Isole Ciclopi, riunione operativa sul collettore fognario

ACI CASTELLO. Dovrà essere presentato entro 15 giorni il progetto esecutivo di realizzazione del collettore fognario alla segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente e all’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque. Un’opera da 22 milioni di euro necessaria per liberare il mare della Riviera dei Ciclopi dai rifiuti.

Lo ha stabilito stamattina, nel corso di una riunione operativa in Municipio, il direttore generale della Direzione qualità sulla vita del ministero dell’Ambiente, Marco Lupo, il quale ha invitato l’Ato 2 Catania, ente titolare dell’opera, a procedere alla trasmissione del progetto esecutivo alla segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e all’Agenzia regionale per i rifiuti e per le acque.

“La situazione del collettore fognario castellese è preoccupante, in 5 anni è stato fatto ben poco nonostante l’Accordo quadro sottoscritto nel luglio del 2008 dal ministro Stefania Prestigiacomo – ha spiegato Marco Lupo alla presenza di Cinzia Del Zoppo della segreteria tecnica e dei tecnici dell’Arra e dei Comuni di Catania, Acireale e Aci Catena -, se il termine di 15 giorni non verrà rispettato il ministero dell’Ambiente sarà costretto a sostituire i soggetti responsabili o a ritirare il finanziamento da 6 milioni di euro entro il 30 novembre. Si tratta di un’opera necessaria per la qualità ambientale di un’area in cui è presente l’Amp Isole Ciclopi istituita dal ministero stesso” ha aggiunto Lupo alla presenza dei rappresentati dell’Amp Isole Ciclopi Angelo Messina (presidente), Emanuele Mollica (direttore) e Carlo Blanco (responsabile).

Il progetto prevede la realizzazione di un collettore principale di 15 chilometri e diversi secondari con 14 impianti di sollevamento per trasferire i reflui castellesi, di parte di Capomulini e collina Vampolieri e dell’area dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania (quasi 100 mila abitanti in estate) e acque nere dei torrenti castellesi fino all’impianto già esistente di via Policastro a Catania e poi al depuratore etneo di Pantano d’Arci per un costo di 22 milioni di euro.

Il progetto, dopo la presentazione da parte dell’Ato, dovrà ottenere il parere positivo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente e dell’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque e successivamente del Comitato tecnico regionale per la tutela ambientale e Consiglio regionale dei lavori pubblici (tempi previsti 45 giorni). Il progetto definitivo, poi potrà essere appaltato dalla società Servizi idrici etnei dell’Ato 2 Catania (rappresentato dal direttore generale Salvatore Indelicato e dal tecnico Laura Ciravolo) tramite bando oppure eseguito immediatamente dalla Sie. I lavori potrebbero cominciare nel mese di giugno del 2010.

Presenti alla riunione il sindaco castellese Filippo Drago con la giunta e i consiglieri comunali, il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, l’assessore all’Ecologia di Acireale, Salvo Licciardello, e l’assessore ai Lavori pubblici di Aci Catena, Giuseppe Barbagallo. A rappresentare l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, Giusto Ingrassia.

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