Regina Celi, commento al match Napoli-Catania
"Celi" immensi
Perdonateci, ma questa gara ci ha veramente messo di buonumore. Abbiamo assistito a una grandissima esibizione d’inizio anno del “maestro di color che (non) sanno (il regolamento del gioco del calcio)”, al secolo “Regina” Celi! Un assoluto “mito” che, ancora una volta, si conferma come una delle più grandi promesse della comicità italiana!!! Stupenda performance, quella dell’arbitro di Campobasso, che (si badi bene) non inficia la legittimità della vittoria degli azzurri napoletani i quali, nel computo delle azioni pericolose create (sebbene non moltissime), alla fine hanno meritato i tre punti. Ma come non esaltarsi alle “illuminazioni” del fantasmagorico “fischietto” molisano!!! La più artistica delle quali si consuma al 44’ e 55’’ (secondo un nostro computo per eccesso) del primo tempo: splendido nella sua tenuta gialla-limone che lo accomuna a un catarifrangente da deviazione perenne tipico della Salerno-Reggio Calabria, Celi, accorgendosi come l’incosciente giapponesino Morimoto, sul punteggio di 0-0, stia troppo velocemente involandosi verso la porta dell’ex Iezzo, pensa bene di fischiare. Cosa? L’interrogativo aleggia al “San Paolo”. Forse un fuorigioco? Un fallo? Oppure al nipponico puzza l’alito? Siamo di fronte a un mistero insolubile, tipo la destinazione d’uso di Stonehenge o le Linee di Nazca oppure il cubo di Schondorf-Vocklabruck? Nooooo, ma scherziamo!!! Il grandissimo “Regina” (nessun riferimento, ovviamente, a qualsivoglia marca di materiale cartaceo per la pulizia della casa) fischia la fine della frazione, rendendo vana la segnatura dello stesso attaccante etneo!!! Spettacolo, spettacolo puro!!! Non abbiamo smesso di ridere se non dopo aver ingollato un litro di acqua bollita con foglia d’alloro e scorza di limone! Siamo curiosi di sentire, se ve ne sarà la possibilità, il parere di Collina su questa eccezionale “trovata” di Celi. Così come ci piacerebbe auscultare il magno Pierluigi sulla differenza fra il fallo di mano di Terlizzi (su tiro da distanza ravvicinata) che oggi, per noi giustamente, ha prodotto il rigore del Napoli (poi fallito da Hamsik) e quello di Kaladze a Milano. Riusciremo nel nostro intento? Lo scopriremo solo vivendo. Per adesso consoliamoci con Celi. Eccezionale, del resto, il suo secondo tempo: fischi a senso unico, ogniqualvolta il Catania si affacciava in area “fallo di confusione” di prammatica, per poi concludere con un sensazionale “teatrino” alla Rosso di San Secondo nel recupero, con il Napoli che, cronometrato, perde 3 minuti per un paio di sostituzioni. Ma non sono queste cose che possono accadere solo a Catania??? Il consiglio a tutti i tifosi rossazzurri è quello di registrare Napoli-Catania su dvd e rivederlo quando Zelig va in vacanza. Concludiamo questo nostro incipit dedicato in modo sacrosanto al “Genio di Campobasso” con una parabola figlia di un apocalittico scenario da virus postatomico che il prematuro fischio ha generato nella nostra mente forse troppo bombardata da visioni fantascientifiche alla Matrix: partita Napoli-Inter, 44’ e 55’’ del primo tempo. Ibra, lanciato da Javer Zanetti, si invola verso la porta e batte Iezzo. “Regina” Celi, reduce da un rave-party alle Isole Tremiti in compagnia di un fan club dei Korn, fischia due secondi prima la fine della frazione. Di seguito, la fine del mondo, con attacchi nucleari, prese di posizione del “purissimo” ibrido “Matabete”, indignazione dell’ambasciatore della Kamchatka, noto tifoso nerazzurro, atterraggi sospetti sulla Piazza Rossa e prodigi vari. Credibile? Fate voi. Noi, abdicando per un solo attimo all’atteggiamento ironico che ci contraddistingue, ci facciamo una sola domanda, seria: ma le persone normali, di fronte ad avvenimenti inspiegabili del genere, cosa dovrebbero pensare se non l’ovvio? Il sottoscritto, senza sapere né leggere né scrivere, si è iscritto su Facebook al gruppo "Regaliamo un orologio nuovo all'arbitro Celi"...
Discreto Catania, solito Catania
Detto di Celi e della legittimità della vittoria napoletana, potremmo anche finirla qui, in quanto Catania-Napoli assomiglia in tutto e per tutto a una partita media del Catania da trasferta. Buona difesa, buon centrocampo, poca produttività in attacco, con Morimoto troppo isolato fra i centrali avversari e Mascara troppo lontano dalla porta. Contro un Napoli non ispiratissimo e impostato secondo il classico 3-5-2, Zenga ha schierato un 4-4-2 a nostro avviso funzionale, con le coppie Sardo/Izco e Silvestri/Tedesco sulle corsie laterali e la coppia Mascara-Morimoto in avanti. Al di là del rendimento dei singoli, buono per quasi tutti, riteniamo, il Catania ha mostrato la solita compattezza nella propria metà campo, tanto che il Napoli ha sfondato solo a 10’ dalla fine, e l’altrettanto risaputa insipienza negli ultimi trenta metri, dove Topolinik non è riuscito ad accendere la luce. Il problema è che il Catania non ha esterni per giocare il 4-4-2, in quanto Tedesco, fra i più in palla, fa le migliori cose quando riesce ad accentrarsi e Izco, pur lodevolissimo e positivo per impegno, non è un “crossatore”. Se vi si aggiunge la considerazione che Sardo e Silvestri non sono certo dei fulmini di guerra (non eccezionale, come spesso capita, la prova dei due “veterani” sulle corsie laterali), il cerchio si chiude. Pertanto, assist alla punta centrale così ne arrivano pochissimi. La società rossazzurra, lo ribadiamo, se vorrà fare il salto di qualità, dovrà dotare la rosa di due esterni veri di categoria A. Il Napoli ha meritato la vittoria, pur in un pomeriggio sotto tono, se non altro perché le sue tre occasioni da rete nitide le ha create (compreso il rigore fallito da Hamsik), mentre i rossazzurri ci hanno tentato quasi solamente dalla distanza, con esiti improbabili (a parte un’invenzione di Tedesco). Per fare risultato in trasferta ci vuole qualcosina in più che un ottimo filtro a centrocampo (bravi Carboni e Biagianti su Gargano e Blasi) e una discreta attenzione difensiva (positivi Terlizzi e Silvestre), è necessario attaccare in maniera differente, con più coraggio, con più uomini. Magari come fa il Cagliari, che non ci sembra il Manchester United, sebbene due esterni (appena appena) di categoria li abbia (Agostini e Pisano). Se il Catania in trasferta non segna dal Paleolitico Inferiore, un motivo ci sarà. Infine, le sostituzioni di Zenga, questa volta, non ci hanno convinto. Se il Ledesma attuale è questo, allora bene ha fatto il tecnico a tenerlo in panca, mentre togliere il migliore (insieme a Bizzarri, autore di una grande prova), Tedesco, fra l’altro l’unico a poter avere la capacità di fare un cross decente al centro (per una “torre” come Plasmati), ci è parso un errore. Baiocco per Izco non sposta nulla, tatticamente, in quanto le caratteristiche sono simili. Paolucci nemmeno in panchina è da spiegare. Forse l’attaccante marchigiano, per caratteristiche, sarebbe servito...
Lavezzi e basta
Si può dire, per concludere, che l’unico motivo per vedere una partita come Napoli-Catania sia Lavezzi. Non ce ne voglia nessuno, ma gli altri 21 in campo ci sono parsi onesti pedatori, compreso il reclamizzato Hamsik, mentre l’argentino è di altra categoria. Pur in giornata non brillantissima, il Pocho nella ripresa ha, da solo, messo in difficoltà la retroguardia etnea sfornando numeri e assist a ripetizione, per poi regalare la palla giusta a Maggio (ma la posizione dell’argentino era al limite, ma proprio al limite, ma al limite limite...). Nel calcio la classe conta.
Concentrarsi sul Bologna
Comunque, adesso sarà essenziale concentrarsi sul Bologna di Mihailovic. Sconfiggere gli emiliani e chiudere il girone d’andata a 28 punti con 12 lunghezze sul terzultimo posto sarebbe fantastico. E, chissà che prima o poi non si riesca a tornare da una trasferta con il sorriso sulle labbra. Magari sperando, finalmente, di incontrare un Celi “pro”, cosa che non capita da tempo, considerando le “rosettate” varie. Per questa volta, carusanza, derogheremo al nostro solito grido d’incitamento relativo al Liotru. Ci sembra d’obbligo concludere con un classico “Celi, mio marito”!
