(Flickr.cmo)

Vino e Web, internet non fa breccia nelle cantine italiane

Internet non fa breccia nel cuore delle cantine italiane, che continuano a guardare la rete con distacco, senza capirne a pieno il valore e le potenzialità commerciali, di comunicazione e visibilità: ecco la tendenza che emerge dalla classifica “Cantine in Web”, edizione n. 9, frutto di un monitoraggio, l’unico del genere nel nostro Paese, che www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, svolge ogni anno analizzando oltre 2.350 siti per misurare lo stato dell’arte delle aziende vinicole italiane.

A guidare la graduatoria si conferma la griffe veneta Santa Margherita (www.santamargherita.com), seguita dalla “solita” pattuglia di cantine siciliane - in generale la Sicilia è la regione più avanzata per i siti web delle aziende vinicole - con Planeta ((www.planeta.it) al secondo posto, seguita, ex-aequo, da Donnafugata ((www.donnafugata.it) e Tasca d’Almerita ((www.Tascadalmerita.it).

Ai piedi del podio, il trio Duca di Salaparuta-Vini Corvo-Cantine Florio (www.duca.it, www.vinicorvo.it, www.cantineflorio.it, le tre cantine di proprietà della Illva di Saronno).

Quinto posto per il sito di Caprai (www.arnaldocaprai.it); alla posizione n. 6 Josko Gravner (www.gravner.it), seguito dalla prima new entry nella parte alta della classifica, al n. 7, Fratelli Muratori (www.arcipelagomuratori.it).

Feudi di San Gregorio (www.feudi.it) sale alla posizione n. 8, seguita da Poggio Argentiera (www.poggioargentiera.com) al n. 9, e Ferrari (www.cantineferrari.it) decima.

La “Top 12” si chiude con Cavit (www.cavit.it) e Berlucchi (www.berlucchi.it), alle posizioni n. 11 e 12.

Dopo qualche piccolo, ma significativo passo in avanti registrato nel 2007, il 2009 ha confermato, salvo rare e lungimiranti eccezioni, la frenata degli investimenti delle cantine italiane sulla rete, già manifestata nel 2008.

Una situazione che, va detto, riflette nel vino - uno dei primi ambasciatori dell’italian style nel mondo - quella del Paese Italia, dove nonostante il boom dei telefonini (ormai più di uno a persona), Internet non viene considerato, in generale, per le potenzialità che rappresenta: basti pensare al blocco parziale del Parlamento del piano per diffondere la banda larga in tutto il territorio nazionale. “Basandomi sulle mie numerose esperienze professionali all’estero, confermo che in Italia - spiega Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab (www.futureconceptlab.com), istituto di ricerca e consulenza strategica tra i più avanzati a livello internazionale nelle ricerche di marketing e nell’elaborazione e previsione di tendenze di consumo - non abbiamo ancora compreso il ruolo decisivo che Internet svolge e soprattutto svolgerà nei prossimi anni. In futuro farà parte in toto della vita di ognuno di noi, in particolare delle nuove generazioni”.

Ma, intanto, la stragrande maggioranza delle cantine considera ancora la rete come strumento accessorio, poco utile alla promozione del proprio marchio e dei propri prodotti, alla commercializzazione, alla comunicazione delle proprie iniziative e filosofia.

In piena controtendenza, peraltro, al sentiment di consumatori e internauti di tutto il mondo, che, secondo un’indagine Ac-Nielsen, nel 70% dei casi si fidano delle informazioni e delle pubblicità pescate dalla rete. Eppure Internet è uno strumento utilizzato da 1,7 miliardi di persone in tutto il mondo, con la Cina, uno dei mercati più importanti per il futuro del vino, al primo posto per numero di utenti (360 milioni, dati InternetWorldStats); è un medium che in alcuni importanti Paesi e mercati, come la Gran Bretagna, si avvicina sempre più ai livelli di penetrazione della televisione tra la popolazione (il piccolo schermo è guardato dal 95% degli inglesi, la rete dal 65%), e permette di avere una visibilità potenzialmente infinita a costi nettamente più contenuti dei media tradizionali. E nel 2009, secondo dati Nielsen, Internet è l’unico mezzo di comunicazione che, in generale, ha visto crescere gli investimenti pubblicitari complessivi (+4,7% sul 2008), contro un calo globale del -15,6%.

Poche, dunque, le novità di “Cantine in Web” 2010: tra gli aspetti più interessanti, soprattutto nella parte alta della graduatoria, l’utilizzo concreto e intenso dei blog, che non guardano solo alla vita dell’azienda ma anche a quello che gli accade intorno, e la comparsa delle prime forme di interazione con i social network come Facebook e Twitter.

Varietà dei contenuti, attenzione alla grafica, interazione con i social network, apertura al web 2.0, uno sguardo che va oltre i confini dell’azienda e coinvolge il territorio, rilievo alle informazioni sui prodotti ma anche all’aspetto ludico e divertente del vino, e-commerce: ecco le caratteristiche dei migliori siti delle cantine italiane, che rimangono però una goccia nel mare magnum di un settore che, troppo spesso, è ancorato alla vecchia concezione del sito-vetrina

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