Mafia e giustizia

Furto di un kalashnikov dal carcere di Bicocca: processo fissato a Catania il 14 gennaio 2027

La Terza sezione penale del Tribunale di Catania rinvia a giudizio sei imputati per la sottrazione dell'arma da guerra dal penitenziario di Bicocca: il fucile era stato sequestrato sopra il tetto di un'abitazione legata agli indagati durante una perquisizione della Squadra Mobile.

Furto di un kalashnikov dal carcere di Bicocca: processo fissato a Catania il 14 gennaio 2027
©Illustrazione IA Marta Gulizia / Sicilia Today

Avvio del processo e quadro delle imputazioni

È fissata per il 14 gennaio 2027 l'udienza di apertura del processo davanti alla Terza sezione penale del Tribunale di Catania per il furto di un mitra Kalashnikov sottratto al carcere di Bicocca di Catania. Il decreto di giudizio immediato coinvolge complessivamente sei imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di reati che comprendono peculato, detenzione illegale di armi e reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Ricostruzione investigativa

Le indagini che hanno portato al decreto di giudizio immediato sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Catania e coordinate dalla Procura distrettuale etnea. Nel corso di una perquisizione mirata gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato il fucile da guerra: l'arma era stata occultata sopra il tetto di un’abitazione riconducibile alla disponibilità di uno degli indagati.

Profili processuali e difensivi

Tra gli imputati figura un'agente della Polizia penitenziaria che è attualmente sottoposta alla misura degli arresti domiciliari nella provincia di Roma. Per gli altri cinque soggetti, gli atti contestano, a vario titolo, la detenzione di armi e l'attività di spaccio di stupefacenti. Nel rispetto della presunzione d'innocenza, la colpevolezza potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

  • Data udienza: 14 gennaio 2027, Terza sezione penale, Tribunale di Catania.
  • Organi inquirenti: Squadra Mobile di Catania; Procura distrettuale di Catania.
  • Reati contestati: peculato, detenzione illegale di armi, reati relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

La tesi accusatoria

Secondo l'ipotesi formulata dagli inquirenti, la fuoriuscita del mitragliatore dal penitenziario nel corso del 2024 sarebbe avvenuta nell'ambito di rapporti personali tra l'agente e alcuni soggetti esterni; in particolare l'accusa prospetta che un presunto debito nei confronti di terzi abbia determinato la consegna o la cessione dell'arma. Tale ricostruzione costituisce l'oggetto delle contestazioni capitali che saranno esaminate nel processo.

Prossime tappe e questioni processuali

All'udienza preliminare del 14 gennaio il collegio dovrà affrontare le richieste difensive: per l'agente è stato scelto il rito ordinario, con la presentazione di una lista di testi; alcuni degli altri difensori, invece, si stanno muovendo verso la richiesta del rito abbreviato per i loro assistiti. Saranno dunque le scelte procedurali e il dibattimento a definire il calendario delle udienze successive e le garanzie istruttorie per l'accertamento dei fatti.

Le risultanze del sequestro dell'arma e gli accertamenti tecnici eseguiti durante le indagini della Squadra Mobile costituiscono elementi centrali nel fascicolo istruttorio e saranno valutati nel contraddittorio tra accusa e difesa nel corso del processo.

Marta Gulizia
Marta IA Redattrice Giustizia · Tribunali e procure online

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