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Temporany shop, il nuovo modo di fare acquisti

Vi è mai capitato di non trovare più un negozio dove vi eravate recati il giorno prima? Avete assaporato la delusione di dover rinunciare ad un prodotto già adocchiato, e che vi eravate ripromessi di far vostro alla visita successiva?

Significa che in voi non ha fatto pienamente breccia la nuova filosofia di fare commercio, che si traduce nei “temporary shop”.

Si tratta di negozi temporanei, il cui ciclo di vita può durare da qualche giorno ad un paio di settimane al massimo.

Nati con lo scopo di sponsorizzare l‘uscita di un prodotto , il lancio di un servizio o la promozione di un evento imminente, sono il frutto di una tendenza “made in Britain”. In Italia i primi e fortunati esperimenti sono stati fatti da grandi case produttrici, come Barilla, Nivea, Fiat e Levis.

Adesso questa nuova strategia di marketing e comunicazione è sbarcata, seppur con paradigmi strutturalmente diversi, su internet. Monopolio indiscusso di E-bay, la famosa asta interattiva dovrà cominciare a guardarsi dal più recente allargamento delle frontiere di e-commerce.

COME FUNZIONA
L’indirizzo di riferimento in Italia è www. webtemporaryshop.com. Si tratta di un vero e proprio negozio virtuale temporaneo. Sul blog del sito viene presentato con 24 ore d’anticipo il prodotto di cui verrà lanciata la vendita l’indomani. L’utente ne ha ha a disposizione una precisa e ristretta gamma, in vendita fino ad un preciso giorno e ad prezzo stabilito. Selezionando l’oggetto in questione, si può prender nota delle sue caratteristiche tecniche e fisiche. Ma, cosa importante, in primo piano appaiono il numero di unità di prodotti rimasti a disposizione, ed un count-down numerico che scandisce i giorni o le ore oltre le quali il prodotto verrà ritirato definitivamente dallo “scaffale” virtuale e dunque non sarà più acquistabile.

REALE E VIRTUALE: VANTAGGI PER AZIENDE ED UTENTI
Diversamente dal temporary shop reale, che lancia un prodotto e punta maggiormente ad un ritorno economico proiettato ai punti vendita permanenti, senza l’acquisto imminente e dunque a lunga gittata, l’intuizione degli ideatori internauti corre lungo due binari paralleli. Da un lato gioca su un mercato immediato, una sorta di sindrome da last minute, una frenesia all’acquisto non sconosciuta a tanti, stimolata ancor di più dall’orologio indicante le ore che mancano perché l’offerta scada.

Dall’altra parte, sfruttando la logica del suo alter ego reale, il web temporary shop diventa per l’azienda un campo per testare i nuovi prodotti, prima di procedere alla distribuzione attraverso i canali di vendita tradizionali. Chi sa d’economia, riconosce nella logica dei negozi temporanei un perseguimento della teoria della “coda lunga”: il target non è solo uno, ma tanti pubblici di nicchia. I prodotti appartengono a segmenti di mercato di prestigio: televisori LCD, telefoni cellulari, fotocamere digitali. Ed i prezzi effettivamente si avvicinano molto alle cosiddette “offerte lancio”, incrementando l’appetibilità del prodotto. Al conto finale bisogna aggiungere dieci euro, da catalogare come spese di spedizione.

In barba a qualsivoglia forma di crisi economica, puntare ad stimolo-risposta pressoché istantaneo tra negoziante e compratore risulta spesso una marketing-strategy vincente. Quasi sempre infatti lo stesso prodotto, dotato delle medesime caratteristiche, si ritrova sui banconi di un centro commerciale ad un prezzo più elevato. Spazio dunque all’ultima trovata aziendale dell’e-commerce, a patto che il count-down non sia scaduto!

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