Momento magico per il "Ronaldo del Sol Levante" (Barbagallo)

Romamoto!! Il commento al match Catania-Roma

La vittoria di Walter One
Alzi la mano chi, alla lettura delle formazioni, non abbia pensato “Questo è pazzo”. Il sottoscritto l’ha fatto e non si vergogna a dirlo. Eppure, alla fine, MaZenga ha avuto ragione, indovinando tutto, ma proprio tutto e dimostrando di aver preparato tatticamente la partita nel modo più idoneo possibile. Il regalo di Natale ai tifosi, il regalo più bello (battere per la prima volta in A una Grande), è tutto merito suo, questa volta. Contro una Roma impostata sul 4-3-1-2, il tecnico milanese ha infoltito il centrocampo con 5 mediani puri tutti bravi a tamponare e ripartire, consentendo così a Mascara di spaziare su tutto il fronte offensivo, pronto a tentare l’assist per i tagli in velocità di Morimoto, individuato come il centravanti più adatto a mettere in difficoltà la lenta difesa centrale romanista.

Proprio il giapponesino e il capitano, Baiocco, si sono rivelate le mosse più incredibili e, allo stesso tempo, più indovinate della partita. Evidentemente Zenga deve aver visto ben i due in allenamento, oltre che studiato a dovere dal punto di vista tattico la Roma. Addirittura micidiale la Streghetta sulla fascia destra dirimpetto a un Riise definibile come “statua di sale”. Prima due assist al bacio per Morimoto, poi la rete dell’Apoteosi per un giocatore che ha dato tanto al Catania e che in futuro potrebbe ancora dire la propria, qualora riuscisse a risolvere i problemi relativi al rinnovo del contratto.

Il contropiede del primo goal appare esemplare: grande, come al solito, Topolinik a rubare palla a Perrotta e ripartire velocemente; perfetto l’assist per il capitano che batte Doni con un pallonetto di sinistro. Difesa romanista disastrosa. Disastrosa anche al centro dove Juan, che ha ricordato ai meno giovani fra i tifosi etnei il miglior (si fa per dire) Bertolone, si è fatto letteralmente tagliare a fette da Morimoto. Se è vero che il nazionale brasiliano viene considerato uno dei migliori centrali a livello internazionale e la sua valutazione si aggira intorno ai 20 milioni di euro, ebbene Silvestre è l’erede di Baresi e vale 70 milioni di euro. E non stiamo scherzando. Emblematica, pure in questo caso, l’azione del raddoppio: gran lancio di uno splendido Tedesco, fra i migliori in campo, scatto fulmineo e battuta sotto misura a infilare l’estremo brasiliano. Un risultato di 2-0 al 39’ non lo avrebbe sognato nemmeno il più incallito dei supporters catanesi. Un risultato strameritato, del resto, considerato che Morimoto aveva avuto precedentemente per ben tre volte la possibilità di battere da due passi: nella prima occasione (traversone del capitano) deviazione fuori di poco, nella seconda (eccezionale palla filtrante di Topolinik) bravo Doni, nella terza (ancora cross di Baiocco) deviazione aerea un metro a lato. Per descrivere, insomma, la prima frazione, basterebbero poche parole: fantasmagorico il Catania, inesistente la Roma. Tanto grintosi, presenti mentalmente, concentrati sul pezzo i giocatori di casa, quanto assenti, irritanti, sconclusionati i giallorossi capitolini, fermi in difesa, imprecisi in mediana (malissimo Perrotta e Brighi) e spuntati in avanti (mezzo tiro in porta di Brighi in 45’).

San 3-5-2
Prima di andare ad analizzare quanto accaduto nella ripresa, ci pare giusto analizzare più approfonditamente le scelte tattiche di Zenga. In primis, ci pare che, ormai, il nuovo modulo a tre in difesa possa considerarsi promosso. Il tecnico, dopo essersi accorto della mancanza di qualità sulle corsie laterali e dell’impossibilità di miglioramenti ulteriori, ha pensato bene di utilizzare al meglio quello che ha. Considerato che il Catania è uno dei pochi team di Serie A in grado di poter utilizzare la difesa a tre, potendo disporre di tre ottimi centrali (Silvestre, in crescita impetuosa, Terlizzi e Stovini), Walter One ha pensato bene di inserire due esterni di centrocampo e fare veramente un 3-5-2, a differenza di quanto “testato” a Milano e a Firenze. La prestazione complessiva di Izco (a destra) e Tedesco) a sinistra, al di là dei 20 minuti finali, costituisce lo spunto più interessante del pomeriggio. Attenti in difesa, protetti dalle chiusure dei centrali e dai raddoppi di Baiocco e Biagianti, i due hanno avuto agio di scorazzare anche in fase offensiva, offrendo alla squadra quello che non aveva mai avuto: un minimo di qualità sulle corsie laterali in fatto di appoggi e cross. Una strada da proseguire senz’altra, sebbene vi sia da verificarne l’adattabilità in occasione delle gare esterne. Con due esterni del genere, ovvio che tu debba premunirti in mediana con tre giocatori in grado di ben tamponare e le opzioni Baiocco-Carboni-Biagianti appaiono logiche. Buona la partita dei tre mediani, con menzione d’obbligo, come già detto, per lo splendido capitano odierno. Le scelte coraggiose di Zenga dimostrano la valenza indubbia dell’allenatore. Lasciare in panca gente come Ledesma e Paolucci, fra i migliori in questo girone d’andata del massimo campionato, è difficile per tutti. Ma per il trainer etneo viene prima di tutto la squadra, non il singolo giocatore; non guarda in faccia nessuno e fa bene, benissimo. Ovviamente, i due potranno rientrare l’11 gennaio a Napoli, essendo giocatori importanti, ma questa “lezione” farà loro capire che il posto non è assicurato a nessuno, neanche per coloro che nei fati dimostrano di avere qualcosa in più dal punto di vista tecnico.

20 minuti da incubo
Mantenere determinati ritmi per tutta una gara è impossibile. Eppure, se Stovini non avesse commesso una chiara leggerezza al 74’ su Vucinic, la Roma non sarebbe mai stata rivitalizzata. Sotto di tre reti (ancora Morimoto al 55’), i giallorossi hanno ricevuto nuova linfa dalla rete del montenegrino e poi dal pasticcio Terlizzi-Bizzarri (assai poco reattivo l’estremo argentino sul tiro del francese) che ha permesso a Menez di gettare nell’incubo i 20.000 del “Massimino”. Pareggiare una partita dominata a tal punto sarebbe stato incredibile (Udinese docet), ma alla fine i rossazzurri sono riusciti a portare a casa il risultato pieno (ma che brividi sul colpo di testa di Okaka in “zona Cesarini”...). Tre punti che proiettano, a quota 25, il Catania all’ottavo posto. Commenti ulteriori non riuscirebbero a fotografare meglio il girone d’andata di MaZenga e soci.

’Mbare...moto!!!
Si discute molto a Catania della necessità di rilevare il cartellino di un centravanti a Gennaio, considerato che Spinesi appare sulla via dell’addio. E dal punto di vista numerico noi riteniamo che non sia un’idea peregrina. Tuttavia, se Morimoto riuscirà finalmente a fare il salto di qualità mettendo a disposizione della squadra le indubbie qualità tecniche possedute, la società di via Ferrante Aporti potrà ritrovarsi nel 2009 un nuovo “crac”, magari il sostituto del “crac mancato” Martinez. Tutto dipende da lui. Dovrà mostrare personalità, soprattutto. La prima doppietta in Serie A costituisce un inizio incoraggiante per il ventenne nipponico, accostato in Patria addirittura a Ronaldo.

Buon Natale... a -15!
La nostra redazione, rimandando alla ripresa del campionato a Napoli, penultima gara del girone d’andata, augura Buon Natale a tutti i tifosi rossazzurri, sottolineando l’unico fattore importante al momento: -15. Tutto il resto è poesia. Let’s go, Liotru, let’s go!!!

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