Diversamente abili, l'ultimo spettacolo (Funky64 per Flickr)

Turismo accessibile, a Catania incoming per diversamente abili

CATANIA – Turismo accessibile: dati statistici, punti di forza e carenze, risultati e prospettive sul territorio sono emersi oggi, 20 novembre, alle Ciminiere, nel corso del convegno nazionale “Buone prassi di turismo accessibile”, tappa conclusiva del Progetto CityLab, che ha visto riuniti enti privati e pubblici, con l’obiettivo di trovare soluzioni pratiche per incrementare l’incoming legato all’accoglienza dei diversamente abili.

Sono circa 36 milioni in tutta Europa le persone disabili disposte a viaggiare, di cui il circa il 3% in Italia: il profilo tipo del turista con esigenze speciali è donna, di età medio–alta e lavoratore dipendente, con necessità ricorrenti che vanno dal campo dietetico (43% dei casi) agli ambienti ana/ipoallergenici, da esigenze motorie (8%) a disturbi sensoriali. La qualità dei servizi e delle strutture condiziona tutte queste categorie con esigenze speciali, soprattutto gli anziani che rappresentano il gruppo più numeroso. Cresce la domanda di turismo accessibile e cresce la necessità di un’offerta adeguata: «È stato fatto tanto e tanto ancora si può fare in questa direzione – ha affermato il sindaco Raffaele Stancanelli – con questo progetto siamo riusciti a realizzare, unendo competenze e passione, una serie di attività innovative e stimolanti, che oggi sono un segnale positivo da parte dell’Amministrazione, che intende proseguire su questa strada».

La platea gremita di operatori del settore, studenti, rappresentanti di associazioni, partecipanti al progetto «è stata la testimonianza più importante per chi ha creduto sin dall’inizio al CityLab – ha spiegato l’assessore alle Politiche scolastiche-Progetto CityLab Sebastiano Arcidiacono – che, coinvolgendo oltre 300 persone in attività didattiche e pratiche, è riuscito a sensibilizzare il settore pubblico e privato, confermando il ruolo strategico del turismo accessibile per la nostra comunità. Un cittadino ha pieno diritto di fruire dell’offerta turistica in modo completo e autonomo, attraverso servizi idonei che coinvolgano tutti i livelli, dai trasporti alla ricettività, dalla ristorazione alla cultura, dallo sport al tempo libero: questo progetto è riuscito a dare risposte concrete».

Quali sono dunque le potenzialità di questo mercato e come tradurle in pratica? «Quello del turismo accessibile è un segmento di mercato in crescita – ha sottolineato Nico Torrisi, presidente Uras-Federalberghi Sicilia – puntando sulla maggiore qualità delle strutture, sulla destagionalizzazione, particolarmente vantaggiosa per la nostra regione, e sulla formazione di personale qualificato, che è ancora carente, potremo ottenere un positivo riscontro, in termini sociali ed economici, rimanendo in linea con le altre regioni d’Italia». Spesso l’errore è pensare alla disabilità come a una malattia e non vederla per quello che è, una condizione di vita, « in una parola il turismo è accoglienza - ha affermato Roberto Vitali, presidente di “Village for All” e membro della Commissione per il turismo accessibile promossa dal ministro Brambilla - è la domanda che detta la qualità del servizio ed è solo a quella che si deve fare riferimento, senza distinguo. Il mercato del turismo accessibile c’è ed è sotto gli occhi di tutti: nel 2010 amplieremo il network di Village for all, aprendo un punto turistico anche in Sicilia».

Nel corso dell’incontro – moderato dal giornalista Andrea Lodato – sono intervenuti alcuni tra i più autorevoli esponenti del settore, tra cui il prefetto Liana Campanile, direttore centrale per gli Affari Generali e la Gestione delle Risorse finanziarie e strumentali del ministero dell’Interno che ha finanziato con i fondi Unrra il progetto; numerosi e importanti i contributi da parte di rappresentanti nazionali e locali, dell’Azienda sanitaria provinciale, dell’Università di Catania e dei partner Area marina protetta, Isola dei Ciclopi, Parco dell'Etna, Unpli, Lions Faro Biscari Catania, Wind Jet e Trimondo Viaggi.

Il CityLab ha anche ricevuto la supervisione della Prefettura etnea, oggi rappresentata dal prefetto Vincenzo Santoro che ha espresso soddisfazione per gli eccellenti risultati ottenuti: «Abbiamo la prova di come, unendo le energie, si possano raggiungere obiettivi importanti: questa non è una conclusione ma una partenza. In Sicilia, più che da altre parti, è necessario superare vecchi tabù che per troppo tempo hanno emarginato i più deboli e meno fortunati».

Al convegno erano presenti tra gli altri: l’on. Nicola D’Agostino in rappresentanza del Governatore della Regione Siciliana Raffaele Lombardo; Anna Grazia Laura, responsabile Relazioni Esterne e Progettazione Europea Consorzio Co.In; Maria Stella Minuti, ricercatrice del Centro italiano di studi superiori sul Turismo e sulla Promozione turistica di Assisi; il vice prefetto vicario di Catania Anna Maria Polimeni; l’assessore al Turismo del Comune di Catania Antonio Scalia; il dott. Marco Ciriacono, direttore Unità Operativa Handicap Asp Catania; il prof. Vincenzo Catania, del dipartimento di Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni dell’Università di Catania; Giuseppe Castronovo, presidente regionale Unione italiana Ciechi; Marcella Renis, presidente CinAp; Pino Vitale, presidente nazionale Centro turistico Acli e Martino Florio, presidente Comitato paralimpico di Catania.

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