 con la Lazio. Due le sconfitte: 0 a 1 dalla Reggina e dal Chievo Verona. Reti realizzate 21, reti subite 12.
Rendimento in trasferta del Catania
I rossazzurri in tredici trasferte hanno raccolto un successo ( 0 a 4 a Palermo) e cinque pareggi tutti per 1 a 1: contro Juventus, Reggina, Siena, Genoa e Chievo Verona. Sette le sconfitte: a Milano contro l’Inter per 2 a 1 e contro il Milan 1 a 0, allo stadio “Olimpico” di Roma contro la Lazio per 1 a 0, 3 a 0 rimediato a Genova contro la Sampdoria, 2 a 0 contro la Fiorentina e 1 a 0 contro il Napoli e l’Atalanta. Reti realizzate 10, reti subite 16.
Precedenti in serie A
Nei sei precedenti di serie A giocati in casa dei bianconeri friulani, i rossazzurri si sono imposti in tre circostanze e sempre per uno a zero: nel 60/61 firmato Calvanese, 61/62 in rete Prenna e 2006/07 con rigore realizzato da Spinesi. Tre le vittorie bianconere: uno a zero nel 54/55, tre a uno nell’83/84 e due a uno nella scorsa stagione. Nessun pareggio. Il 27 aprile 2007 il Catania di Walter Zenga venne sconfitto dall’Udinese di Pasquale Marino per due a uno, in virtù delle reti di Di Natale e Quagliarella intervallate dal momentaneo pareggio etneo di Juan Manuel Vargas.
Dubbi in attacco: Floro Flores o Quagliarella?
La scintillante vittoria contro lo Zenit di San Pietroburgo oltre a consegnare, virtualmente, metà del biglietto per i quarti di coppa Uefa ha lasciato in eredità, al tecnico dei friulani Pasquale Marino, gli infortuni del difensore Coda, stiramento per lui, e Quagliarella, bloccato da un risentimento muscolare. Possibile panchina anche per capitan Di Natale. Sicuri assenti anche Ferronetti e Tissone, con Lukovic che dovrebbe essere recuperato almeno per la panchina. Contro la sua ex squadra il tecnico marsalese dovrebbe optare per il classico 4-3-3, sperimentato con successo nelle stagioni catanesi: Handanovic in porta; linea difensiva a quattro con Zapata sulla destra, Domizzi Felipe coppia centrale, Pasquale a sinistra; centrocampo a tre che ruota sulla saggezza tattica del regista D’Agostino, con l’argentino Isla (preferito ad Inler) e il ghanese Asamoah come validi incontristi; nel tridente offensivo l’unico certo di una maglia da titolare sembrerebbe Pepe, mentre per gli altri due posti Floro Flores e Sanchez, quest’ultimo in rete nella gara d’andata, in vantaggio su Quagliarella e Di Natale.
Emergenza in mediana, chance per Izco
Nella sfida di Udine contro i friulani il “trasformista” Walter Zenga dovrà fare a meno di tre pedine importanti: due a centrocampo e una in attacco. Sicuri assenti, dunque, Carboni, Baiocco e Morimoto; in compenso il trainer meneghino recupera i centrocampisti argentini Llama e Ledesma. Probabile chance da titolare per l’altro argentino Marianito Izco, accantonato nelle ultime gare; mentre la promessa della primavera etnea D’Amico andrà quasi certamente in panchina. Walter One dovrebbe schierare gli etnei con il modulo 4-4-2: Bizzarri in porta; linea difensiva a quattro con Potenza e Capuano rispettivamente a destra e a sinistra, Silvestre Stovini coppia centrale; centrocampo a quattro con Izco e Giacomo Tedesco sulle fasce, Ledesma Biagianti al centro; in avanti accanto a Mascara possibile ballottaggio tra Paolucci e Martinez, con il sudamericano nuovamente convocato dall’allenatore della “Celeste” Tabarez.
Probabili formazioni
UDINESE (4-3-3): Handanovic; Zapata, Domizzi, Felipe, Pasquale; Isla, D’Agostino, Asamoah; Pepe; Floro Flores (Quagliarella), Sanchez (Di Natale). A disp.: 80 Belardi, 3 Vujadinovic, 24 Lukovic, 5 Obodo, 88 Inler, 27 Quagliarella, 10 Di Natale. All. Marino.
CATANIA (4-4-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano; Izco, Ledesma, Biagianti, Tedesco; Mascara, Paolucci (Martinez). A disp.: 12 Kosicky, 21 Silvestri, 11 Llama, 16 D’Amico, 10 Dica, 24 Spinesi, 25 Martinez. All. Zenga.
ARBITRO: Valeri di Roma (Marzaloni-Conti/Peruzzo).
SQUALIFICATI: nessuno
INDISPONIBILI: Ferronetti, Coda, Tissone; Morimoto, Carboni, Baiocco.
DIFFIDATI: Di Natale, Sanchez; Bizzarri, Paolucci, Ledesma, Martinez, Mascara, Morimoto
Chi ci aspetta: occhio ai diffidati
Il prossimo avversario della formazione etnea sarà la Lazio di Delio Rossi, impegnata nella ventottesima giornata allo stadio “Olimpico” contro il Chievo Verona. Da seguire con attenzione le prestazioni del difensore Rozehnal, dei centrocampisti Brocchi e Christian Ledesma e dell’attaccante Pandev, tutti diffidati e di conseguenza a rischio squalifica.
