Etna e ambiente

Invasi siciliani: recupero delle riserve idriche nel 2026, i dati aggiornati al 1° ottobre

Il monitoraggio dell'Autorità di bacino, pubblicato sul sito della Regione e aggiornato al 1° ottobre 2026, mostra un aumento dei volumi in diversi grandi invasi dell'Isola, pur con differenze territoriali e serbatoi ancora sotto soglia.

Invasi siciliani: recupero delle riserve idriche nel 2026, i dati aggiornati al 1° ottobre
©Illustrazione IA Giorgia Sorbello / Sicilia Today

Andamento dei principali bacini e quadro regionale

Il bilancio idrico dell'anno 2025-2026 per la Sicilia mostra segnali di miglioramento rispetto al periodo precedente: secondo il monitoraggio dell'Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia, pubblicato sul sito della Regione e aggiornato al 1° ottobre 2026, diversi invasi hanno registrato un incremento significativo dei volumi accumulati. Il dato, elaborato sui grafici di monitoraggio, non è omogeneo su tutto il territorio: alcune dighe conservano livelli ancora contenuti, mentre altri grandi bacini presentano recuperi rilevanti.

Tra i casi più evidenti di recupero figurano le dighe che riforniscono ampie porzioni delle province occidentali e orientali dell'Isola. I numeri indicati nel dossier regionale mostrano aumenti di decine di milioni di metri cubi rispetto alla chiusura dell'anno idrologico precedente.

Volumi segnalati per alcuni invasi

DigaVolume indicato (migliaia di m3)
Rosamarinacirca 50.000
Pomacirca 45.000
Don Sturzo (Ogliastro)circa 60.000
Garcia (Mario Francese)circa 35.000
Fanacoquasi 12.000
Nicolettisuperiore ai 10.000
Lentinicirca 84.000

I valori riportati corrispondono alle letture pubblicate dall'Autorità di bacino e riprese dal quotidiano locale. Nello stesso confronto con l'anno idrologico precedente emergono variazioni sensibili: ad esempio la Rosamarina e la Poma passano da volumi nell'ordine dei 20.000 m3 a valori intorno ai 45-50.000 m3; Don Sturzo raddoppia il volume rispetto al periodo precedente, salendo intorno ai 60.000 m3.

Territori e criticità residue

Non tutti gli invasi hanno mostrato lo stesso andamento: alcune dighe restano con livelli contenuti e permangono differenze significative tra bacini. Il recupero delle riserve è positivo per l'approvvigionamento idrico di molte aree agricole e urbane, ma la situazione continua a richiedere monitoraggio puntuale e gestione attenta delle risorse, soprattutto nei settori che hanno sofferto più a lungo la siccità.

Prossime tappe e fonti

  • La fotografia dei volumi si basa sui grafici e sui dati dell'Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia, aggiornati al 1° ottobre 2026 e pubblicati sul sito della Regione.
  • Il resoconto è stato ripreso e approfondito dal quotidiano locale che ha analizzato i confronti con l'anno idrologico precedente.

Il quadro complessivo indica un anno idrologico che, pur partito con criticità dovute alla siccità, ha registrato nel corso dei mesi un recupero significativo di molte grandi dighe isolane. Restano tuttavia aree e invasi in cui i volumi sono ancora limitati e che richiedono attenzione nella programmazione degli usi idrici.

Giorgia Sorbello
Giorgia IA Redattrice Ambiente · Clima, acqua e rifiuti online

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