Martinez (Siciliatoday.net)

Calcio, Lecce-Catania (2-1): il commento del match

Approccio errato
A differenza di quanto accaduto a Cagliari e a Torino, gare in cui, come oggi al “Via del Mare”, il Catania era dato da tutti come “sfavorito all’italiana” (secondo la tesi, purtroppo spesso suffragata dai fatti, che nel finale di campionato le squadre “senza stimoli” debbano giocoforza regalare punti a destra e a manca), i rossazzurri sbagliano approccio al match per poi riprendersi con il passare dei minuti. Il Lecce, incapace di vincere in casa da sette mesi, si presenta alla cosiddetta “ultima spiaggia” con la naturale grinta del disperato (De Canio si affida a una mezzapunta, Giacomazzi, e due punte Tiribocchi e Papadopoulos), mentre i rossazzurri, privi di Mascara e Tedesco (squalificato l’uno, infortunato l’altro), scendono in campo con una formazione inedita, “inventata” da un Walter One giustamente alla ricerca di risposte da parte di alcuni fra i calciatori meno utilizzati in stagione. Ebbene, stando al primo tempo, “molle” e svagato, non mi sembra che i ripetuti “richiami all’ordine” fioriti in settimana abbiano avuto seguito, né che elementi come Llama o Izco, esterni di un 4-4-2 nelle intenzioni “avvolgente” e nei fatti “avvolto”, siano riusciti nell’intento di far cambiare idea a chi li giudica ancora non pronti per la titolarità nel massimo campionato italiano. Assolutamente evitabili, comunque, le reti di Munari e Tiribocchi che, nel giro di una mezzoretta, chiudono la pratica. Inutile e ingeneroso star qui a discutere capillarmente di colpe di questo o di quel giocatore o di mancate "chiusure" o "diagonali", dato che le realizzazioni salentine sembrano la conseguenza di un atteggiamento mentale sbagliato più che di deficienze dei singoli. In questa prima parte di gara, il Catania si rende pericoloso solo con Biagianti al 10’ e poi con Llama, improvvido nel calciare in porta da felice posizione, ben servito da Morimoto. Stop. Lecce meritatamente in vantaggio e Catania che lascia, purtroppo, un’impressione “vacanziera”.

Ripresa arrembante
Ben altra musica nella ripresa, a riprova che il Catania non voglia per forza recitare la parte della vittima sacrificale. Merito di un indomito Zenga, visto più volte sacramentare in panchina e sempre “sul pezzo”. Preso atto dell’insipienza tecnica di Izco e tattica di Llama, ecco in campo il Gabbiano Spinesi e il giovane Sciacca (nel finale entrerà, con buon profitto, anche Falconieri), più che promettente centrocampista della Primavera rossazzurra. Il premio giunge subito: Sciacca spara dal limite cogliendo un clamoroso palo, Martinez si fa trovare pronto sulla ribattuta a siglare la propria quinta rete stagionale. Un Catania diverso, impostato sul 4-3-3, si libera finalmente dalle paturnie da vittima sacrificale e comincia a giocare a calcio, cosa che sa fare assai meglio dei giallorossi, apparsi veramente poca cosa. Difficilissimo che i "De Canio Boys" riescano a portare a casa la salvezza giocando in questa maniera. Ma lo si era detto pure del Bologna e del Torino, inguardabili contro gli etnei; qualche “speranziella”, quindi, per la società del presidente Semeraro sussiste ancora, classifica alla mano. I padroni di casa spariscono così dal campo, mentre Carboni e soci prendono in mano il pallino del gioco per non abbandonarlo che al fischio finale del mediocre Gervasoni. Che il Catania non sia riuscito a pareggiare lo si deve a un pizzico di imprecisione, una certa dose di sfortuna e alle parate nel finale di Benussi, portiere fra i più battuti (e meno idonei alla categoria, considerate le innumerevoli “cappellate” in cui è incorso durante la presente stagione) del torneo, il quale si erge a estemporaneo protagonista negando la rete in due occasioni al giovane Sciacca, a cui va data per me la palma del migliore in campo, sebbene la sua prova sia stata immeritatamente rovinata da Gervasoni, capace di “scovare” gli estremi del secondo “giallo” in un normalissimo fallo di gioco da lui commesso al 90’. Peccato, la qualità c‘è e, a quanto pare, è anche molta. Avremmo voluto rivederlo all’opera domenica prossima al “Massimino” in occasione della sfida al Milan di Kakà, contro un avversario di ben altro spessore rispetto allo squinternato Lecce. Se a tutto ciò aggiungiamo una facile occasione fallita al 68’da Spinesi, ben servito da Martinez, e una “clamorosa “ciccata” di Morimoto davanti alla porta salentina al 72’ (a fronte, a parte le reti realizzate dal “Tir” e Munari, di una uscita di Kosicki su Giacomazzi nel primo tempo e un diagonale a lato di poco scagliato da Konan nel finale di gara), si potrebbe anche azzardare la conclusione che il pareggio sarebbe risultato la fotografia più idonea alla non certo esaltante partita del “Via del Mare”. Ma tant’è…

Izco e Llama: delusione
Zenga li voleva testare in proiezione futura. La risposta mi pare abbastanza chiara: ancora non pronti, tanto da essere sostituiti, dopo un primo tempo più che deludente, al 1’ della ripresa. Ma sui due vi sono da fare considerazioni “separate”. Marianito, centrocampista argentino dalla corsa fulminante e dall’abnegazione indefettibile (ragazzo da elogiare sempre e comunque per l’inclinazione al sacrificio messa costantemente in campo), continua a mostrare talune lacune tecniche che ne inficiano il rendimento al di là delle pur ottime intenzioni. È un giudizio, questo, conseguente a molteplici “visioni” del giocatore, non certo campato in aria su una o due partite. Llama, di contro, mostra buoni fondamentali e discrete qualità fisiche, ma un’adattabilità al calcio italiano tutta da dimostrare. In poche parole, tatticamente non ha ancora imparato a “tenere la fascia” come richiede il nostro campionato. Non è detto che non possa acquisire in futuro tale capacità. Ma le chance nel nostro campionato bisogna sfruttarle, perché non capitano spesso…

Kosicki da rivedere
Non mi sento, invece, di trinciare giudizi e conclusioni sulla prova dell’under 21 slovacco. Troppo poco una partita per giudicarlo. Sulle reti leccesi poteva far poco, bene in un’uscita bassa nel primo tempo, un po’ svagato in alcune uscite su palla alta. Da rivedere.

Milan da bere...
La grande sfida di domenica prossima con il lanciatissimo Milan di Ancelotti, secondo in classifica, giunge a fagiolo per “rafforzare” gli stimoli dei giocatori di Zenga. Grande platea, grandi giocatori, grande esposizione mediatica. Siamo sicuri che si darà l’anima in campo per portare a casa un bel risultato. Rientrerà Mascara, indispensabile, forse Tedesco, ma potrebbe in generale risultare la gara giusta per chiudere in bellezza una stagione positiva. Let’s go, Liotru, let’s go!!!



LECCE (4-4-2): Benussi; Polenghi, Fabiano, Esposito, Giuliatto; Munari,Zanchetta (72’ Schiavi), Edinho, Giacomazzi; Papadopulos, Tiribocchi. A disp.: 1 Rosati, 21 Ardito, 20 Vives, 77 Basta, 25 Konan, 11 Castillo. All. De Canio.

CATANIA( 4-1-3-2): Kosicky; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano; Carboni; Izco (46’ Spinesi), Biagianti, Llama (46’ Sciacca); Martinez, Morimoto. A disp.: 1 Bizzarri, 21 Silvestri, 29 Maccarone, 16 D'Amico, 9 Paolucci, 14 Falconieri. All. Zenga.

RETI: 11’ Munari, 26’ Tiribocchi; 47’ Martinez.

ARBITRO: Gervasoni di Mantova (Petrella-Di Liberatore/Brighi).

SQUALIFICATI: Ariatti; Mascara.

INDISPONIBILI: Angelo, Antunes, Cacìa, Caserta; Tedesco, Ledesma.

DIFFIDATI: Benussi, Giuliatto, Munari, Fabiano, Papa Waigo, Giacomazzi; Bizzarri, Paolucci, Morimoto, Capuano, Silvestre, Potenza, Baiocco.

AMMONITI: Zanchetta, Sciacca.
ESPULSI:
RECUPERO: 1'
ANGOLI: 5-4 per il Lecce.

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