(Siciliatoday)

Riapre dopo cinque anni a Siracusa la Galleria di Palazzo Bellomo

SIRACUSA, 15 ottobre 2009 – Completati i complessi lavori di ristrutturazione, riapre al pubblico il prossimo sabato 17 ottobre la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, lo storico “contenitore d’arte” che, nel cuore dell’antica Ortigia, ospita una ricca collezione di opere di varie epoche e tipologie fra cui l’Annunciazione, di Antonello da Messina, un capolavoro da poco restituito alla comunità dopo un delicatissimo intervento di restauro conservativo curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR)

La cerimonia di inaugurazione seguirà la conferenza stampa fissata per le ore 10 di sabato prossimo nella sede del Museo (via Capodieci, 14). Insieme al direttore del Bellomo, arch. Luigi Messina, saranno il Ministro dell’Ambiente, on. Stefania Prestigiacomo, il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e l’Assessore Regionale ai Beni Culturali e Ambientali on. Lino Leanza. A sottolineare il clima di festa per la riapertura di Palazzo Bellomo sarà un concerto da camera organizzato in collaborazione con l’Ersu dell’Università di Catania (ore 18).

Proprio l’Annunciazione di Antonello - fino a qualche settimana fa esposta presso l’ex Convento del Ritiro in occasione della lunga mostra (Dicembre 2008 - Aprile 2009) dedicatale dalla stessa Galleria - costituisce ora il fulcro del nuovo percorso espositivo del Bellomo curato da Francesca Campagna Cicala.

Rinnovato, durante i lavori di consolidamento e restauro, anche l’allestimento museografico della Galleria che oggi presenta, distribuita su due piani, un’articolata sequenza di raffinatissime pitture, sculture ma anche di argenti e ori, arredi sacri, abiti storici, tessuti, merletti, ceramiche, armi, presepi e stampe dall‘età bizantina al XIX secolo, ordinati secondo un criterio di esposizione non più tipologica, ma organica e cronologica, così da restituire una visione completa della civiltà figurativa strettamente legata alle vicende della città, e far risaltare il più possibile il rapporto tra le fasi dell’edificio ed il nucleo di materiali esposti. Tra i numerosi capolavori figurano la Madonna in trono col Bambino tra le Sante Eulalia e Caterina d’Alessandria attribuita al pittore spagnolo Pedro Serra, la Madonna del Cardillo di Domenico Gagini, il prezioso Libro d’Ore miniato di bottega fiamminga, il raffinatissimo S. Leonardo attribuito a Lorenzo Veneziano e i dipinti Deposizione, Martirio di Santa Lucia e Miracolo di Santa Chiara, dell’artista siracusano Mario Minniti, amico e seguace del Caravaggio.

“L’obiettivo – spiega il direttore della Galleria, arch. Luigi Messina – era quello di migliorare l’offerta museale sia per la comunità siciliana, che al Bellomo ritrova le proprie radici storiche e culturali, che per la moltitudine di viaggiatori stranieri che ogni anno fanno di Siracusa una tappa obbligata, attratti dalla sua storia millenaria, i suoi monumenti, il culto del teatro classico e la dolcezza dei paesaggi”.

Imponente e armonioso pur nella commistione di stili architettonici - svevi e catalani con successivi rimaneggiamenti - Palazzo Bellomo fu realizzato nel XIII secolo durante il regno di Federico II di Svevia. Per oltre tre secoli è stata la dimora dell’ omonima e potente famiglia siracusana. Nel 1725 fu acquistato dalle monache di San Benedetto e congiunto al vicino Palazzo Parisio, sede originale del monastero.

GALLERIA, IL PERCORSO, LE OPERE
Palazzo Bellomo, eretto durante il regno di Federico II, pur conservando la sua primaria struttura normanna, è autorevole esempio di perfetta fusione e felice integrazione di forme architettoniche diverse, sveva prima catalana dopo, in una straordinaria cornice di sovrapposizione e felice integrazione di stili.

Abitato per oltre tre secoli dalla famiglia Bellomo, tra le più potenti della Siracusa del ‘400, nel 1725 il Palazzo fu venduto alle suore del monastero di S. Benedetto venendo a formare un unico imponente complesso architettonico con l’attiguo Palazzo Parisio, trecentesca abitazione di Pietro Parisio, barone del Cassaro, dove le Benedettine avevano istituito la propria sede.
Nel 1940 circa, le collezioni d’arte medievale e moderna, fino ad allora confluite nel Museo Archeologico Nazionale, vennero separate dalle collezioni archeologiche con l’intento di valorizzarle in una collocazione più consona, e, nel 1948, fu inaugurato, presso Palazzo Bellomo, un primo ordinamento museografico costituito da opere d’arte provenienti da chiese e conventi soppressi (1866), progressivamente incrementato da acquisti e donazioni.
Le collezioni della Galleria Bellomo illustrano gli sviluppi della cultura figurativa a Siracusa e, più in generale, nell’area sud-orientale della Sicilia, con particolare riguardo alla produzione pittorica e alle arti decorative.
Le opere sono ordinate secondo un sistema di esposizione organica e cronologica, così da rappresentare lo snodarsi della civiltà figurativa strettamente legata alle vicende della città, e a far risaltare il più possibile il rapporto tra le fasi dell’edificio ed il nucleo di materiali esposti.

LA CHIUSURA
Nei cinque anni in cui la Galleria Bellomo è stata chiusa per i lavori di ristrutturazione sono stati organizzati una serie di eventi nazionali e internazionali nell’ambito del Progetto POR 2000-2006 intitolato Sicilia ponte per l’Europa:

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