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Abiti Pronovias: una delusione per le spose

Il vestito ideale per ogni futura sposa, l’abito dei sogni, non uno ma due, tre, quattro o ancora di più. Gli abiti Pronovias per coloro che iniziano i preparativi con un entusiasmante giro sul web, appaiono a priva vista proprio come ciò che si cerca e che si era certi di non trovare, per il cinismo che segue agli illusori sogni femminili.

Sono tanti, infiniti, uno più bello dell’altro, sarà difficilissima la scelta. Sono rappresentati in una serie di foto che si susseguono in un elegante e moderno sito web, accompagnati da una musica che affascina e che non può non essere il fulcro di ciò che una donna sente di essere.

Quella musica ci descrive: siamo le dive di Hollywood, a occhi aperti ci sembra di essere al posto della modella tutta bella, con un'arma in più: la capacità di sedurre con quel tocco di dolcezza all inclusive delle spose, e finalmente saremo in grado di dimostrare che anche noi possiamo, indossando l’abito, nemmeno a dirlo e ripeterlo, dei sogni.

Una retorica sull’abito da sposa che chi si accinge a nozze, scopre essere vera. Perché le donne, anche le più scettiche, lo pensano, lo vogliono, lo sognano senza tuttavia immaginarlo nei suoi particolari, nel colore, nel modello o nella stoffa.

Ma è proprio quest’ultima, la stoffa, ciò che nelle arti più contemporanee, la fotografia e la grafica, può risultare poco chiara, ingannare o non essere valutata. La stoffa è ciò in cui Pronovias maledettamente pecca.

Visitando i rivenditori degli abiti Pronovias (nel catanese ad esempio troverete lo scortese Polisano, a Giarre) durante le prime prove, le future spose corrono il rischio di odiare l’abito, la cui preziosità è trattata dall’azienda spagnola ‘come caramelle’: con poco tatto.

Un confezionamento perfetto quello del marketing aziendale, tanto bello in apparenza, quanto scadente nella sostanza. Un mascheramento che non fa altro che crescere l'illusione, e quindi la delusione.

Alla quantità dei modelli creati, corrisponde una cattivissima qualità. L'azienda non è l'unica a proporre un prodotto mediamente economico e dai tessuti grossolani, non la prima e nemmeno l'ultima. Ma la mediocrità delle stoffe non salterebbe così all'occhio se non fosse così incoerente con la visione della pubblicità dei vestiti nuziali, che ricorda la moda nelle sue migliori creazioni.

Stessa considerazione, se prendiamo come esempio qualche linea appartenente all'azienda, cui attribuiamo uno o due punti in più.

Scadente, pesante, poco morbido e sinuoso, visibilmente opposto a ciò a cui ci ha abituati il Made in Italy, l'abito Pronovias (e figli) è proporzionalmente vicino a ciò a cui ci ha abituati il modesto Made in China, di cui sembra addirittura assorbire lo sgradevole odore, dato dalle stoffe.

Difficile da accettare per chi si è intestardito valutando gli abiti dalle immagini che corrono per il web e che rischiano di fare inciampare, ma qualsiasi linea rientri nel marchio dell’azienda spagnola dal miglior marketing mai esistito, è un prodotto deludente e quasi offensivo per la sposa futura che abbia un minimo di pretesa e che, si dice, debba essere trattata come principessa. Ma state tranquille, si tratta della prima delusione e, per le fortunate, anche l'ultima.

Auguri alle future spose, anche a chi non vuole saperne della nostra disapprovazione e martellato dalla pubblicità, valuta l’abito Pronovias di proprio gusto (?)

P.S. A proposito di Polisano, se prendete l'appuntamento, vi raccomandiamo di non tardare, nemmeno di soli 10 minuti. Altrimenti vi ritroverete fuori per aver creato, orrore, un 'buco' al venditore.

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