Aree protette, presentato DDL ad associazioni ambientaliste

Perfezionare il sistema delle aree protette in modo da favorire, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio, il rilancio culturale, sociale ed economico delle comunita' locali. E' stato questo il tema della riunione operativa tenutasi all'assessorato regionale Territorio e Ambiente dove e' stata presentata oggi la bozza del disegno di legge sul sistema regionale delle aree naturali protette, che racchiudera', in un unico testo normativo, il sistema che adesso e' regolato da diversi provvedimenti legislativi. Col ddl nascera' invece il "sistema integrato delle aree protette" che include anche i Sic (Siti di interesse comunitario) e le Zps (Zone a protezione speciale).

Soddisfazione per il progetto e' stata espressa dai tutti i presenti, rappresentanti di Legambiente, WWF Sicilia, Lipu, Italia nostra, Fare ambiente, Cai, assieme a Confindustria, Universita' di Palermo, Federazione regionale Agronomi e Coordinamento regionale Personale delle riserve.

"Abbiamo voluto riunire - ha sottolineato l'assessore Roberto Di Mauro - tutte le varie norme che regolano il sistema delle aree protette in Sicilia, in un unico testo piu' snello e funzionale che offrira' nuove opportunita' ad un circuito costituito da uno dei piu' interessanti patrimoni naturalistici dell'isola.

L'intento e' di valorizzare e preservare tutti i poli di indiscussa bellezza paesaggistica e di tradizioni culturali, un "sistema" che la Regione, negli anni, ha voluto creare non solo al fine di tutelarne la biodiversita', ma anche per rilanciare sui territori una azione di infrastrutturazione che possa permettere la crescita economica delle comunita' locali".

La disciplina vigente ha costituito uno strumento importante per assicurare la conservazione del patrimonio naturale siciliano, ma non si e' rivelata altrettanto efficace nel conseguimento di altri due obiettivi essenziali, presenti nella legislazione siciliana come in tutte le leggi che disciplinano l'istituzione di parchi naturali: lo sviluppo economico controllato e la fruizione da parte dei cittadini.

Il disegno di legge sul sistema regionale delle aree naturali protette, si propone di dare uno svolgimento coerente ad alcuni principi fondamentali: principio di sviluppo sostenibile con la promozione delle attivita' sociali ed economiche compatibili con le tutela dell'ambiente; principio di sussidiarieta' orizzontale, con l'obiettivo di coinvolgere in maniera sempre piu' ampia i privati nella gestione delle aree protette; principio di semplificazione procedimentale e organizzativa, con la previsione di una serie ipotesi di silenzio assenso, che costituiscono la regola in caso di rilascio di pareri; principio della progressiva autonomia finanziaria degli enti gestori e dell'autoresponsabilia' nella gestione, con la possibilita' data agli enti gestori delle aree naturali di svolgere attivita' di tipo economico direttamente o attraverso privati che pagano un canone; la possibilita' di gestire i beni demaniali e patrimoniali rientranti nel proprio t erritorio e godere dei redditi dagli stessi prodotti; la possibilita' di far pagare un biglietto per entrare nelle riserve o in porzioni di parco; la possibilita' di accedere con priorita' ai finanziamenti comunitari - diminuira' progressivamente la dipendenza degli enti gestori dal finanziamento regionale che viene di conseguenza progressivamente ridotto; principio della collaborazione istituzionale con diverse previsioni di cooperazione tra organi e tra enti; principi di trasparenza e partecipazione, visto che e' previsto che tutti gli atti pianificatori e i procedimenti di scelta comparativa siano soggetti ad ampia pubblicita' non solo sulla Gurs ma anche sui siti web della Regione. E' prevista anche la procedura di evidenza pubblica per la concessione ai privati di beni o di servizi all'interno dell'Ente parco e per la selezione del soggetto gestore delle riserve naturali. E' previsto, infine, un Centro di documentazione cui tutti i cittadini possono accedere. "Il disegno di legg e - aggiunge l'assessore Di Mauro - mira a favorire il rilancio culturale, sociale ed economico delle aree protette, attraverso la promozione di attivita' compatibili con le finalita' istitutive delle stesse. L'obiettivo e' di mantenere un elevato livello di tutela dell'ambiente e del paesaggio e, allo stesso tempo, di far diventare i parchi e le riserve il volano dell'economia dei territori su cui ricadono, facendo in modo che le aree protette vangano percepite anche dalle comunita' locali come occasioni di sviluppo piuttosto che come freno all'economia".


Nel disegno di legge sul sistema regionale delle aree naturali protette, ci saranno novita' nel nuovo quadro organizzativo degli Enti Parco nel quale gli organi fondamentali sono quattro: il presidente del parco, il consiglio direttivo, la comunita' del Parco e l'assemblea generale. Il presidente del parco sara' nominato con decreto del presidente della Regione previa delibera della giunta regionale, su proposta dell'assessore regionale per il Territorio e per l'ambiente; il consiglio direttivo e' un organo deliberativo a composizione mista, in cui sono integrate le competenze tecnico-scientifiche (con membri designati dalle universita' e dalle associazioni ambientaliste) con la rappresentanza politica degli enti territoriali, sulla falsariga del modello di consiglio direttivo delineato dalla legge nazionale. Questa composizione del Consiglio in parte politica ed in parte tecnica, trae spunto dall'articolo 9 della legge quadro 394/1991 relativa a lla composizione del consiglio dei Parchi nazionali.

La composizione mista (politici, tecnici, rappresentati interessi) del Consiglio direttivo, presenta diversi vantaggi. Assicura la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione dell'area protetta e realizza al contempo la semplificazione organizzativa e procedimentale. E infatti, l'inclusione di una componente tecnico scientifica all'interno dell'organo di gestione del parco, consente l'eliminazione del comitato tecnico scientifico. Con l'eliminazione del Cts si ottiene non solo una riduzione degli organi, ma anche una semplificazione dei procedimenti, dal momento che il nulla osta dell'ente parco non deve essere preceduto dal parere tecnico: un unico organo e' in grado di valutare contestualmente tutti gli aspetti di un progetto.

Improntati alla cooperazione e alla semplificazione saranno i rapporti con il Comando forestale e con il Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali. Al Comando forestale compete la sorveglianza e la vigilanza nelle aree protette, funzione che dovra' essere svolta nel rispetto delle direttive degli enti parco, e tenendo conto delle richieste degli enti gestori delle riserve

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