(flickr)

A Tunisi una radio parla italiano e ringrazia la Sicilia

E' la storia di una ''amicizia secolare'' tra due popoli quella che trasmette per un'ora al giorno, in lingua italiana, Radio Tunisia Canale Internazionale (RTCI). Una storia raccontata con l'attualità, la cultura, la musica, e che in questi giorni è arrivata al capitolo amaro della migrazione clandestina verso le coste di Lampedusa. "E' un tema di cui ovviamente ci stiamo occupando", dice ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL la conduttrice del programma in italiano, Saloua Sejir.

"Gran parte dell'opinione pubblica è grata alla Sicilia per la sua ospitalità - spiega - Ma a un paese amico come l'Italia chiediamo più apertura in materia di visti".

"Il fenomeno dell'immigrazione fa parte di ogni rivoluzione ed è quindi un effetto inevitabile anche della nostra rivoluzione contro Ben Ali - argomenta la giornalista. Tra i tanti immigrati che arrivano sulle vostre coste ci sono migranti economici, in cerca di una vita migliore, ma anche molta gente che era vicina all'ex regime e che ora si sente in pericolo e cerca asilo in Italia".

Le immagini dei continui sbarchi di questi giorni sulle coste siciliane sono arrivate anche in Tunisia e hanno diviso l'opinione pubblica, "come accade quando c'è democrazia" dice con orgoglio la Sejir.

"La maggior parte ritiene che gli italiani, e i siciliani in particolare, siano stati generosi, come lo siamo noi con i libici in fuga da Gheddafi - spiega - I problemi di accoglienza ci sono, ma è inevitabile quando ad arrivare sono migliaia di persone e la situazione si fa insostenibile"

Saloua Sejir ha poi criticato duramente la politica che la Francia sta attuando rispetto agli immigrati che arrivano in Europa dalla Tunisia: è "una forma di estremismo inaccettabile".

"Il più grande disappunto dei tunisini rispetto alla vicenda dei barconi che arrivano sulle coste di Lampedusa non riguarda l'Italia, ma la Francia".

Nei giorni scorsi, hanno fatto molto discutere le immagini dei controlli attuati dalla polizia d'oltralpe lungo il confine tra Francia e Italia, per impedire che i tunisini e gli altri immigrati nordafricani sbarcati nel nostro paese attraversino la frontiera.

"Non mandiamo proprio giù le immagini dei poliziotti francesi che controllano le frontiere con i cani per impedire agli immigrati di entrare - dice la giornalista - questo estremismo è inaccettabile''. La Francia, ricorda, è un paese con cui la Tunisia ''sente un legame particolare, per ragioni storiche, culturali e linguistiche".

Per questo la politica francese ha suscitato la disapprovazione dell'opinione pubblica tunisina. "Non possiamo certo dimenticare che da quella parte del confine c'è una Le Pen - dice riferendosi a Marine Le Pen, leader dell'estrema destra francese, in precedenza guidata dal padre Jean-Marie - Le sue idee in materia di immigrazioni sono inaccettabili'' conclude. (Adnkronos/Aki)

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