Negli ultimi decenni i flussi turistici internazionali hanno fatto registrare un trend in continua crescita, nel 2006 sono stati 846 milioni gli arrivi internazionali, gli studi di settore per il 2020 ne prevedono un miliardo e mezzo. Ecco i numeri di uno dei comparti produttivi più importanti a livello mondiale che nei prossimi anni rivestirà un ruolo ancor più di rilievo nell'ambito degli scenari economici.
Come si colloca l'Italia in tale contesto? Il Belpaese negli scorsi anni ha perso ingenti flussi che hanno preferito indirizzarsi verso nuove mete esostiche spesso più a buon mercato. Numerosi i dibattiti, le proposte, gli scenari prospettati, le misure adottate: ma c'è ancora molto da fare, a livello politico - istituzionale ed a livello imprenditoriale.
"Oltre i limiti del turismo all'italiana", di Francesca Traclò e Walter Tortorella, edito da "Il Mulino" di Bologna (www.mulino.it), disegna gli attuali pregi e vizi dell'industria delle vacanze della penisola, tra enormi potenzialità inespresse ed agguerriti competitors.
Gli autori sottolineano come le nuove logiche del turismo, l'uso di internet, i voli low-cost hanno reso le tradizionali pratiche di produzione e offerta del prodotto turistico alquanto obsolete e scarsamente competitive. L'Italia, un tempo destinazione turistica più visitata al mondo, è chiamata ad interrogarsi sul futuro del comparto.
L’Italia attualmente occupa il quinto posto nella graduatoria mondiale delle mete turistiche. La rilevazione di tale dato diviene il punto di partenza del libro per indagare i vincoli ed al contempo esplorare le possibilità racchiuse nel sistema dell’offerta e della domanda di turismo in Italia.
Francesca Traclò e Walter Tortorella individuano anche alcuni possibili percorsi per perseguire il fondamentale obiettivo del rilancio del turismo made in Italy. Una sfida tanto impegnativa quanto affascinante.
