Rischi alimentari, nuovi media strumento per la comunicazione al consumatore

FoodRisC, un progetto di ricerca finanziato dal 7°PQ che intende produrre strumenti concreti per migliorare la comunicazione in materia di rischi e benefici alimentari, lancia il suo nuovo sito web (www.foodrisc.org). Il progetto metterà a confronto l'uso dei media tradizionali e dei social media per la divulgazione di notizie e informazioni all'interno dell'UE. Inoltre valuterà l'uso che il pubblico fa dei social media e dei social network, studiando anche il modo in cui utilizza i siti web per cercare consulenza e orientamento. Con l'avanzare del progetto, le scoperte e i risultati saranno resi disponibili su www.foodrisc.org.

In molti paesi d'Europa l'uso dei social media è aumentato del 50% nell'ultimo anno. Solo Facebook conta oltre 570 milioni di utenti iscritti in tutto il mondo. Se si aggiungono gli utenti degli altri social media, nel complesso la cifra supera 1 miliardo e 25 milioni di utenti. Negli Stati Uniti molte agenzie e gruppi attivi nell'ambito del pronto intervento e della gestione delle crisi stanno usando in modo attivo questi nuovi canali di comunicazione. Per esempio i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC, Centres for Disease Control and Prevention) hanno integrato ufficialmente i social media nelle loro recenti strategie di comunicazione e di scambio di informazioni sull'N1H1. Hanno scoperto che le adesioni alla pagina di Twitter dei CDC sono numerose quanto le iscrizioni ai servizi di posta elettronica. L'Europa, in realtà, ha superato gli Stati Uniti nell'uso individuale dei social media. Per esempio, in Italia quasi l'80% degli utenti della rete legge un blog, rispetto al 60% degli utenti statunitensi.

I social media rappresentano uno strumento di comunicazione bilaterale, nel cui ambito il pubblico è diventato molto più di un semplice fruitore passivo di informazioni. L'interazione online può spingersi più lontano e diffondersi più velocemente di quanto non avvenga con i mezzi di comunicazione convenzionali. Un esempio è dato dalla notizia del terremoto cinese del 2008, che è stata diffusa nel mondo dai social media prima ancora che lo facessero il governo cinese o le tradizionali società di informazione globali.

Alcune delle più recenti paure legate agli alimenti, come la BSE (Encefalopatia spongiforme bovina), la contaminazione da diossina in Belgio e in Irlanda e il caso del latte contaminato con melanina in Cina, hanno minato la fiducia dei consumatori in ambito alimentare. Dal momento che l'industria alimentare oggi rappresenta un settore di produzione e distribuzione globale, è necessario conoscere e usare tutti i possibili canali di comunicazione pubblica. Una più efficiente divulgazione di informazioni e consigli pratici può ridurre l'incidenza delle malattie associate all'alimentazione, diminuire le perdite economiche legate alle paure alimentari e aumentare la fiducia dei consumatori nella qualità degli alimenti. Obiettivo del progetto FoodRisC è creare uno strumento di comunicazione tramite i social media e raccomandazioni di "buone prassi", per aiutare le organizzazioni in tutta l'UE a migliorare i propri servizi di comunicazione, informazione ed educazione ai cittadini.

Il sito del progetto FoodRisC è www.foodrisc.org.

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