Vini, come sarà la vendemmia 2010?

Ritardi nell’ordine di una decina di giorni nella raccolta, che determinano una certa incertezza, specie nei territori d’elezione del Bel Paese enoico, quantitativi in calo un po’ dappertutto (con una forbice che va dal 5% al 10%), percezione di un’annata molto interessante dal punto di vista qualitativo, soprattutto se le condizioni metereologiche non vireranno decisamente al peggio. Quella del 2010, potrebbe essere una vendemmia molto interessante, ma porta con sé non pochi elementi di incertezza, causati, principalmente, dal posticipo della raccolta di una decina di giorni su quella della campagna 2009, e dalle condizioni metereologiche segnate da un’alternanza fra sole e pioggia davvero forte. Probabilmente, i vini ottenuti da questa vendemmia in generale non saranno molto concentrati, e saranno caratterizzati da un buon potenziale aromatico e da acidità importanti, che ne dovrebbero favorire la tenuta nel tempo. Una vendemmia, sicuramente, più favorevole ai vitigni bianchi e dall’andamento della maturazione molto regolare per i vitigni a bacca rossa, che dovrebbe favorire di più le varietà precoci. In generale, le riserve idriche accumulate nell’inverno e nella primavera di quest’anno, alimentate anche da frequenti piogge estive, hanno garantito alle viti una buona resistenza alle ondate di caldo, permettendo alle piante di non soffrire mai stress idrici e garantendo frutti di buona qualità, almeno nelle zone più vocate. E, proprio da questi luoghi, forse più che in altre annate, arriveranno le cose migliori, ammesso che il vigneto sia stato curato adeguatamente, viste le difficoltà climatiche che hanno caratterizzato praticamente tutte le fasi fenologiche più importanti della vite. Su www.winenews.it la voce dei più importanti produttori della Penisola.

Piemonte
“E’ una vendemmia da gestire molto attentamente - commenta Paolo Damilano, patron insieme al fratello Mario dell’azienda di Barolo - a causa di un andamento climatico a dir poco turbolento. Sicuramente usciranno meglio i prodotti provenienti dalle zone più vocate e, per questo, siamo molto fiduciosi sui nostri Nebbiolo da Barolo, che andremo a raccogliere ad inizio ottobre, con una tempistica più in linea con quella tradizionale”. “Siamo a metà del guado - spiega Ernesto Abbona della storica azienda Marchesi di Barolo - abbiamo raccolto i vitigni precoci e da questa settimana abbiamo cominciato le Barbera. Sostanzialmente una vendemmia tradizionale, con inizio delle operazioni intorno al 10 settembre. Nonostante il clima instabile, le nostre uve sono sane e hanno raggiunto la piena maturazione. I nostri conferitori - prosegue Abbona - sono ben pagati e quindi ci hanno portato una materia prima di prima qualità. Ancora non abbiamo iniziato la raccolta dei Nebbiolo da Barolo - conclude l’imprenditore piemontese - che sarà anticipata da quelli da Barbaresco a partire dalla prima settimana di ottobre”. Ottimismo e una certa sorpresa per i risultati fin qui acquisti nelle parole di Michele Chiarlo, patron della griffe del vino piemontese: “è nettamente meglio del previsto, questa vendemmia 2010. Ci sta proprio fornendo una serie di sorprese positive. Abbiamo terminato con la raccolta dei bianchi e stiamo raccogliendo le Barbera da circa una settimana. Le uve sono decisamente molto belle e i dati analitici sono molto buoni. Ad inizio ottobre passeremo alla raccolta dei Nebbiolo da Barolo. Mi sembra - prosegue Chiarlo - un’annata che, più che in altre occasioni, sarà interessante per chi ha saputo preparare adeguatamente il vigneto. Non è dunque un dato generalizzabile, ma chi ha lavorato bene e con i tempi giusti in vigna avrà certamente delle belle sorprese. Una vendemmia - conclude Chiarlo - in ritardo di almeno una decina di giorni rispetto all’anno scorso, che ci riporta ad una tempistica più classica”.

Veneto
Dal Veneto Franco Allegrini, enologo dell’azienda guidata con la sorella Marilisa Allegrini, spiega che “il 60% delle uve aziendali è già stato raccolto, con un ritardo, rispetto al 2009, fra i 10 e i 12 giorni. La prima impressione è che si tratti di un’annata più di luce che di calore e che quindi i vini dovrebbero possedere buona finezza, risultando - conclude Allegrini - più eleganti che estrattivi e dalle acidità vibranti”. Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, commenta: “è una vendemmia che ci fa soffrire, perché le condizioni metereologiche sono molto instabili. Le nostre uve, destinate alla produzione dell’Amarone, non sono ancora mature completamente. Siamo un po’ in ansia, quindi, perché stiamo affrontando un’annata estremamente promettente, ma le bizze del tempo non danno requie. Dal punto di vista quantitativo - conclude il presidente di Masi Agricola - abbiamo registrato un calo del 5% sul 2009”.

Toscana
“Il grosso della vendemmia è ancora tutto in campo - osserva Marco Pallanti, presidente del Consorzio Chianti Classico - siamo di fronte ad un’annata tradizionale, dove il mese decisivo sarà ottobre. Le impressioni, per adesso, sono positive, salvo che per alcune zone colpite in modo più massiccio dalle piogge. Le condizioni metereologiche da qui a qualche settimana restano decisive. Dal punto di vista quantitativo - conclude Pallanti - la nostra denominazione ha scelto di ridurre del 20% la produzione e questo dovrebbe portare giovamento al livello qualitativo complessivo”. Per il presidente del Consorzio del Brunello Ezio Rivella spiega che “la vendemmia è iniziata sotto i migliori auspici e lascia intravedere la possibilità di ottenere ottimi risultati. Si tratta di una vendemmia dai tempi canonici - conclude Rivella - che si sviluppa a partire dalla fine di settembre, arrivando fino alla metà di ottobre”. “Stiamo completando la raccolta dei bianchi - spiega Rudy Buratti, enologo della Castello Banfi, azienda leader del territorio - a cui seguirà immediatamente quella dei rossi precoci e dei Sangiovese da vigne giovani. Quantitativamente si tratta di una vendemmia con un piccolo incremento nella produzione delle uve bianche e con calo del 5% per quanto riguarda le rosse. Le prime uve arrivate in cantina hanno valori di acidità molto buoni e una qualità decisamente interessante. Per i Sangiovese migliori, invece, aspettiamo ancora una decina di giorni prima della raccolta, perché - conclude Buratti - questa è una classica vendemmia in cui bisogno rischiare un po’, bisogna osare, naturalmente se hai lavorato bene nel vigneto e le piante ti permettono di farlo”. Sempre da Montalcino, e precisamente dalla Tenuta Il Greppo, dove lavora il vero e autentico custode della tradizione enologica del Brunello, Franco Biondi Santi commenta: “Sostanzialmente sono soddisfatto, penso che il vino dell’annata 2010 sarà un bel vino anche se, evidentemente, stiamo ancora parlando soltanto di previsioni. Lo stato sanitario delle uve è molto buono e le bucce degli acini sono molto spesse. Ho iniziato a raccogliere il 20 di settembre e con il giorno 30 concluderò la vendemmia qui al Greppo, con le uve dei vitigni più giovani. Certo, le viti più vecchie hanno sofferto un po’, specialmente in primavera quando il clima è stato per molto tempo decisamente freddo. La quantità è quindi leggermente inferiore, ma la qualità è ottima, visto che i grappoli sono restati più spargoli. Le piogge di agosto, che io definisco “ristoratrici” hanno avuto buon esito anche se quest’anno i vigneti non hanno sofferto mai la siccità”. E Federico Carletti, presidente del Consorzio del Nobile di Montepulciano commenta: “le sensazioni sono positive. I vitigni rossi precoci, che abbiamo già raccolto sono molto belli. Anche il Sangiovese è in splendida forma, forse con il pH ancora un po’ basso e, per questo, dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per iniziare la raccolta. E’ un’annata che mette decisamente in chiaro la vocazione delle zone: in quelle migliori ci aspettiamo grosse cose, in quelle peggiori una materia prima più debole. Tuttavia per un’analisi più precisa è ancora tutto da definirsi”.
Per Filippo Mazzei, alla guida, insieme al fratello Francesco, della griffe chiantigiana Castello di Fonterutoli, si tratta di una vendemmia che ha accumulato “un po’ di ritardo, ma, a tutt’oggi le premesse sono molto buone e l’uva è bellissima. Certo, la variabile metereologica giocherà un ruolo decisivo, specie per la raccolta del Sangiovese che è appena iniziata, ma - conclude Mazzei - entro la prima settimana di ottobre contiamo di completare la nostra vendemmia”. Anche per Renzo Cotarella, direttore generale della Marchesi Antinori, la vendemmia “è ancora tutta da fare, anche se l’impressione è che potrebbe essere una vendemmia molto interessante, benché ancora la parola ultimativa spetta alle condizioni metereologiche. A Bolgheri ancora non abbiamo raccolto il Cabernet, che contiamo di cominciare a vendemmiare nei prossimi giorni e concludere entro la fine di settembre. Nel Chianti Classico, invece, ancora non abbiamo cominciato. A Montalcino, la raccolta, invece, è in pieno svolgimento, con risultati buoni. I quantitativi sembrano essere in linea con quelli del 2009. Certo, se dovesse cominciare a piovere massicciamente ci sarebbero effetti anche sulla quantità. Si tratta di una vendemmia - prosegue Cotarella - in ritardo di almeno dieci giorni ed è quindi, al momento, meno decifrabile. Possiamo però aspettarci, in generale - conclude il direttore generale Antinori - vini più nervosi, più eleganti e più serbevoli, forse un po’ più in linea con la tradizione enologica toscana”. Da Bibbona, nel bolgherese, dove ha sede la Tenuta di Biserno, l’azienda che ha visto la riunificazione familiare tra i fratelli Lodovico e Piero Antinori, si respira una sostanziale aria di ottimismo, come confermano le parole di Andrea Malfatti, amministratore delegato di questa realtà produttiva a due passi da Bolgheri, che da qualche mese è presieduta da Gaddo della Gherardesca: “è stata un’annata non facile, ma molto interessante. La qualità comunque c’è tutta, specialmente per chi, come nel nostro caso, ha lavorato con impegno nei vigneti. Abbiamo per adesso raccolto il 40% della nostra produzione, stiamo attendendo ancora qualche giorno per raccogliere i vitigni tardivi, che necessitano ancora di un po’ di tempo per perfezionare il loro patrimonio polifenolico e mitigare le loro acidità. Per questo - conclude Malfatti - ogni giornata di sole in più è una vera e propria benedizione”.

Umbria
Dall’Umbria, si pone l’accento sulla “lentezza” della vendemmia 2010 che Marco Caprai, produttore e leader del Sagrantino, definisce “una vendemmia “slow”, dai tempi dilatati, che, però, se il tempo regge, potrà essere una bella vendemmia. Con la particolarità che i vitigni precoci sono arrivati a maturazione più gradualmente e quasi si sono affiancati ai tempi di quelli tardivi. In azienda di questi tempi avevamo raccolto l’85% del prodotto, quest’anno, invece, il 15%. Mi auguro che ottobre sia bello - conclude Caprai - se il meteo non farà scherzi potremo parlare davvero di una bella vendemmia”.

Marche
“Ci aspettiamo un aumento della produzione del 5% - spiega Michele Bernetti, a capo dell’azienda marchigiana Umani Ronchi - la raccolta del Verdicchio è andata sostanzialmente bene; e la raccolta del grosso dei rossi comincerà il 10 ottobre. Evidentemente un po’ di preoccupazione resta visto che ci attendiamo la fine della vendemmia per fine ottobre. Il ritardo c’è stato e ci ha consegnato una tempistica di raccolta tradizionale, con tutti i suoi pregi, ma anche con le incognite che si porta dietro, soprattutto dal punto di vista meteorologico”.

Abruzzo
In Abruzzo, la vendemmia non è ancora iniziata come ci spiega Luciana Biondo, agronoma dell’azienda Valle Reale, una delle aziende di riferimento della regione, “raccoglieremo solo tra qualche giorno il Trebbiano, i cui dati analitici mostrano bellissime acidità. La vendemmia è in leggero ritardo - prosegue Biondo - e per il Montepulciano si parla di una decina di giorni che sposteranno la data di inizio raccolta alla metà di ottobre. Per ora ci sono buone escursioni termiche notte/giorno e le piogge intense ancora non sono arrivate qui. Stimiamo un incremento della produzione fra il 120 e il 15%”.

Campania
Anche in Campania la vendemmia non è entrata nel vivo, specie in Irpinia, aerale notoriamente freddo e le cui vendemmie sono tra le più ritardate d’Italia. “Ancora non abbiamo cominciato a raccogliere - spiega Antonio Capaldo, amministratore delegato della Feudi di San Gregorio - ci aspettiamo però una quantità inferiore del 20%. Cominceremo una prima raccolta della Falanghina soltanto alla fine di questa settimana, per il resto dei nostri vitigni, quindi, incrociamo le dita e speriamo che il tempo non faccia brutti scherzi, visto che la vendemmia dell’Aglianico non comincerà prima della metà di ottobre, per concludersi ad inizio novembre. Un aspetto però mi preme di sottolineare - aggiunge Capaldo - la fase congiunturale per i produttori di uva è estremamente difficile. Ci sono dei vigneti abbandonati e la situazione permane molto delicata. I nostri conferitori, da anni legati alla nostra azienda, non sono coinvolti in questa situazione, ma è chiaro che una politica di investimenti di breve periodo e a corto respiro sta trasformando la vendemmia 2010 nella seconda vendemmia in condizioni di crisi”. Anche Piero Mastroberardino, a capo dell’azienda di famiglia, con sede ad Atripalda, la vendemmia 2010 non è ancora entrata nel vivo “cominceremo soltanto in questa settimana le prime raccolte di Falanghina. La situazione generale è però buona e le uve sono in splendida forma. Gli Aglianico destinati al Taurasi saranno raccolti a novembre e non è ancora stimabile precisamente il ritardo accumulato nella maturazione, decisivi restano i giorni di ottobre. Non escludo che questa sia una vendemmia critica per le cantine di “seconda fascia”, magari intasate da troppe giacenze”.

Sicilia
Alessio Planeta, alla guida insieme a Santi ed a Francesca dell’azienda siciliana di famiglia, spiega che la vendemmia 2010 “si è conclusa tranne che per le uve coltivate sull’Etna, con un bilancio molto positivo specialmente per il prodotto proveniente da Vittoria e da Noto. A Menfi, le uve sono altrettanto belle, ma abbiamo cominciato la raccolta con un ritardo di 7-8 giorni sul 2009. Quantitativamente abbiamo registrato un calo del 2-3%. Mi sembra - continua Planeta - che sia una bellissima vendemmia, forse con qualche problema in più per le zone tardive, ma questo fatto finirà per essere adombrato dalla clamorosa riduzione quantitativa del vigneto Sicilia, nell’ordine del 25-27%, causata da estirpazioni, vendemmia verde e calo della viticoltura”. Per Antonio Rallo, a capo insieme alla sorella Josè della griffe Donnafugata, si tratta di una vendemmia “iniziata un po’ in ritardo ma che poi è andata man mano recuperando e, per alcune varietà, si è registrato la stessa data di raccolta dello scorso anno. Complessivamente le uve raccolte a Contessa Entellina e a Pantelleria sono in quantità leggermente inferiore alla media, ma possiedono profili qualitativi dal buono all’ottimo”. Più prudente la visione di Alberto Tasca, a capo dell’azienda di famiglia Tasca d’Almerita, che spiega: “siamo ancora a metà strada, abbiamo raccolto soltanto le uve precoci. La vendemmia 2010, infatti, si è distinta per maturazioni lente, che hanno determinato un ritardo nelle operazioni di raccolta di 4-5 giorni. Tendenzialmente questa gradualità nel processo di maturazione è un elemento decisamente positivo, ma l’incognita climatica ci lascia qualche preoccupazione. D’obbligo incrociare le dita, dunque. Quantitativamente - conclude Alberto Tasca - siamo sui numeri del 2009”.

Sardegna
Dalla Sardegna, Valentina Argiolas, la mente strategica dell’azienda di famiglia, spiega: “siamo a metà della raccolta, perché abbiamo registrato circa dieci giorni di ritardo rispetto al 2009. La situazione è però molto buona, anche se la produzione ha subito un piccolo calo del 5%. Le uve rosse sono ancora in gran parte nei vigneti, ma promettono molto bene. Il 2010 è un’annata interessante per la Sardegna - conclude Argiolas - con escursioni notte/giorno davvero importanti e decisamente poco frequenti qui in da noi”.

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