Catania 2009/2010: pagellone di fine anno
ANDUJAR voto 7,5. Chiamato a sostituire l’eccezionale Bizarri dell’anno passato, offre un rendimento in linea con quello dell’intera squadra. E cioè straordinariamente in crescendo. Il portiere impacciato, poco lucido e reattivo dei primi tre mesi e mezzo cominciava a far intuire perché a Palermo non avesse lasciato ricordi eccelsi. E invece da fine 2009 in poi una metamorfosi incredibile, palesata da una serie ad oggi ininterrotta di prestazioni ottime. Premiato dalla convocazione con la Selecion di Maradona ai prossimi mondiali, ha trasferito personalità e sicurezza all’intero reparto, grazie a lui diventato difficilmente perforabile nel girone di ritorno. Tanti gli interventi di rilievo, su tutti mi piace ricordarne due in particolare. In casa contro la Fiorentina un volo sotto l’incrocio su tiro di Jovetic, con conseguente sigillo su una vittoria fondamentale per la salvezza. Più di recente menziono una meravigliosa respinta tutta istinto e riflessi su conclusione ravvicinata, bassa e precisa di Del Piero in Catania-Juventus.
CAMPAGNOLO voto 6 di stima. Le gerarchie già decise da Atzori e messe in discussione dalle prime incertezze di Andujar a fine stagione possono dirsi più che giustificate. Non di meno, quando all’ex portiere della Reggina è stata offerta l’occasione dal 1’ a Milano contro l’Inter, proprio due suoi infortuni lo hanno definitivamente declassato a dodicesimo. Da apprezzare la sua correttezza: mai una parola fuori posto, una lamentela per il poco spazio. Ha concluso da professionista serio, facendosi trovare pronto per la passerella finale con il Genoa ed offrendo una buona prestazione.
KOSICKY s.v. Dopo due stagioni a Catania mi viene ancora difficile decifrare il reale valore dell’estremo polacco. Qualche buona parata disseminata tra Coppa Italia e uno scampolo di gara a Verona con il Chievo, poi tanta panchina e soprattutto tribuna. Non credo accetti l’ennesima stagione da terzo portiere. Per il bene dello stesso ragazzo auspico quantomeno una stagione in prestito. Almeno ci si rende conto del suo effettivo valore.
SILVESTRE voto 7,5. Non per sbaglio in occasione del suo primo gol in rossazzurro (contro la Juve) parlammo di “Mati, giocatore vero”. In queste poche parole vuole essere concentrato un attestato di enorme stima, che vale per l’abnegazione, il sacrificio, l’impegno e la costanza di rendimento non comuni. Un leader silenzioso capace di zittire coloro che (non erano pochi) lo pronosticavano clamorosamente in sofferenza per l’assenza di Stovini quest’anno. E’ vero, ha sofferto come tutti nel periodo in cui girava storto, commettendo anche più di una disattenzione. Ma si è riscattato, da un certo momento in poi non scendendo più al di sotto di un rendimento sempre dalla sufficienza in su. Si è costruito da solo, progredendo di anno in anno ed accumulando esperienza.
SPOLLI voto 7,5. Per buona parte della stagione gli è toccato il compito più oneroso: non far rimpiangere uno come Lorenzo Stovini. Lo scetticismo iniziale non ha risparmiato nemmeno lui, ma è bastata l’iniezione di fiducia targata Mihajlovic perché di colpo si volatilizzassero tutti i rimpianti per “Lorenzo il Magnifico”. Spolli ha capito progressivamente il calcio italiano, azzerando pian piano le disattenzioni e quei cartellini gialli per i primi mesi nota immancabile nei tabellini post-gara. Calatosi nella parte ha fatto valere fisico, esperienza e personalità. La pubalgia lo ha debilitato nel momento di miglior forma. Arma insidiosa sui calci piazzati, un gol all’attivo (decisivo contro il Bologna in casa) e tanti altri sfiorati. Altro affidabile puntello da cui ripartire nella retroguardia del prossimo anno.
TERLIZZI voto 7,5. Una lieta sopresa. Giudico così il suo campionato e il motivo è presto detto. Un giocatore che ad ogni sessione di mercato è sistematicamente dichiarato partente. Un giocatore che con un malcapitato liscione pro Juve si auto immola a pubblico ludibrio di tifosi che iniziano quasi istericamente a detestarlo. Un giocatore simile che al contempo perde il posto da titolare, lavora in silenzio e al momento giusto risponde presente, inanellando partite su partite praticamente perfette e riacquistando con gli interessi favori, applausi e simpatie dagli spalti. Cristian per me ha risposto da professionista esemplare. Chissà se tra qualche settimana ricomincerà a circolare il suo nome tra i possibili partenti…
BELLUSCI voto 5,5. La sua stagione è una miscellanea di infortuni, panchina e qualche chance sfruttata non al massimo. Presentato come uno dei colpi del mercato 2009 l’ex Ascoli ha giocato pochissimo, e dispiace che in questo “pochissimo” rientrino due cattive prestazioni tra le rarissime da titolare. Espulsioni con il Genoa in campionato e con la Roma in Coppa Italia. Poche e concise considerazioni vanno comunque fatte. E’ un giovane, è italiano ed è titolare dell’Under 21. In più, seppur nell’avarizia di esperienza che ne contraddistingue il gioco, ha dimostrato di possedere doti atletiche notevoli. Deve imparare tantissimo, ma credo davvero che lavorandoci su ne possa venir fuori un marcatore di ottimo valore.
AUGUSTYN voto 5,5. Quando ad inizio stagione è stato catapultato sul palcoscenico a lui sconosciuto della serie A, ha palesato forse le difficoltà maggiori di impatto con la massima serie. In tutta onestà ho per lunghi tratti pensato non ne fosse all’altezza. Gli sono piovute critiche anche aspre, senza però considerare che atleticamente fosse ancora poco presentabile. Utilizzato senza fortune sia da centrale di difesa che da schermo dinanzi la retroguardia, mi pare che invece abbia fatto intravedere cose discrete quando ha sostituito Capuano sull’out mancino. Si è visto, anche se in pochissime occasioni, che quest’ultimo ruolo riesce ad interpretarlo con meno pressione e paura di sbagliare.
POTENZA voto 6- . Del terzino che tappò a meraviglia il buco di destra a metà del campionato scorso non si è visto tantissimo. All’inizio vittima come tutti delle paure generali, poi per colpa dell’esplosione di Alvarez che lo ha relegato in panchina per quasi l’intera stagione. Ho apprezzato come, benché mai in condizioni atletiche ottimali, quando è stato chiamato in causa specie nell’ultima trance di stagione ha risposto in maniera comunque dignitosa. Le gambe non gli hanno girato al massimo, ma ha sopperito con esperienza e un notevole spirito di sacrificio.
CAPUANO 6. Vale il discorso iniziale fatto per Potenza. Il Capuano di un anno fa era obiettivamente un’altra cosa. Ha preso condizione più tardi rispetto al gruppo e diverse sono state le occasioni che lo hanno visto protagonista di errori eccessivamente vistosi quanto evitabili. Non parlo di imprecisioni tecniche, ma reali disattenzioni, cali di concentrazione. Gli va dato atto d’aver riversato comunque sul campo tutte le energie in corpo, non lesinando mai fiato, polmoni e sacrificio per la causa. L’esperienza ha fatto il resto. L’auspicio è che il rinnovo del contratto restituisca il Capuano vecchio stile se non ancora migliore, specie in una fase di spinta ancora costellata da troppo pochi cross invitanti. Il ruolo glielo impone.
ALVAREZ 8. Annata da applausi. Raramente ho visto un salto di qualità così ampio in un giocatore a distanza di pochi mesi. Non mi nascondo e dico che dal suo arrivo sino alle ancora disastrose prestazioni di inizio 2009/2010 (ricordo ancora Parma-Catania di quest’annocon un Alvarez sconcertante) gli avevo consegnato la palma di peggior acquisto dell’era Lo Monaco. Oggi riconosco di meritare il patibolo mediatico, ma credo d’essere in buona compagnia. Da brocco a beniamino del pubblico il passo è sembrato lestissimo quanto giustificato. Una crescita che come unico aggettivo può dichiararsi stratosferica. Raramente ho visto un terzino destro marcare un avversario con la sua tenacia: il risultato è che in tutto il campionato avrà perso 4 o 5 duelli uno contro uno. La miopia riprorevole della stampa nazionale lo ha oscurato, se si pensa per esempio alle santificazioni fatte per le rivelazioni Abate ed Antonini di casa Milan. Giocatori non più che buoni, di cui Pablo ritengo sia 3 o 4 spanne sopra. Uno dei migliori interpreti nel ruolo dell’intera serie A e più che un semplice punto fermo per l’anno che verrà.
CARBONI voto 6,5. Stagione dai due volti per il Vichingo. Ha tirato la carretta quando tutto girava per il peggio. Ricordo benissimo quando i risultati pessimi facevano invocare ai più “undici Carboni in campo”. Segno che Ezequiel era uno dei pochi e “lasciare il sangue sul campo di battaglia”, correndo a perdifiato, randellando e balbettando improbabili (perché non nelle sue corde) impostazioni di manovre. L’infortunio e il conseguente spostamento di Biagianti al suo posto davanti la difesa ha però coinciso con l’assetto finalmente vincente del Catania di Mihajlovic. Per una mediana che doveva iniziare a costruire e non solo a distruggere Carboni non era il massimo. In più anche l’infortunio, che giusto un paio di mesi fa ha restituito un giocatore non lucidissimo come ad inizio torneo e comunque spesso poco a agio in un meccanismo che durante la sua assenza aveva cambiato rodaggio.
BIAGIANTI 7,5. Doveva essere l’anno della consacrazione e alla fine lo è stato. Marco si appresta a fare il grande salto, salutando una maglia che lo ha fatto conoscere al calcio che conta. Come accennato in precedenza non appena ha messo le tende in posizione centrale a copertura della difesa, ha cominciato a elargire tutto il suo valore. Come quasi tutta la squadra, anche per lui un merito immenso: da Natale in poi non ha sbagliato una dico una partita. Ritengo che da mezzala possa pure giocarci, a patto che faccia lievitare il numero di inserimenti negli spazi con e senza palla. I tre gol di quest’anno li ha realizzati tutti così, a dimostrazione di saper vedere la porta quando vuole. E’ il suo record in fatto di marcature. Deve solo convincersi che è questo l’ultimo sentiero da compiere per diventare un centrocampista super completo, perché l’esperienza e la personalità elevata sono doti che ha già in carniere da tempo.
IZCO voto 8. Fatemi passare l’ironia: forse bisogna ringraziare l’annata poco felice di Pablito Ledesma se abbiamo assistito alla progressiva affermazione di Marianito Izco. Di lui si era sempre sottolineata l’encomiabile volontà ridimensionata da un tasso tecnico non eccelso. Ebbene è bastato il gol alla Juve (primo in campionato con i colori rossazzurri) per consegnarlo alla storia del Catania e dare il là all’esplosione più fragorosa insieme a quella di Alvarez. Un moto perpetuo tra mediana e linea offensiva, sgroppate, ripartenze, cambi di passo e accelerazioni palla al piede dalle quali l’intera manovra ha tratto benefici giganteschi.
RICCHIUTI voto 8. Da panchinaro e con le valigie pronte a gennaio, sino a diventare assolutamente insostituibile negli equilibri del centrocampo etneo. La voglia di emergere gli ha permesso di valorizzare la prima stagione in A della carriera a 31 anni, che rischiava seriamente di finire in maniera negativa quanto precoce. Insieme a Izco e Maxi Lopez credo invece sia stato il giocatore che, in maniera se vogliamo più visibile agli occhi, ha rivoltato l’andamento della squadra in campo. Il suo contributo ha fatto di una mediana piatta e tecnicamente avara una linea dotata di velocità, abilità nel saltar l’uomo e creare superiorità numerica. Con Adrian in mezzo la manovra si è ulteriormente sveltita, e sono lievitati gli ultimi passaggi dettati per le conclusioni in porta. Qualche assist e 3 gol bellissimi. L’unica pecca è la tenuta fisica nel corso dei match: le sue sostituzioni a metà ripresa sono diventate un rituale. Ma finchè ne ha avuto ha corso, spesso anche oltre l’ultima goccia di carburante. Encomiabile.
LEDESMA voto 5.E’ evidente che il mero voto è fortemente condizionato dai problemi fisici. Atteso vanamente dopo l’infortunio, invocato nei periodi bui come risolutore dei problemi, Pablito ha invece dimostrato durante la stagione di non aver superato appieno il trauma, sia psicologicamente che atleticamente. Mihajlovic gli ha concesso diverse chance seppur a partita in corso, e le prestazioni confermavano puntualmente il ritardo del suo stato di forma. Giusto nelle ultimissime prove ha fatto intravedere un po’ più dell’ombra del Ledesma delizioso e rivelazione del 2009
DELVECCHIO voto 4. Ha francamente toppato il ritorno in rossazzurro. Ci ricordavamo un altro giocatore a Catania, così come ben diverso era quello fattosi apprezzare alla Sampdoria. Atipico perché in realtà poco utile allo svolgimento della manovra, in blucerchiato ha dato il massimo giocando dietro l’unica punta o come quinto centrocampista davanti a 4 mediani. Insomma nessun compito di copertura e tanti inserimenti a sorpresa in zona gol. Un evidente equivoco tattico di inizio stagione lo colloca mezzala nel 4-3-3, dove non può apportare alcun contributo essendo un giocatore che Mourinho definirebbe “posizionale”.
SCIACCA s.v. Tante speranze naufragate tra un infortunio e l’altro. Finchè c’è viene inghiottito dalla tempesta iniziale che non risparmia nessuno. Per sua fortuna è finita questa stagione. Per scaramanzia meglio non dir nulla sulla prossima…vero Fabio?
LLAMA voto 7,5. Finchè un brutto infortunio a Cagliari non lo ha messo fuori causa, era stata per me la più bella rivelazione della stagione rossazzurra. Tanto per intenderci, è stato sulla stessa linea di Alvarez come livello di crescita e di esplosione. E credo fermamente che proseguendo su quella scia si sarebbe preso un bel 9 in pagella finale, con contorno di altri gol oltre ai due già realizzati (punizione alla Samp e prodigio contro il Bari da fuori area) e non so quanti assist. Giocatore unico per caratteristiche nello scacchiere di Mihajlovic, mi piace ricordare che le primissime perle con il serbo in panchina, e prima dell’onda Maxi Lopez, si sono viste col tridente Mascara-Llama-Martinez . Speriamo solo il ginocchio non faccia le bizze come quello di Ledesma.
MARTINEZ voto 8,5. Ha impiegato 3 anni e qualche infortunio di troppo per capire totalmente il calcio italiano, ma anche per lui è arrivata la stagione della consacrazione. E’ tutto scritto, sarà addìo, e lascerà un ricordo eccezionale. I ghirigori fini a se stessi sono stati accantonati (tanto mi hanno stizzito in passato, contribuendo a non farmelo mai amare fino a quest’anno) e così l’estro, la potenza, la rapidità e l’opportunismo hanno preso il sopravvento, mettendo in mostra un attaccante delizioso. Le doti atletiche sensazionali spesso ha mi hanno dato l’impressione netta di un giocatore con almeno due marce in più dei difensori avversari. Detto che con Maxi abbiamo visto “cose dell’altro mondo”, penso d poter affermare che il miglior Malaka si sia comunque ammirato proprio da centravanti piuttosto che da ala. Una finta boa capace di far reparto da solo e firmare la sua stagione più prolifica in tre anni di serie A. L’istantanea più bella è sicuramente il 3-1 all’Inter, con tanto di circumnavigazione di Lucio e Materazzi al minuto 88, con una forza nella gambe che raramente si può ammirare. 9 reti complessive che gli varranno un contratto vantaggioso (e meritato) lontano da Catania e nell’immediato anche il Mondiale con la maglia dell’Uruguay. A 27 anni può spiccare il volo. L’augurio delle fortune migliori.
MORIMOTO voto 6 - . Troppo poco esperto per sostenere un’intero attacco, per di più nel periodo in cui la squadra era in difficoltà. Ma era pur vero che l’accusa mossa allo collettivo era quella di lasciar troppo isolato il povero nipponico. Dunque colpe non solo sue. Resta comunque secondo me il simbolo dello sfortunato Catania di Atzori, una mistione di volontà, confusione, insicurezza ed occasioni clamorose buttate al vento. Mori ha tempo per crescere e maturare, partendo dai 5 gol realizzati quest’anno.
PLASMATI s.v. Scampoli con Atzori, per di più mai incisivi. Con Miha in panca ha giusto il tempo di fornire a Izco l’assist per la storica rete della vittoria a Torino con la Juve. Poi l’infortunio lo mette fuori causa. Il mio personale giudizio è che non ha ancora dimostrato di valere la categoria.
MASCARA voto 8,5. Cosa non si è detto sul campionato sensazionale del capitano? Nulla. Al di là degli arcinoti appunti sul suo immolarsi per la maglia e il suo essere anima della squadra in tutto e per tutto (ma vittorie meravigliose sono arrivate anche senza Peppe), mi preme più d’ogni altra cosa sottolineare un altro aspetto di Topolinik. Ha risposto da autentico signore e professionista a voci maligne e infondate, come quelle che lo volevano disinteressato alla causa rossazzurra e proiettato a un’altra esperienza lontana dall’Etna. Forse più di tutti ha pagato l’inizio orribile di stagione, è innegabile. Ma con quanta voglia, determinazione e carica da leader ha inciso per tutta la trionfale marcia verso la salvezza….lo abbiamo visto tutti. 8 gol e una perla folle, legata alla notte più bella: il cucchiaio al portiere al miglior portiere del mondo, che travolse l’Inter di Mourinho.
MAXI LOPEZ voto 9. Insieme al tecnico rappresenta il vero spartiacque della stagione rossazzurra. C’ è stato un “sine Maxi” e un “cum Maxi”. Troppa la differenza tra le due fasi, troppo elevato lo spessore di questo centravanti. Senza mezze misure lo ritengo il calciatore più forte del Catania degli ultimi vent’anni, per quanto la mia età mi permette di ricordare. Un’altra categoria sotto tutti i punti di vista. Forza fisica, rapidità, velocità d’esecuzione e fiuto del gol, gioco di sponda e visione di gioco. Ci sono volute otto o nove partite per vedergli fallire la prima palla gol. 11 reti su 17 gare, addirittura 7 negli ultimi 6 match. Nemmeno una realizzazione facile o banale, senza aver ricevuto un solo cross alto per il colpo di testa, inizialmente considerato il suo marchio di fabbrica. In tutta onestà dalla sua conferma o meno si capirà molto delle intenzioni della società sugli obiettivi prossimi futuri…
Allenatore MIHAJLOVIC voto 10. Accolto con scetticismo ha fatto un capolavoro poco preventivabile. I disfattisti ma anche qualche lucido realista ammettevano che pensar di fare 30 punti dall’arrivo di Sinisa al termine della stagione era quantomeno proibitivo. Il lavoro del serbo non ne ha portati 30 in effetti, bensì 36. E non sono perfettamente d’accordo con chi afferma che Miha abbia lavorato esclusivamente da psicologo. Molto si, solamente no. Perché il nuovo assetto del centrocampo Biagianti-Izco-Ricchiuti, come interpreti e modo di cucire le trame è tutta farina dell’allenatore, compreso il mitico 4-1-4-1 in fase di non possesso oramai stracopiato da chiunque. Perché con l’allenatore si sono viste accelerazioni e cambi di passo. Perché con l’allenatore le caratteristiche di ciascun giocatore sono diventate armi letali. Perché con l’allenatore si è rivisto un gran bel calcio a Catania. Onore al gran campionato di Zenga di un anno fa, ma qualcuno osa mettere sullo stesso piano, al di là dei 2 punti in più in classifica, quel Catania con quest’ultimo? E poi a Mihajlovic va reso l’incommensurabile merito d’aver regalato vittorie storiche dopo lustri. Juventus, Lazio fuori casa, Inter, e Fiorentina per finire con il derby casalingo (l’unica a non essere storica bensì oramai consuetudine…). Quegli acuti che hanno fatto parlare di Catania per giorni tutti i tg sportivi, nelle passate stagioni erano rimasti gi unici sfizi che il popolo rossazzurro non si era potuto permettere.
SOCIETA’ voto 9. Partirei dal 10 e lode che meriterebbe una società di calcio dai conti cristallini, con un centro sportivo in piena fase di realizzazione, rappresentante dell’unica eccellenza di una realtà sociale prossima per il resto allo sfascio. A ciò aggiungo l’abilità d’aver azzeccato per l’ennesimo anno la campagna acquisti. E’ un dato di fatto che l’unica stecca annuale sia stata Delvecchio, per il resto gente come Ricchiuti, Spolli, Andujar e Maxi sono risultati quantomeno all’altezza. Ma voglio divertirmi e allora, giusto per trovare il pelo nell’uovo, detraggo al massimo dei voti due “peccati di presunzione”. L ’errore d’aver affidato la guida tecnica a un allenatore giovane e sprovvisto di qualsiasi esperienza su palcoscenici che contano. E in seconda battuta l’aver considerato completa una rosa che come batteria di prime punte presentava Morimoto e Plasmati. E’ chiaro che poi se a gennaio correggi l’errore prendendo Maxi Lopez con un blitz a tre ridicolissimi milioni di euro, vuoi o non vuoi i conti tornano sempre. Ed alla fine hanno sempre ragione Petrus e Nino.
