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Social network, il tête-à-tête ci fa più felici di Facebook

L'abitudine di incontrare gli amici in rete è ormai divenuta un rito da desk. In qualsiasi luogo ci troviamo, che sia al lavoro, incolonnati in auto, in fila alla posta o dal meccanico, basta trovare un sistema wireless, in mancanza di quello wired, e il gioco è fatto.

Ma le aspettative incosce di sentimenti trepidanti che si provano nell'atto di scrivere login e password sono solo passeggere, e vengono spesso deluse.

Non appena dentro la "piazza" del social media, l'incontro con amici, fidanzati o amanti ci appare in tutta la sua realtà, mediato. Non è una sensazione poi, che la comunicazione si snodi in tutta la sua virtuale alogicità e che la conversazione in chat ci conduca a provare uno stato di insoddisfazione.

"La frustrazione da social network" diventerà la malattia del nostro secolo, una sorta di alienazione che si traduce in uno sdoppiamento del soggetto, tra reale e virtuale, tra persona e utente. Confusione emotiva nelle "crossing life" di ciascuno: si farà l'amore presumibilmente in modalità utente e il "Like This", il pollice su, si sostituirà alla più classica delle sigarette.

E' la radicalizzazione, attraverso nuovi strumenti, di quella mass culture, in cui inevitabilmente il concetto di persona dotata di coscienza e identità si sgretolerà fino a (con)fondersi in ciò che originariamente era: prósōpon, la maschera, la parte dell'attore: un'ibridazione incrociata, nel gioco delle parti, da reality virtuale, tra persona/ruolo/utente. Poi ci penserà qualche rivista specializzata a calcolare il nostro quoziente di felicità.

Per il momento è toccato a l'"Happiness Barometer" l'indicatore di felicità, applicato in 16 Paesi del mondo che si basa sul "Coca-Cola Happiness Index" e monitora tra le 500 e le 1.000 persone per Paese, a scoprire quella verità insita in ognuno di noi: "Nulla ci rende più felici che incontrare familiari e persone che amiamo, socializzare di persona faccia a faccia conta più che raggiungere le persone online attraverso i social media".

I numeri parlano chiaro: circa i due quinti, ben il 40% degli interpellati, dicono che il momento più felice della giornata è incontrare le persone che amano, dopo il lavoro. Più del 20% ritiene il massimo cenare con i propri familiari. Di contro, solo il 5% dice di essere più felice quando si collega ad amici online, mentre il 2% afferma che a farlo felice è il primo messaggino della giornata. Familiari e compagni sono la principale fonte di felicità per circa l'80% degli interpellati.

I Paesi monitorati sono Francia, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Bulgaria, Romania, Turchia, Russia, Sudafrica, Cina, Filippine, Argentina, Brasile, Messico e Stati Uniti, una gran bella fetta di umanità che grida: "Siamo fatti di carne e sangue". Messaggini, email, mouse, link, post, status sono strumenti di comunicazione e non danno la felicità, al massimo usiamoli per accettar un invito a far quattro chiacchiere di fronte a un piatto di ricci di mare, sorseggiando magari un buon vino.





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