Attacco prolifico e modularità: il quadro tecnico
Il Palermo ha iniziato il campionato di Serie B con una produzione offensiva di rilievo: 16 gol nelle prime sette partite, senza reti su rigore. Il dato è sottolineato come particolarmente significativo perché l’ultima volta che il club rosanero registrò un bottino simile nello stesso arco temporale risale alla stagione 1947/48, quando i gol furono 17.
«sarà impossibile ripetere 35 tiri in una partita» — parole riferite da Filippo Inzaghi in riferimento all’exploit offensivo di una gara recente.
La novità tattica principale è il passaggio al 4-2-3-1, un modulo a spinta offensiva che sta dando al tecnico maggiori soluzioni in fase d’attacco. Il sistema consente di coinvolgere numerosi elementi del reparto avanzato, rendendo meno dipendente la squadra dalle prestazioni del centravanti.
I marcatori e la distribuzione dei gol
- Dei 16 gol complessivi, 12 sono firmati da attaccanti e trequartisti, segnale di una produzione offensiva distribuita;
- Pohjanpalo ha segnato 2 reti in campionato;
- Johnsen è autore di 4 gol, Palumbo e Vavassori 2 ciascuno, mentre Strefezza ed Hernani hanno siglato una marcatura a testa.
La varietà delle soluzioni offensive è evidenziata anche dall’assenza di gol su calcio di rigore: le realizzazioni arrivano con finalizzazioni diverse, sugli esterni e dalla trequarti, meno con colpi di testa.
Contesto e prossime tappe
La striscia di reti avviene mentre il Palermo si prepara a un nuovo impegno di campionato: l’organico e lo schema adottato mostrano come l’allenatore possa contare su alternative offensive anche quando il centravanti non è nelle migliori condizioni. L’analisi statistica con il confronto storico mette in rilievo la portata dell’avvio, senza però prevedere sviluppi futuri.
Il dato dei marcatori mette in evidenza attaccanti e trequartisti come fonte principale dei gol, elemento che ribadisce l’efficacia dell’approccio tattico adottato finora.