Google non è responsabile dei contenuti web di terzi

La Sezione proprietà industriale del Tribunale di Firenze, con un’ordinanza depositata lo scorso 25 maggio, fa chiarezza in merito alla responsabilità dei “motori di ricerca” del web. Secondo il Tribunale, infatti, siti e provider come Google non sono responsabili dei contenuti “veicolati” da terzi.

La vicenda vedeva coinvolto un imprenditore che, navigando su internet, si era imbattuto in un sito
nel quale, a suo dire, erano pubblicate alcune immagini che lo ritraevano, pur in assenza di una preventiva autorizzazione, nonché
comparivano affermazioni dal contenuto diffamatorio nei confronti della sua società.

Il sito in questione era anonimo, e senza alcun recapito per contattare il webmaster o il gestore del sito. L’imprenditore aveva deciso, dunque, di rivolgersi direttamente alla Google Inc., cioé alla sede centrale americana, chiedendo l'interdizione del collegamento dal motore di ricerca al sito oggetto della controversia.

Google, però, si era opposta e si era, così, arrivati alla pronuncia giudiziale. Secondo il Tribunale di Firenze, però, le richieste formulate dall'imprenditore sono infondate dal momento che le fotografie "incriminate" lo ritraevano in contesti pubblici, aggiungendo che non vi era prova della conoscenza della illiceità del comportamento veicolato da parte del motore di ricerca dal momento che "al fine di valutare se un ISP abbia effettiva conoscenza, è necessario che un organo competente abbia dichiarato che i dati sono illeciti, oppure abbia ordinato la rimozione o la disabilitazione dell’accesso agli stessi, ovvero che sia stata dichiarata l’esistenza di un danno e che l’ISP stesso sia a conoscenza di una tale decisione dell’autorità competente

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