Un quadro a macchia di leopardo
I dati contenuti negli ultimi rapporti dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e nei bollettini sulle liste d'attesa descrivono la sanità in Sicilia come un sistema caratterizzato da punte di qualità e da criticità strutturali. Secondo il monitoraggio citato, su 103 strutture ospedaliere controllate nell'isola ben 43 risultano segnalate per livelli di qualità insufficienti o per anomalie nei registri clinici.
Il confronto con il resto d'Italia mette in evidenza elementi di debolezza particolarmente rilevanti in alcuni ambiti clinici: il report segnala performance sotto soglia nei risultati per la prevenzione e problemi specifici nella mortalità postoperatoria in interventi complessi.
I numeri e le aree più critiche
- 103 strutture monitorate in Sicilia;
- 43 strutture con valutazioni critiche o anomalie registrate;
- la Sicilia è l'unica regione che supera la soglia critica del 4% di mortalità a 30 giorni nei delicati interventi di cardiochirurgia;
- elevato ricorso ai parti cesarei, indicato come un'altra criticità.
Accanto a queste criticità emergono però casi di buona qualità clinica: tra le strutture citate per risultati positivi figurano l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania per l'emergenza cardiocircolatoria e l'Ospedale Maddalena di Palermo per la chirurgia oncologica. Buoni risultati sono stati riconosciuti anche al Trigona di Noto e a diverse cliniche private nell'ambito dell'ortopedia.
Territorio e prevenzione: il tallone d'Achille
Il monitoraggio ministeriale sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) indica come area particolarmente critica l'assistenza territoriale e la prevenzione: la Sicilia risulta sotto la soglia di sufficienza in queste funzioni, con ricadute su accesso alle cure primarie, screening e gestione delle cronicità. Nel testo viene attribuita grande rilevanza a questa insufficienza, che incide anche sul ricorso agli ospedali per problemi che potrebbero essere gestiti a livello territoriale.
Negli ultimi anni, segnali di miglioramento sono emersi in alcune strutture grazie a investimenti e riorganizzazioni: tra le realtà citate che hanno ottenuto progressi figurano Ismett, la Maria Eleonora Hospital e gli ospedali di Acireale e Modica.
Il bilancio complessivo tratteggiato nei rapporti è quindi a due facce: esistono eccellenze cliniche e progetti di rilancio, ma permangono problemi diffusi nella qualità di molte strutture e nella capillarità dell'offerta territoriale e preventiva. Le informazioni pubblicate richiamano l'attenzione sull'esigenza di interventi mirati dove i dati mostrano criticità e di consolidamento delle esperienze positive già avviate.