Anonimato e Internet (Flickr.com)

Web-intercettazioni, tutti possono farle

E’ noto che internet ed i suoi strumenti di instant comunication siano conosciuti ed utilizzati da tutti. Ma per tecnologie tanto avanzate quanto d’uso quotidiano spesso non c’è, da parte dell’utente, una corrispondente conoscenza approfondita. Nascono così convinzioni, superficialmente dettate da ciò che ci facciamo imporre dall’opinione pubblica, tali da stabilire dentro di noi perenni inesattezze culturali.

Intercettare le comunicazioni telematiche, che siano esse la posta elettronica o il contenuto delle chat, non rientra soltanto nelle “onnipotenze” di una magistratura che le dispone per motivi giudiziari. Altrettanto sbagliata è la convinzione che per diventare perfetti spioni del web bisogna aver necessariamente acquisito il patentino di hacker o le virtù di “cyber-terroristi”.

OCCHIO ALLO SNIFFERING
Letteralmente significa “fiutare”. Sapevate dell’esistenza di software chiamati sniffer, in grado di leggere le vostre confidenze fatte ad un amico su MSN? Per nulla impossibile è anche sbirciare dentro la posta elettronica altrui.
Bisogna precisare che l’intercettazione passiva dei dati fluenti in una rete telematica non sempre corrisponde ad una violazione della privacy. Digitando “free sniffer” sul motore di ricerca, vi renderete conto di quanti software sia facile reperire sul web. Buona parte di essi nasce per analizzare il traffico di rete: risolvere problemi, fare debug, analisi statistiche e migliorare le reti. Dunque un lavoro tutt’altro che criminalizzabile.

E MAIL E CHAT: PRIVACY ADDIO?
Un’attività lecita che inizia a scricchiolare nel momento in cui scopriamo che i programmi di sniffer maggiormente scaricati sono quelli che permettono di intercettare le comunicazioni via MSN. E’ difficile scovare legittimità nell’acquisizione di dati simile, dove la natura delle conversazioni si identifica come materiale strettamente privato.

Ad essere a rischio sono anche le e-mail: con venti euro si possono acquistare applicativi in grado di “leggere” gli allegati che riceviamo sul nostro account di posta elettronica.

MSN: IL RISCHIO MANIPOLAZIONE
Dall’acquisizione passiva di dati altrui alla manipolazione di questi ultimi il passo non è proibitivo. E’ chiaro, per varcare tale soglia bisogna avere competenze non usuali in ambito cibernetico. E’ comunque concreto il rischio che a ficcare il naso nei nostri documenti o instant-messaging possano essere non necessariamente addetti alla tutela ed al miglioramento di Internetlandia. Che ci si voglia credere o meno, è tutt’altro che remota una realtà nella quale perfetti sconosciuti possano modificare a proprio piacimento il contenuto delle nostre “chattate”.

PROTEGGERE I PROPRI DATI
La considerazione, piuttosto spontanea, è che gioverebbe uno sforzo informativo da parte degli utenti comuni. La realtà è rappresentata da una scarsa cura dell’ambiente informatico, base della nostra vita digitale. L’utilizzo di internet e pc, oggi sedi delle nostre memorie e del nostro lavoro, non può sempre essere delegato ad esperti.

Non si tratta più di azioni preventive, bensì di cura all’interno di uno sconfinato contesto regolato spesso da codici sconosciuti ai più, o fin troppo di manica larga.

Se da un lato risulta plausibile la richiesta di protezioni adeguate ai fornitori di servizi, dall’altro è sempre più preziosa l’acquisizione di conoscenze sui sistemi di protezione informatica che ognuno di noi può fare. Anche l’autodidatta può rendere inviolabili le proprie mail, navigare senza rischi e proteggere le proprie chiacchierate in chat da sgradevoli intrusioni: cominciamo a farlo molto presto. Perché tutto parte, e nella stragrande maggioranza dei casa si ignora, dalle debordanti potenzialità che i mezzi di comunicazione d’uso comune stanno mettendo in atto.

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