Porte romane...
Bastava far così anche prima...
Con la Roma sette reti, ormai, sono una consuetudine. Solo che questa volta tre vengono siglate dai rossazzurri e, qualora l'improvvido Malaka Martinez (gravi i suoi errori sotto porta) non avesse fallito la facilissima palla del 4-3 a un quarto d'ora dal termine, probabilmente la vittoria sarebbe arrisa all'undici di Walter One. A quel punto meritatamente. Ma con i "se" e con i "ma" non si cosruisce la storia, si sa. Mi limiterò solo a dire che, se gli etnei avessero interpreato il finale di campionato con la stessa "cattiveria" con cui hanno approcciato la ripresa di oggi, probabilmente non sarebbero giunte sei pesanti sconfitte nelle ultime sette gare, ruolino di marcia "terrificante" se non supportato dalla dolce consapevolezza dell'obiettivo raggiunto. Infatti, dopo un primo tempo assolutamente in linea con le ultime prestazioni "balneari", infarcito da tre gol della Roma (Perrotta, Vucinic e autorete di Terlizzi su tiro dello stesso centrocampista della Nazionale) a difesa catanese immobile come i neuroni di una "velina" e dalla prima "perla" in rossazzurro di Giacomo Tedesco (che alla fine risulterà il migliore in campo), il Catania si è svegliato mettendo paura ai padroni di casa. Paura vera. Negli spogliatoi deve essere successo qualcosa, dato che finalmente la compagine allenata da Zenga è scesa in campo per correre e lottare. Complici due cambi (Izco e Llama per Stovini e Sciacca, con passaggio alla difesa a tre e il posizionamento di Mascara a centrocampo), gli etnei hanno cominciato a macinare gioco e, contestualmente, macinare una Rometta da paura (per i propri tifosi, assai critici e sbeffeggianti, a dire il vero), sconclusionata e slegata in ogni reparto. Le reti di Mascara su punizione (undicesima stagionale), complice il brasiliano Artur, una "farfalla" svolazzante che ricorda in certe movenze l'immenso Valdir Perez, e Morimoto (quinta rete stagionale, terza alla Roma) su splendido assist d'esterno dello stesso Tedesco sono sembrate la logica conseguenza di una superiorità netta che, come detto, avrebbe potuto anche condurre a un clamoroso ribaltamento di risultato. Poi, al 91', al terzo tentativo (precedentemente per ben due volte, su azione da corner, il "coreuta" di Lippi aveva colpito di testa in solitaria a centro area spedendo la palla di poco a lato) ci ha pensato Panucci a sfruttare un clamoroso errore in uscita di Kosicky e regalare la preziosa vittoria-Uefa ai capitolini, come da pronostico. Insomma, finisce in gloria per una Roma che di gloria ne merita pochissima, mentre il Catania perde ancora ma, questa volta, torna a casa a testa alta. Soddisfazione magra, si dirà, ma fondamentale con questi "chiari di luna".
Solo grazie
Al di là del giudizio sulla singola partita o su un determinato periodo, ciò che conta a fine campionato è il risultato. Ebbene, lo dico con convinzione, se in questo preciso momento mi proponessero per la prossima stagione lo stesso torneo che sta concludendosi, con una salvezza ormai certa a una decina di giornate dalla fine seguita da sette-otto partite perse per "deconcentrazione", io firmerei immediatamente, senza pensarci due volte, con letizia immensa. Questo per mettere le cose in chiaro e dare il giusto peso e la giusta dimensione a tutto. Insomma, ci si può incavolare, da tifosi, per questa o quella partita sbagliata, per questo o quell'errore del singolo giocatore, ma non bisogna mai dimenticare la visione d'insieme. La società di Via Ferrante Aporti, ed è l'unica cosa che conti, dimostra di non avere mai cali di concentrazione in questo senso. Possiede la memoria di un.... elefante ed è sempre consapevole del quadro complessivo, presente e futuro. Per questo, all'alba dell'ennesima sconfitta di questa "clausura" così avara di soddisfazioni, bisogna solo dire grazie a dirigenti, allenatore, giocatori per quello che hanno fatto. "Obliare" ciò significherebbe non aver capito nulla, significherebbe non aver memoria "agropolitana", significherebbe non meritare il quarto (QUARTO) anno di fila in Serie A, grazioso accadimento mai più "pervenuto" dalle nostre parti dai "mitici" anni '60.
Terlizzi e Stovini
La difesa centrale del primo tempo ha procurato brividi di freddo a non finire ai poveri tifosi del Liotru. Malissimo Stovini, apparso quasi in vacanza (e mi dispiace, perché si tratta di uno dei miei calciatori preferiti), male Terlizzi. Nel caso di Lorenzo il Magnifico, sempre esemplare in maglia rossazzurra, la sorpresa rimane tanta. Probabilmente il giocatore, sapendo di non rimanere, ha perso qualche stimolo. Per quanto concerne Terlizzi, non si capisce come un calciatore "riesumato" dopo 12 gare di stop tecnico possa interpretare in una maniera così svagata un primo tempo contro una grande squadra, per di più espressione della propria città di nascita. Oltre tutto, il centrale difensivo ex doriano anche in passato, e nono solo a Catania, aveva mostrato lacune similari...
Sciacca e Llama
Il ragazzo di San Giorgio c'è. Buono il suo esordio dal primo minuto, anche se limitato ai primi 45' a causa della partita della Primavera in programma domenica pomeriggio al "Massimino" contro la Juventus. Personalità da vendere (anche al tiro da lontano) e ottima giocata in occasione del gol di Tedesco. Ci si potrà contare. Bene anche Llama, che ha sostituito proprio il ragazzino catanese a inizio ripresa. Ottimo il suo impatto sulla gara, fatto di sgroppate, cross e pericolosi tiri dalla distanza. Pur essendo chiaro come "una rondine non possa fare primavera", le qualità si intravedono. Deve trovare continuità e disponibilità a comprendere il calcio italiano dal punto di vista tattico. Ma non ha tutto il tempo che vuole, deve darsi una smossa. Finora, complessivamente, non è riuscito nel suo intento.
Kosicky
Per adesso, non può reggere un campionato da titolare in Serie A. Il ragazzo slovacco ha qualità fisiche, ma è ancora troppo acerbo e incerto, soprattutto in uscita, come testimonia la rete della vittoria di Panucci. Il Catania dovrà prendere un portiere d'affidamento per la prossima stagione e, magari, proprio perché si intravede un futuro nelle qualità di Kosicky, spedirlo a farsi le ossa in Serie B.
Tedesco
Finalmente lo ha fatto, 'sto benedetto gol! Lo meritava, dopo una stagione a dir poco eccezionale. Bello il pallonetto a scavalcare Artur che è valso il momentaneo 1-1 agli etnei. Giacomo merita la riconferma. L'avrà.
Contro il Napoli il record
Non è difficile prevedere che, se giocherà come nella ripresa all'Olimpico, il Catania riuscirà a battere il Napoli e superare il famoso record dei 41 punti di Marino. Sarebbe il suggello definitivo a un gran campionato, soconfitte finali o meno. Un ultimo sforzo, su, dai! Let's go, Liotru, let's go!!!
