(Flickr)

Moda, è esplosa la swap mania

Da qualche mese a questa parte a Londra si è diffuso un nuovo fenomeno: lo swapping.

Il termine, nato nell’ambito della finanza, dove per swapping si intende uno scambio di flussi di cassa tra due controparti, è stato riadattato al mondo della moda dove “to swap” significa barattare.

E in effetti, proprio di baratto si tratta, ma questa volta ad essere scambiati sono abiti, accessori, scarpe, borse e chi più ne ha più ne metta.

Il baratto, usanza vecchia quanto il mondo, ha subito un vero e proprio restyling proponendosi oggi come la moda del momento.

Sull’onda di questa nuova tendenza, anche l’Italia si è lasciata contagiare: Milano, Bologna, Roma sono le città più colpite dal fenomeno swapping.

In particolare è Milano ad essere la capitale dello swapping, con il primo Atelier del Ricliclo e un calendario ricco di eventi tra cui lo Swap Urban Party, una manifestazione che nei mesi scorsi ha riscosso un grande successo e che di sicuro verrà ripetuta.

Ma cerchiamo di capirne di più: come funziona lo swapping?


La moda del baratto, perché di questo si tratta, nasce una decina d’anni fa negli States sotto forma di swap party: a casa tra amiche ci si riunisce e ci si scambia abiti e accessori sorseggiando il the e scambiando quattro chiacchere.

Oggi lo swapping si è evoluto ed è diventato un fenomeno di ampia portata: si parla di swap shop swap boutique.


Questi particolarissimi negozi funzionano come dei veri e propri club. Per entrare a farne parte è necessario versare una quota d’iscrizione che varia dai 10 ai 20 euro, tale quota comprende un drink e ovviamente la possibilità di partecipare agli eventi swap portando i propri capi d’abbigliamento da scambiare con quelli degli altri partecipanti.

Ogni capo d’abbigliamento, accessorio o oggetto, prima di essere scambiato, viene sottoposto ad un’ accurata valutazione da parte del personale dello swap shop o da parte di una giuria scelta se si tratta di un evento.

Affinchè un capo passi la selezione, è necessario che esso sia in buone condizioni. Banditi quindi i vestiti sdruciti e malconci, per loro non c’è posto nel mondo glamour dello swap, devono necessariamente essere cestinati.

Dopo la selezione, ad ogni articolo viene assegnata una votazione che va da una a cinque stelle e ogni associato ha diritto a dei “buoni scambio”.

Ad esempio, se ho portato una borsa che è stata valutata tre stelle, ho diritto ad un buono di altrettante stelle che mi permetterà di barattare la mia borsa con un altro articolo da tre stelle.

Superata questa fase iniziale inizia il divertimento. Si parte a caccia di affari! Ad uno swap party è possibile trovare accessori e capi d’abbigliamento unici.

Siete dalle fanatiche del vintage? Quale occasione migliore se non un swap party per impossessarvi di pezzi originali e alla moda? Minigonne anni ’60, francesine anni ’30, giubbotti di pelle anni ’80 riempiono gli stands e non aspettano altro che essere “swappati”.

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