Calcio, Catania-Bologna, Mihajlovic: non ho ancora deciso se usare due punte

Sinisa Mihajlovic ha affrontato come di consueto le domande dei giornalisti nella conferenza stampa del sabato.

Trasferta difficile a Catania, che in casa ha raccolto 22 dei 25 punti finora reallizati
"Sicuramente il Catania è un'ottima squadra, con un piede è già salvo e il posto che occupa in classifica è frutto dei risultati ottenuti in casa, ma tutte le trasferte sono difficili: lo è questa come lo erano quelle di Reggio Calabria, Lecce o Genova, perché nel campionato italiano non ci sono partite facili ma ci solo partite difficili e più difficili. Quindi si va là per fare la nostra partita: questo senz'altro.


A Catania troverete anche un ambiente particolare. Quelli della Roma si sono lamentati per la presenza di troppa gente ai margini del campo (circostanze smentite dal sottosegretario Davico (ndr).
"Sono cose che fanno parte del calcio: in vent'anni ne ho viste di cotte e di crude. Sappiamo di trovare un ambiente caldo, uno stadio pieno, un tifo forte, un ambiente difficile, ma se dovesse esserci anche tanta gente in campo questo non ci deve preoccupare: sappiamo quello che dobbiamo fare e quali sono i loro punti deboli, dobbiamo solo essere concentrati su quello che dobbiamo fare in campo, quello che avviene al di fuori a me e ai miei giocatori non deve interessare".


Il Catania ha parecchi schemi sulle palle inattive.
"Più di tutte le altre squadre: fanno bene queste cose, sono convinti di quello che fanno e ci possono mettere in difficoltà, ma abbiamo visto i loro schemi, ci siamo preparati, ne inventeranno altri per metterci in difficoltà ma siamo pronti e per difendere sui calci piazzati è tutta questione di concentrazione, se si sbaglia in questi casi sono errori individuali. Concentriamoci quindi al massimo, non lasciamo niente al caso, abbiamo preparato bene la partita e siamo pronti a tutto, i miei giocatori sanno quello che si possono aspettare".


Zenga ha parlato bene di lei proprio oggi in conferenza stampa. In che rapporti è con l'ex portiere nerazzurro?
"Ottimi rapporti: siamo amici, abbiamo giocato insieme e già allora si vedeva che capiva molto di calcio. Ci siamo sentiti quando era l'allenatore della Stella Rossa; ha fatto una gavetta mica male: ha avuto il coraggio di andare ad allenare all'estero, dalla Romania a Belgrado, e gli faccio i complimenti: pochi allenatori italiani con un nome come il suo sarebbero stati pronti a fare queste esperienze e ora si vedono i risultati".


A Catania giocherà a una punta?
"Questa è una delle soluzioni, ma loro giocano con tre difensori e potrebbe essere conveniente anche usare due attaccanti. Non ho ancora deciso".


La squalifica di Mudingayi è un problema?
"Sì, anche perché abbiamo solo tre centrocampisti: per questo verrà convocato anche Casarini, uno che fisicamente e tecnicamente ci può stare in Serie A ed è forte anche caratterialmente".


Domani un pareggio le dispiacerebbe?
"Mi piacerebbe vincere. So che sarà dura, come tutte altre volte, ma noi ci prepariamo per andare a vincere da tutte le parti. A fine andata avrei voluto girare a quota 18-20 punti: se pareggio sono a 17 e quindi per me è un sconfitta per me".


Il mercato non ha portato novità nemmeno questa settimana.
"Ma sono sono tranquillo: i ragazzi che ho sinora hanno sempre risposto bene, posso soltanto ringraziarli per l'impegno e l'applicazione in allenamento. Sono contento di questi ragazzi: se arriva qualcun altro sarà il benvenuto, a patto che ci faccia fare un salto di qualità dal punto di vista tecnico, e si comporti come gli altri che sono già qui, ma se non arriva nessuno non è un problema".


Intanto Pazzini è passato alla Sampdoria.
"Pazzini è un ottimo giocatore, uno che farebbe comodo non solo al Bologna ma a tutte le squadre di Serie A. Ricordo che, quando lo affrontavo in campo (lui era ancora un ragazzino nell'Atalanta), per marcarlo bisogna stenderlo e minacciarlo: si vedeva che era uno forte di carattere. Per noi sarebbe stato un rinforzo importante, ma non è un problema: io vivo sempre tutte queste cose tranquillamente perché ho fiducia in squadra".


Se non arriveranno i giocatori che aveva indicato come possibili rinforzi, Mihajlovic sarà comunque voglioso e convinto di salvare il Bologna?
"Ancora di più, perché nelle difficoltà mi esaltavo da giocatore e ora da allenatore. La parola "mollare" non esiste nel mio vocabolario e vorrei che anche i giocatori la cancellassero. Faremo di tutto per migliorare la squadra, se si può, altrimenti andiamo avanti con questi ragazzi che hanno dimostrato, prima di tutto a se stessi, che lavorando con questa concentrazione, determinazione, grinta e cattiveria, si possono salvare tranquillamente: io sarò ugualmente carico e convinto e questo non mancherà nemmeno ai giocatori, non glielo permetterò".

fonte: bolognafc.it

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