Palermo, 4 aprile 2008 – “L’innovazione è l’unico vero strumento per essere competitivi. Lo dimostra il caso della St di Catania, che con 4.750 dipendenti è la più grande industria al di sotto del Po”. Lo sostiene Pasquale Pistorio, vicepresidente di Confindustria per l’innovazione, oggi a Palermo in Confindustria Sicilia per la presentazione dei risultati del “Check up” dell’innovazione via web effettuato da 200 imprese siciliane di Confindustria con Sistemi formativi Confindustria, Ibm e Sda Bocconi.
Il campione, ampiamente rappresentativo del sistema produttivo dell’Isola, ha mostrato risultati sorprendenti.
“Le imprese siciliane – ha spiegato Francesco Angeleri, Vice president General Business Ibm Italia – puntano sull’innovazione molto di più rispetto alle altre aree del Sud. Sono anche le più dotate di idee, hanno una forte capacità di realizzare il bisogno di innovazione, ma hanno difficoltà a tradurre il tutto in applicazioni ai processi produttivi. Per questo lo strumento del Check Up on line, che consente di individuare il fabbisogno, di mettere a punto le innovazioni e di avviare con il nostro sistema un continuo processo di collaborazione, ha permesso a numerose imprese di compiere significativi passi in avanti. Infatti – ha aggiunto Angeleri – nell’Isola il Check Up ha consentito anche di cambiare le persone, i titolari, i manager e i funzionari, nei loro ruoli e nei metodi. Ma il rapporto continua: fra un anno il mondo sarà cambiato e ci sarà di nuovo bisogno di innovazione per restare competitivi”.
Finora in Italia sono state 1.500 le aziende di Confindustria che hanno utilizzato il Check Up per accrescere la propria capacità innovativa. Lo strumento resta aperto. Basta andare sul sito www.confindustria.it e cliccare sul link “ixi”, che sta per “Innovazione per l’Impresa”. Il questionario consente di sezionare il business e di analizzare il livello di innovazione dell’azienda e il ritardo rispetto alla concorrenza in quel settore.
“In Sicilia – ha commentato Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – mancava uno strumento che ci desse la misura del fenomeno. Oggi siamo in grado di capire esattamente cosa c’è da fare. Delle 200 aziende che hanno effettuato il Check Up, il 42% supera i 10 milioni di euro di fatturato annuo, e il 44% ha più di 50 dipendenti. Segno che assieme al grado di propensione all’innovazione sta crescendo la dimensione media delle nostre aziende. La collaborazione con l’Ibm – ha sottolineato Lo Bello - è radicata in Sicilia e il Check Up è solo un primo passo che ci ha dato risultati incoraggianti. Grazie al progetto di Confindustria, all’impegno di Pistorio e di Gianfelice Rocca, vicepresidente per l’Education, per le imprese siciliane l’innovazione è diventata un tema centrale con il quale ci confrontiamo quotidianamente”.
Pasquale Pistorio ha elencato le priorità per lo sviluppo della Sicilia: “C’è bisogno di diffondere ancora di più la cultura dell’innovazione – ha detto Pistorio – e vi sono tre elementi ‘inibitori dello sviluppo’ su cui lo Stato deve intervenire. La criminalità e la tassa occulta per le imprese: innovazione culturale è anche dire no alla mafia, come hanno fatto Ivan Lo Bello e Confindustria Sicilia. Le infrastrutture: bisogna completare la rete autostradale e ferroviaria, il Ponte è importante ma non è una priorità, è come acquistare una bottiglia di champagne quando non ci si può permettere il pane e la pasta. Infine, la burocrazia, che al Sud e in Sicilia è ancora di più antagonista del cittadino e dell’impresa. Uno studio di Confindustria calcola che ogni anno la burocrazia rappresenta per le imprese un sovracosto di 14 miliardi di euro, quanto un’intera Finanziaria”.
Mentre, per Pistorio, tre sono i “fattori abilitanti” dello sviluppo siciliano: la fiscalità di vantaggio (“il credito d’imposta è stata la migliore azione per le imprese nella storia della Repubblica Italiana”); la riduzione automatica del costo del lavoro; il libero mercato.
