Turismo, gli albergatori acesi chiedono la dichiarazione di stato di crisi del settore turistico

Gli albergatori acesi lanciano il loro grido d’allarme. La crisi attanaglia sempre più il comparto dell’industria delle vacanze, le aziende che operano sul territorio ormai da anni registrano un trend negativo che potrebbe condurre, a breve termine, alla chiusura di diverse attività con conseguente perdita di ulteriori posti di lavoro.

“Gli operatori si trovano con l’acqua alla gola – evidenzia Salvo Zappalà, presidente del consorzio “Acirealehotels”- negli ultimi tre anni sono diminuite del 40% circa le presenze di turisti, soprattutto sul fronte degli stranieri; noi imprenditori siamo stati quindi costretti, numeri di bilancio alla mano, a compiere nostro malgrado spiacevoli scelte che hanno portato ad una drastica riduzione del personale impiegato nelle strutture ricettive. Purtroppo gli sforzi compiuti dal settore privato non sono stati adeguatamente supportati dalle competenti istituzioni che poco o nulla hanno fatto in termini di politiche di marketing territoriale. Speriamo che i costituendi distretti turistici possano creare un virtuoso processo di sviluppo”.

Con una lettera aperta inviata ai Deputati nazionali e regionali del comprensorio acese, il Consorzio Acirealehotels ha avanzato la richiesta di dichiarazione di stato di crisi del settore, chiedendo l’adozione di una serie di misure da attuare con la massima urgenza e, prima fra tutte, la fornitura delle acque termali direttamente presso le strutture alberghiere, per valorizzare il sistema termale, da decenni alle prese con una crisi che pare irreversibile.

“In attesa che si completi l’iter previsto dalla legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010 per affidare a soggetti privati la gestione delle Terme di Acireale, noi albergatori abbiamo manifestato la necessità di fornire ai clienti, direttamente presso le strutture ricettive, i servizi idrotermali, così come avviene in altre località italiane – aggiunge Zappalà – tale progetto consentirebbe di proporre ai turisti servizi aggiuntivi ed inoltre di salvaguardare il know – how acquisito che diversamente andrebbe inesorabilmente disperso. E’ emblematico quanto accaduto proprio nei giorni scorsi, ultimo episodio di una lunga serie: a causa della carenza di personale presso lo stabilimento termale, un gruppo composto da circa cinquanta turisti pugliesi, che avrebbe soggiornato per due settimane presso una struttura ricettiva acese, ha preferito annullare la vacanza e tornarsene a casa con grave pregiudizio economico e d’immagine per le aziende e per il territorio ”.

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