(Flickr.com)

Biocombustibili senza segreti

Parte il progetto europeo BIOPATH coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento.

Sviluppare un sistema di tracciabilità delle biomasse e dei biocombustibili solidi, dall’origine fino alla distribuzione, per dare al consumatore preziose informazioni sul loro valore ambientale, economico ed energetico. Questo l’obiettivo del progetto scientifico europeo BIOPATH, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, che partirà ufficialmente il prossimo 16 febbraio e che si concluderà nel 2012.

Come già avviene per alcuni generi alimentari, anche per questo tipo di combustibili - come ad esempio la legna comprata per la stufa di casa, il pellet o il cippato - sarà possibile risalire al luogo di provenienza, conoscere il percorso seguito e i trattamenti subiti fino al momento dell’acquisto e sapere quanta energia sono in grado di fornire.

"In un mercato sempre più complesso come quello delle biomasse", spiega Luigi Crema, ricercatore dell’Unità REET (Renewable Energies and Environmental Technologies) della FBK e coordinatore del progetto, "risulta molto importante poter dare un diverso valore ai materiali, a seconda degli effettivi parametri di qualità, della sostenibilità ambientale nei metodi di produzione, del potenziale energetico e della possibile presenza di inquinanti. Con BIOPATH metteremo a punto un sistema per valutare tutto il ciclo di vita dei biocombustibili stabilendo quali controlli effettuare nelle varie fasi di lavorazione, anche per evitare possibili contraffazioni. Su questi aspetti collaboreremo anche con la Commissione europea per la futura normativa sui biocombustibili".

"Il progetto BIOPATH", dichiara Alessandro Bozzoli, responsabile dell’Unità di ricerca REET, "a cui parteciperanno anche centri di ricerca di Grecia e Spagna, si inserisce all’interno del più ampio programma scientifico europeo BIO-EN-AREA che verrà inaugurato dal 16 al 18 febbraio a Burgos, in Spagna, e che fa parte del programma di cooperazione regionale europeo INTERREG IVc, nel quale la Provincia autonoma di Trento e l’Agenzia provinciale per l’Energia hanno un ruolo di primo piano".

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