Capuano, 31 mt e 110 Km/h di felicità... (Siciliatoday.net)

Ciro 'pizza'...

Una squadra vera
Se qualcuno desiderava una risposta seria dal Catania dopo le prime due gare di campionato, giocate magari non benissimo seppur con risultati discreti (una vittoria e una sconfitta di misura), l'ha ricevuta in maniera inequivocabile dal match di Milano contro i rossoneri "stellari" di Allegri: quella rossazzurra è una squadra vera, la stessa del girone di ritorno della scorsa stagione, con i medesimi contenuti agonistici, mentali e tecnici. Insomma, una prestazione che attesta la tanto invocata "continuità" rispetto alle mirabilie mihajloviciane, una prestazione che tranquillizza e lascia intravedere margini di miglioramento importanti proiettati nell'immediato futuro. Una convincente esibizione che, soprattutto, fa emergere per la prima volta a tutto tondo la figura di Giampaolo, un tecnico serio e preparato che ancora viveva di scomodi "paragoni" rispetto al recente passato. Ha vinto lui, presentando a San Siro una squadra equilibrata, coesa nei tre reparti e, cosa fondamentale, mai rinunciataria, rapida a ripartire a ogni occasione, pronta a evitare in ogni modo di venir schiacciata dalla superiore tecnica rossonera. Adesso, questa compagine e questo tecnico sono attesi da un doppio impegno casalingo emiliano-romagnolo (Cesena mercoledì e Bologna domenica) che potrebbe addirittura consentire un importante passo in avanti in classifica, una classica peraltro già buona, considerato che gli etnei, attestatisi a 4 punti, si trovano in compagnia dello stesso Milan...

Giampaolo azzecca tutto
Contro un Milan schierato a sorpresa con un 4-3-3 anomalo (Ibra attaccante esterno a destra e Inzaghi centravanti), nonché orfano di Pato e Ambrosini, Giampaolo ha messo in campo la formazione ideale per creare parecchie problematiche al poco mobile centrocampo allestito da Allegri: una sorta di 4-5-1 con una cerniera mediana robusta composta da Izco, Carboni e Biagianti, due mezze punte (Mascara e Ricchiuti) e un centravanti assai mobile e pronto al sacrificio (Maxi Lopez). Uno schieramento che ha subito proposto notevoli difficoltà di manovra a Pirlo, Seedorf e Boateng, imbottigliati nel pressing rossazzurro, ben coadiuvato dai laterali bassi Potenza e Capuano, alla fine risultati migliori in campo, e di gran lunga per giunta. In questo modo, anche Ronaldinho e Ibra sono stati resi quasi inoffensivi, consentendo al team dell'Elefante rapide ripartenze in grado di spaccare in due la compassata difesa rossonera. Un primo tempo perfetto, quello sciorinato dagli uomini di Giampaolo, condito da un gol (Capuano), quattro-cinque contropiede quasi letali (e quanto rammarico provano i tifosi catanesi a ripetersi quel "quasi"...) e tanti anticipi/verticalizzazioni da parte dei vari Biagianti, Carboni e company. E' mancato solo il colpo del KO, quel saper approfittare con cinismo dello sbandamento dell'avversario tipico delle squadre abituate a stare da anni a certi livelli. Quando si farà anche questo salto di qualità, ne vedremo delle belle... Sull'1-0, a riprova di ciò, ben tre volte il Catania si è presentato con estrema pericolosità dalle parti di Abbiati, senza trarne profitto. Peccato, poi, per le uniche due disattenzioni, entrambe ascrivibili a imperfezioni nell'attuazione della tattica del fuorigioco, ancora non del tutto perfezionata, che hanno permesso a quella vecchia volpe di Inzaghi prima (sullo 0-0) di mangiarsi un gol fatto a tu per tu con il sempre bravo Andujar, poi di realizzare il pareggio in beata solitudine (assist di Dinho). Se andiamo ad analizzare, infatti, quanto accaduto nella ripresa, possiamo constatare come si tratti di ben poca roba (quasi niente, solo qualche mischia in area etnea), se commisurata alla "potenza di fuoco" di cui era accreditato il Milan "sulla carta" nei confronti del "piccolo" Catania. Inoltre, il tecnico rossazzurro mi è piaciuto, ancora una volta, nei cambi, azzeccatissimi nei tempi e nei modi. Significa che sta sempre più comprendendo l'universo in cui si è calato da un paio di mesi. Ricchiuti, a mio parere strepitoso nel primo tempo con la sua capacità di galleggiare fra le linee e proporre ripartenze centrali palla al piede (un paio di occasioni nitide davanti ad Abbiati se le è mangiate lui...), sostituito dopo un'oretta (la sua autonomia in quel ruolo) con un ottimo Ledesma, un giocatore che sta riproponendosi con autorità e sul quale si può puntare con fiducia; l'acciaccato (ma bravissimo) Carboni con un Delvecchio finalmente (è la prima volta) convincente nel ruolo di mediano (seppur con caratteristiche completamente differenti rispetto al "vichingo" argentino); Alvarez ad avvicendare l'esausto Potenza, protagonista di una prestazione formidabile in difesa su Ronaldinho e in propulsione (ha addirittura sfiorato il gol con uno slalom "tombesco" in piena area di rigore). La compagine rossazzurra ha, come naturale, un po' sofferto l'arrembaggio finale di Pirlo e soci, ma ha retto alla grande, non offrendo palle-gol facili al più quotato contendente. Del resto, non si può correre per tutti i 90' a un ritmo costante. E a proposito, anche da questo punto di vista, la squadra ha mostrato confortarti segnali di progresso: la condizione fisica migliora, sebbene il Milan, mi preme sottolinearlo, sotto tale profilo, non costituisca un cimento insormontabile. In buona sostanza, i rossoneri vanno a 2 all'ora, assimilabili a un incrocio fra un bradipo della Guyana francese e una lumaca del lago Titicaca.

Capuano, che "pizza"!
Ne aveva siglato uno bello contro la Reggina il 22 febbraio 2009, per giunta decisivo, ma di gol come quello di San Siro non aveva mai sognato di realizzarne. Tiro al volo da 31 metri a 110 Km/h, roba da autovelox! Una "pizza" sensazionale, da Champions League, che ha mandato in visibilio i pochi sostenitori etnei presenti al "Meazza" e i tanti davanti alla televisione. Ma non solo. Prestazione da 10 in difesa su Ibra e poi su Oduamadi (e Boateng, quando si spostava dalla sua parte), da 11 in fase di propulsione, con il povero Bonera (non certo un fuoriclasse) a impazzire dietro alle sue accelerazioni. Il miglior Capuano di sempre in maglia rossazzurra. Un altro giocatore rispetto al discontinuo terzino mancino della scorsa stagione. Evidentemente la cura Giampaolo a lui e a Potenza fa bene. Benissimo. Probabilmente a ragione di una migliore adattabilità al nuovo assetto tattico voluto dal trainer ex senese rispetto a qualche compagno di squadra...

Maxi maiuscolo
Se ne sono dette tante sulla "galina". Lui ha risposto a tutti, tecnico compreso, sul campo, fornendo una prestazione atleticamente, tatticamente e qualitativamente di alto livello. Non so perché il "Meazza" lo stimoli in maniera così particolare, ma fatto sta che in questo campo il centravanti argentino si scatena. Prima frazione da applausi: rientri profondi, sponde precise, mobilità a tutto campo, accelerazioni in verticale, assist e una "palombella" che, se in porta, avrebbe tirato giù il terzo anello dello stadio. E' ancora lui. Ma non avevamo dubbi. Farà tanti gol anche quest'anno...

Attenti al Cesena
Il pericolo, paradossalmente se consideriamo le critiche piovute sulla squadra fino a qualche ora fa, sarebbe proprio quello di eccedere nell'euforia post-impresa e pensare che la pratica Cesena sia facile da espletare. Tutto il contrario. Il match con i sorprendenti bianconeri di Ficcadenti (1-1 a Roma e 2-0 al Milan...) si presenterà molto più difficile rispetto a quello del "Meazza". Corrono 1.000 volte più del team meneghino, hanno l'entusiasmo della matricola (ricordate il primo Catania di Marino...), vantano elementi di valore come gli esterni Schelotto (nazionale U21) e Giaccherini (che qualcuno già vorrebbe in Nazionale maggiore), oltre che l'ex Colucci, capitano bianconero assurto a nuova vita calcistica dopo i "dolori" catanesi. Una squadra da prendere con le molle, battibile solo se affrontata con attenzione, grinta e qualità fisio-tecniche di prim'ordine. La prestazione di San Siro ci fa ben sperare... Let's go, Liotru, let's go!!!

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