Tecnologia, Apple lavora su 3D senza occhialini

Three-dimensional display system: questo il nome del brevetto assegnato in questi giorni a Steve Jobs e compagnia dallo United States Patent and Trademark Office, in seguito a una richiesta depositata nel 2006. Apple punta a realizzare uno schermo 3D a tecnologia autostereoscopica. Niente a che vedere, però, con quanto proposto da Nintendo con la console portatile 3DS e con i TV glasses-less presentati da Toshiba al CEATEC 2010.

Lo schermo 3D che si propongono di sviluppare a Cupertino dovrà superare gli attuali limiti della tecnologia autostereoscopica. Si pensi, per esempio, che per godere appieno della terza dimensione proposta dai TV Regza di Toshiba, l’utente deve posizionarsi a 65 cm di distanza dallo schermo del modello da 12 pollici e a 90 centimetri da quello del televisore da 20 pollici.

E non basta, perché si devono evitare movimenti bruschi con la testa e l’angolo di visualizzazione non deve essere superiore ai 40 gradi. Apple, invece, vuole fornire un’esperienza tridimensionale altamente efficace ed efficiente. Gli utenti finali dovranno beneficiare di un sistema pratico, semplice ed economico. E goderne nella più completa e assoluta libertà di movimento.

Per arrivare a questo, però, la strada è tutt’altro che semplice, perché il progetto elaborato da Apple è assai complesso, evidenzia Rik Myslewski su The Register. Solo per citare alcuni elementi, si parla di un pannello riflettente a trama ondulata, di un sistema di tracciamento in grado di seguire istante per istante i movimenti degli occhi di ogni spettatore, di un proiettore che trasmette i pixel su determinati punti del pannello a trama ondulata.

Myslewski non esita a chiamare in causa la stregoneria, per indicare quanto sia difficile mettere in pratica le idee illustrate nel brevetto. Chissà...

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