Web, Google premia i siti veloci

La notizia è di quelle che possono creare scompiglio tra i webmaster di tutto il mondo. Con un messaggio nel blog aziendale Google ha ufficializzato l'inserimento nei parametri di ranking la velocità di caricamento delle pagine web. Tradotto in parole povere più un sito sarà veloce, più scalerà le classifiche dei risultati di ricerca, e dunque attirerà più visitatori.

Tempi duri dunque per tutti i webmaster amatoriali, che magari con siti ospitati da server, verranno bollati come "tartarughe" da Big G. Ma il motore di ricerca più cliccato in tutto il mondo non sembra curarsene. "Noi siamo ossessionati dalla velocità - si legge sul loro sito - tanto nei nostri prodotti in quanto nel web. Coronando i nostri sforzi, da oggi includeremo un nuovo elemento nei nostri algoritmi: la velocità di ogni sito. La velocità riflette quanto velocemente un sito risponde alle richieste del web".

L'intento dichiarato è quello di stimolare la velocità di accesso alle informazioni presenti nella rete. "Velocizzare i siti è importante non tanto per i proprietari dei siti, ma per tutti gli utenti della Rete. Abbiamo calcolato nei nostri studi che quando un sito risponde lentamente alle richieste degli utenti, questi passano meno tempo su di esso.

Ma come fare per velocizzare il proprio sito ed evitare così di finire nella soffitta di Google (leggasi terza o quarta pagina dei risultati di ricerca)?

Fortunatamente vi sono degli appositi tool gratuiti che consentono di valutare la velocità di ciascun sito. Il più immediato è Page Speed, un add-on open source di Firefox/Firebug add-on che consente di valutare le performance delle pagine visitate e fornisce consigli su come apportare eventuali migliorie.

Ma a nostro giudizio il migliore strumento è quello messo a disposizione dalla stessa Google all'indirizzo www.google.com/webmasters che fornisce un'analisi assai completa sulle prestazioni dei siti.

L'inserimento del parametro della velocità sarà graduale, e inzialmente verrà applicato solo alle ricerche effettuate in lingua inglese su google.com. Ma dopo la prima fase sperimentale il sistema verrà applicato alle restanti ricerche.

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