Ipad, scommessa vinta

L'Ipad è arrivato. Dopo quasi 3 mesi d'attesa è arrivato anche in Italia il nuovo oggetto culto della Apple che nei primi 60 giorni di vita ha registrato vendite per due milioni di vendite.

Non è un pc, non è un netbook, non è un telefono, ma allora cos'è quest'Ipad?! E' di sicuro un'ulteriore scommessa vinta dalla casa di Cupertino che ancora una volta, checchè ne dicano i detrattori della mela (pochi, pochissimi ormai...), ha colpito nel segno, ha lanciato un'idea rivoluzionaria.

L'hanno chiamata la "la terza via della tecnologia", un tablet che permette una navigazione in internet rapida e veloce, con un design accattivante (guarda che novità) e con un'attesa che ha superato di gran lunga quella per l'altro must della Apple, l'Iphone. Chi ne vuole parlare male prova a trovare difetti che, come in tutte gli oggetti rivoluzionari esistono, ma che sono nulla in confronto agli aspetti innovativi dello stesso: da quando è stato presentato, l'Ipad, ha cambiato le regole dell'editoria; nel nostro futuro i quotidiani si leggeranno su simili tablet, ovviamente copiati da tutte le altre case, i libri si leggeranno su uno schermo e si volterà pagina con una semplice pressione sullo stesso. Piaccia o non piaccia questo è il futuro, questa è l'evoluzione tecnologica.

Aldilà dell'effettiva utilità dell'Ipad, non si può non ammirare, l'operazione di marketing fatta da Steve Jobs e soci: anche in questo campo, infatti, la Apple ha rivoluzionato le regole del gioco, con presentazioni spettacolari, con rumors che alle volte sono sfociate in uno dei più classici esempi di viral marketing, come nell'occasione della presunta copia dell'Iphone 4g prima rubata e poi ritrovata, ma nel frattempo pubblicata su internet. Questa è rivoluzione: non soltanto tecnologica, ma aziendale, nell'attesa che l'Ipad cambi definitivamente le nostre abitudini. Che lo si voglia o no.

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