Marella Ferrera: un successo internazionale targato Made in Sicily

Durante una calda mattina di fine maggio incontriamo la stilista Marella Ferrera nel suo splendido Museo Atelier, sito nel cuore della Civita, uno dei più antichi e popolosi quartieri catanesi.

Il nostro incontro si svolge in maniera molto informale visitando inizialmente le Gallerie dell’imponente Maison e concludendosi alla fine davanti ad un ottimo caffè.

La voglia e l’audacia della stilista hanno fatto in modo che il suo sogno diventasse realtà; infatti non solo è tra i nomi più importanti dell’Alta Moda ma grazie alla sua caparbietà è riuscita a riportare, a poco più di duecentocinquanta anni, in vita il Museo Biscari di Catania.

All’interno del suo storico impianto, nel 2008, nasce il “MF Museum&Fashion”, il Museo della Moda e l’Atelier d’Haute Couture dell’artista catanese. Girando con la nostra guida abbiamo avuto modo di ammirare e capire come il confine tra arte e moda in tutti i suoi lavori sia davvero impercettibile.



Tutti gli abiti esposti trasudano di sicilianità e di amore per la propria terra; infatti basti ricordare gli abiti scultura realizzati con le ceramiche di Caltagirone, per rendere omaggio alla celebre scalinata dedicata a Santa Maria del Monte o gli abiti mosaico che vogliono ricordare la celebre Villa Romana del Casale di Piazza Armerina o il gesto d’amore per il nostro G. Verga dedicando un abito da sposa, mai indossato, alla protagonista del romanzo “Storia di una Capinera”.

Marella Ferrera nel 1978 frequenta l’accademia di Costume e Moda a Roma e successivamente si trasferisce a Milano dove apre uno Show room, anche se continuerà a seguire personalmente l’atelier catanese fondato nel 1958 dai suoi genitori. Nel 1993 sfila per la prima volta con una collezione di Alta Moda nel calendario ufficiale della C. N. M. I. a Roma e viene acclamata come rivelazione dell’anno.

Nel 2000 inizia la sua collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, mentre nel 2005 firma “gli inserti di danza” del concerto di capodanno diretto dal Maestro Georges Pretrè ed inoltre realizza centocinquanta costumi per il Faust diretti dal regista Micha Van Hoecke. Tra i tanti premi e le tante onorificenze ricevute è da ricordare il premio insignito, nel 2007, dalla Regione Sicilia nel corso della 9^ edizione della Kore – Oscar della moda. Realizza nel 2009 i costumi per il video, “Non molto lontano da qui” , della regina del Rock siciliano, Carmen Consoli. Da sempre attiva nel campo culturale; infatti tante sono le manifestazioni culturali targate Marella Ferrera, tra tutte ci piace ricordare l’evento “Civita in Fiore” , la prima mostra-mercato del floreale dove ben tredici eccellenze siciliane allestiscono un singolare giardino. Presenta a Roma la collezione d’Alta Moda per l’estate 2010 “ Dee”, dedicata alla recente esperienza degli Acroliti di Morgantina ovvero un particolare viaggio verticale fino al ventre di Madre Terra.

In ogni lavoro, in ogni singolo successo e singola idea della vulcanica Marella è presente la voglia di far emergere il meglio della nostra Terra e di ridare attraverso ogni singolo gesto, ogni più piccolo particolare l’importanza dovuta e meritata alle origini e alla cultura siciliana nel mondo. Il più grande gesto d’amore che un figlio possa fare alla propria madre terra.

In questo clima quasi magico tra pizzi e tessuti che non fanno altro che decantare la passione,l’amore per il proprio mondo e la grande voglia di fare poniamo la nostra prima domanda:

Lei è figlia d’arte, nel ’58 i suoi genitori fondarono a Catania un Atelier che poi ha seguito personalmente nonostante il grande successo acquisito durante gli anni. Com’ è nata la voglia e la volontà di continuare il sogno e il lavoro dei suoi genitori?
“Sono nata tra le pezze“... il mio dna è stato modificato dalla nascita! Padre e Madre, sarto da uomo l‘uno e da donna l‘altra, sono stati i miei primi Maestri. Il percorso della mia vita si è arricchito ogni giorno di incontri che mi hanno indotto a percorrere questa strada e come Arianna ho seguito un filo, un filo lunghissimo... nel labirinto della vita.

Marella Ferrera è il simbolo del Made in Sicily. Ogni suo lavoro, ogni sua creazione è intrisa dei colori, dei sapori e degli umori della nostra terra. Questa scelta quanto ha influito nella realizzazione dei suoi progetti lavorativi e artistici?
Il dono più bello è essere nata in quest’ Isola del Mediterraneo, tanto desiderosa di riscatto ma puntualmente ferita ed offesa …
La mia visione di questa terra è “nuda” e ciò mi ha permesso di coglierne l’essenza, la sua straordinaria energia, la sua storia fatta di pietre e di parole, le sue stratificazioni, la sua cultura, le sue radici … terra d’incontro, Isola d’approdo e di partenza.
Temi importanti che continuano ancora oggi e, sono certa, continueranno sempre a nutrire le mie Collezioni.

La manifestazione culturale che le ha dato più soddisfazioni sia umane che lavorative qual è stata? È da ricordare la manifestazione “ Civita in fiore ” giunta alla 4° edizione, con la presenza di migliaia di visitatori ogni volta.
Gli eventi e le iniziative non mancano e „Civita in Fiore“ sicuramente ne è stato un esempio. La Civita, il luogo che maggiormente rappresenta il rinascere e il fiorire della città di Catania e luogo in cui ha sede il Museum&Fashion, ha ospitato le prime due edizioni della Mostra-Mercato del floreale e piante insolite proprio in Piazza Duca di Genova; la terza edizione si è svolta al Giardino Bellini in occasione della sua riapertura e la quarta nell‘incantevole location del cortile Platamone, nell‘ex Convento S. Placido, oggi Palazzo della Cultura, ancora nel cuore di Catania. Aromi, sapori e colori sono stati i veri protagonisti della Mostra.
Ogni mio progetto si prefigge di lasciare un segno importante. Anche il restauro e la conseguente riapertura del sito settecentesco che ospitò fino al 1934 il Museo Biscari e poi negli anni successivi divenne scuola ed uffici comunali, nasce dalla volontà di spalancare le porte di uno spazio di cui la Città era stata privata. Non dimentichiamo la Mostra su Amedeo Modigliani a Castello Ursino o “la vestizione” di Demetra e Kore, due Dee del V secolo a.C., l’esperienza più straordinaria, il dono più bello che questa Terra ferita mi ha fatto di sé.
Un’installazione al Museo Archeologico di Aidone ( Enna ) che mi ha permesso di dare un’anima e un corpo ai due Acroliti di Morgantina, due “pezzi archeologici” tornati in Sicilia dal Paul Getty Museum di Malibù dopo che clandestinamente erano finiti sul mercato antiquario straniero, comprati da vari collezionisti privati l'ultimo dei quali il belgaamericano Maurice Tempelsman, noto fra l’altro per essere stato compagno di Jacqueline Kennedy Onassis.
Una “colata” di materia ed una fusione con la pietra che ha restituito loro, con infinito rispetto, grande dignità.

Com’è nata l’idea di dedicare la collezione d’alta moda per l’estate 2009 “Sogni di Bambina ” dedicata ai ricordi d’infanzia ed ai cinquant’anni di Barbie?
A cinque anni cucivo vestiti per le bambole sognando di fare grandi cose nel mondo della moda. E ora che ci sono riuscita continuo a mio modo a giocare con le bambole. Senza dimenticare quell’atmosfera di sogno che mi riempiva le giornate … quando tutto prendeva vita in pochi centimetri di pezze … e la Donna a cui mi ispiro sa vivere pienamente, superando ogni giorno le difficoltà aggrappandosi ai sogni, a quell’essere bambina che la porta a guardare il mondo come se fosse ancora da esplorare. Quella donna col cuore di madre e con l’energia di un fiume in piena: “Fimmina”.

Lei ha arricchito ancora di più Catania con la decisione di rimanere qui e di svolgere il suo lavoro ad alti livelli e non nelle grandi metropoli come Milano o Roma. Una scelta sicuramente ardua ma felice. L’idea di creare la sua Maison di moda all’interno del cuore di Catania creando un Atelier-Museo com’è nata?
Ho sempre creduto nel potenziale di questa terra e qui ho voluto alimentare anima e cuore. Catania, la mia città: un diamante nascosto nel carbone o meglio, tra massi di pietra lavica … come tante realtà di quest’Isola che attende solo di essere “amata”. Ho “adottato” gli antichi spazi del Museo Biscari per renderli visibili a tutti, ridando loro respiro. Il mio intento primario è stato quello di far rivivere con fedeltà ed empatia gli spazi originari ma senza aggredirli o snaturarli. L’MF Museum&Fashion è un luogo che parla di tradizione e innovazione … un mancato ufficio postale, poiché questa doveva essere la sua sventurata sorte, prima del mio arrivo. Il Principe Ignazio Paternò Castello, V Principe di Biscari “scrisse” un racconto fatto di viaggi e dedizione, intriso d’amore per l’Arte… un racconto che meritava di essere “letto”, tramandato… rivissuto.

A dicembre 2003 veste il moscato di Siracusa, disegnandone l’etichetta, prodotto dall’azienda del barone Nino Pupillo, nasce così il “Solacium” di Marella Ferrera. Cosa le ha lasciato quest’esperienza?
Vestire una bottiglia di vino è un particolare modo di interpretare la silhouette. Progettare un’ etichetta appropriata prevede un lavoro di progettazione in scala che paragonerei alla ricerca del dettaglio che connota un abito. Dal Solacium alle etichette per i vini per “Morgantina” dedicati al rientro della Venere o Dea di Morgantina, come adesso viene definita, c’è parte di me, del mio creare e pensare. E con la stessa cura con cui trasformo la materia o disegno un bozzetto, così “vesto” una donna di vetro.

Cosa consiglia a tutti quei giovani che vogliono intraprendere la carriera dello stilista? Pregi e difetti del suo mestiere.
Conosco bene le difficoltà che si devono superare per entrare a far parte di questo meraviglioso, seppur a volte crudele, mondo.
Soprattutto in tempi di crisi, il sogno, insieme alla cultura è l’arma migliore per riaccendere l'ottimismo e la speranza. Cambiate idea finchè potete!!! ovviamente scherzo ... Il segreto è ascoltare se stessi e seguire il proprio intuito …

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