Morto Cannavò, un minuto di raccoglimento negli stadi italiani
Prima del fischio di inizio delle partite di serie A e B in programma oggi sara' osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria di Candido Cannavo', storico direttore della Gazzetta dello Sport. Lo ha deciso il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete
Candido Cannavò è morto stamattina in seguito a una emoragia cerebrale. Giornalista sportivo catanese, iniziò la sua carriera come giornalista sportivo ne La Sicilia a diciannove anni. Dal 1952 al 1955 ha ricoperto la carica di presidente del Cus Catania. Nel 1955 è stato ingaggiato come corrispondente da La Gazzetta dello Sport. Successivamente è diventato anche inviato speciale e tra le manifestazioni di cui si è occupato si ricordano alcuni Mondiali di calcio, ben 9 Olimpiadi e moltissimi Giri d'Italia. Nel 1981 è diventato vicedirettore, poi condirettore e nel 1983 è succeduto a Gino Palumbo come direttore responsabile del quotidiano. È rimasto in carica 19 anni, fino al 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese. Durante la sua carica, la Gazzetta dello Sport si è consolidata come maggiore giornale italiano, ha iniziato la pubblicazione del settimanale Sportweek e ha aperto il proprio sito web. E' stato opinionista (sempre per la Gazzetta) e ha curato le rubriche Candidamente e Fatemi capire. Il figlio Alessandro, anch'egli giornalista, lavora come redattore capo al Corriere della Sera.
IL CORDOGLIO DEL CALCIO CATANIA E DEL PALERMO
Il Calcio Catania ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia del giornalista catanese. "Presidente, amministratore delegato, dirigenti e collaboratori, tecnici ed atleti della prima squadra e del settore giovanile del Calcio Catania S.p.A. - si legge nella nota alla stampa - piangono la scomparsa del giornalista Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport e scrittore di talento, autorevole e sempre equilibrato punto di riferimento nel mondo dell'informazione. La parabola di successo del direttore Cannavò, nato a Catania nel 1930 e sempre legato alla sua città, ha rappresentato un vanto per la comunità etnea, fiera di una figura umana e professionale così prestigiosa. Il Calcio Catania si associa al dolore dei familiari ed al cordoglio del mondo del calcio".
Cordoglio è stato espresso anche dal Palermo.
LOMBARDO, “LA SICILIA PERDE UN CAMPIONE DI UMANITA'“
“La Sicilia perde, con l’improvvisa scomparsa di Candido Cannavò, un vero campione di umanità”. Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, affida a queste parole il ricordo della sua lunga amicizia con il giornalista-scrittore siciliano.
“Cannavò è stato il testimonial consapevole e appassionato della sicilianità positiva. Sempre sorridente, scrupoloso e professionale, aveva raggiunto le vette più ambite del giornalismo italiano e non ha mai esibito un atteggiamento men che disponibile con tutti, in ogni ambiente, in ogni continente.”
“Anzi - continua il presidente Lombardo - non ha mai perso l'occasione per mettere la sua popolarità, la sua fama e il suo successo generosamente a disposizione dei meno fortunati, dei non-potenti. E non ha mai dimenticato di essere siciliano, non ha mai smesso di amare, ricambiato, la sua terra e i suoi amici”.
IL RAPPORTO BURRASCOSO CON CATANIA
I tifosi della squadra della sua città non gli hanno mai perdonato l'essersi schierato contro Angelo Massimino, il presidentissimo del Catania, al tempo della ingiusta radiazione della società etnea nel 1993.
Il 31 luglio di quell'anno il Consiglio federale esclude la societa' etnea di Angelo Massimino dal campionato di C1 per inadempienze e un deficit che ammonta a circa 6 miliardi di lire. Massimino attraverso una lunghissima battaglia legale che gli costerà finanche la morte riuscirà ad ottenere giustizia. Ma sportivamente quella radiazione costerà un decennio di esilio dal calcio che conta.
Il giorno successivo, domenica 1 agosto, su La Gazzetta dello Sport esce un fondo del suo vicedirettore Alfio Caruso dal titolo "L' ultima mazzata". Un articolo che definisce senza metafore Catania: "nona citta' di questo Paese, ma ultima per qualita' della vita. Una citta' sventrata dalla peggior classe politica dell' intera Nazione e, visto il resto, vi lasciamo immaginare che cosa sia stata una popolazione che dopo decenni di umiliante vassallaggio sta tentando di rimettersi in piedi. Ieri, pero' e' giunta l' ultima mazzata: la conferma che la valanga distruttiva ha lasciato dietro di se' soltanto macerie".
E ancora: "Eppure la Federazione ha compiuto soltanto il proprio dovere e sarebbe stata da criticare se ancora una volta avesse ceduto a calcoli dettati dall' opportunismo".
I tifosi rossazzurri non gli hanno mai perdonato negli anni la scelta di schierarsi a favore del Golia-Lega contro il piccolo Catania.
Adesso il minuto di raccoglimento al Massimino sancirà la fine di questa storia. Ci si augura che sia davvero la fine, senza ulteriori, inutili strascichi.
